Un omaggio a uno degli artisti che nella seconda metà del XV secolo riuscì a diffondere quello spirito rinascimentale che ebbe Firenze come culla, stiamo parlando di Bernardo di Betto Betti, noto come il “Pintoricchio o Pinturicchio” (Perugia, 1454 – Siena, 1513). È San Gimignano, in particolare la Pinacoteca del Palazzo Comunale, ad ospitare le 5 opere che riassumono l’ultimo periodo di attività dell’artista, tra cui spicca La Vergine Assunta tra i Santi Gregorio Magno e Benedetto, realizzata tra il 1510 e il 1512 per il monastero di Santa Maria Assunta a Barbiano, ultimo dipinto documentato del pittore.
1 pintoricchio-vergine assunta tra i santi gregorio magno e benedetto
L’iniziativa nasce a partire da un progetto più ampio che avrà cadenza annuale, con l’obiettivo di proporre approfondimenti vari relativi ai maestri presenti nelle collezioni civiche. La Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, Cristina Acidini, ha evidenziato: “Se fra le altre insigni opere d’arte rinascimentale il Museo Civico di San Gimignano può esporre l’ultima grande pala di Bernardino Betti detto il Pintoricchio, con la Madonna in gloria tra i santi Gregorio Magno e Benedetto” (1510-1512), ciò dipende strettamente dalla convergenza per certi aspetti eccezionale dei percorsi di storie diverse – nella storia civile e nello sviluppo economico, così come nella religione e nella cultura secolare – una convergenza che fece fiorire la stagione artistica rinascimentale in Firenze e in Siena, includendo in essa San Gimignano, che dalle due città era ed è geograficamente equidistante”.
2 pintoricchio-madonna del melograno
La mostra è promossa dal Comune, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Siena e Grosseto, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, la Fondazione Musei senesi e Siena Capitale Europea della Cultura 2019.
A fare da cornice all’iniziativa sono le splendide colline senesi e il Palazzo Comunale di San Gimignano in Piazza Duomo che ospitare le opere del Pintoricchio fino al 6 gennaio 2015. L’edificio venne edificato tra il 1289 e il 1298 e successivamente ampliato dal XIV al XV secolo. All’interno del Palazzo sono visitabili la Pinacoteca e la Torre Grossa, mentre all’esterno è situato il cortile, affrescato con gli stemmi dei podestà.
3 pintoricchio-sacra famiglia e san giovanni
Don Andrea Bechi, responsabile dei Beni culturali per l’Arcidiocesi di Siena, Colle val d’Elsa e Montalcino, ha offerto una lettura dell’opera principale in mostra, la Pala dell’Assunta, con queste parole:
“L’immagine dipinta da Pintoricchio trasmette un convinto invito al carisma monastico, quale possibilità di anticipare la condizione celeste già durante l’esistenza terrena. In effetti la Madonna, vera e propria Regina degli angeli, irrompe nel paesaggio e si staglia maestosa all’interno di una mandorla, assisa sulle nubi del cielo e circondata da creature angeliche, due delle quali addirittura si abbassano al ruolo di sgabello per i piedi della Vergine. La città, invece, con i suoi traffici, rimane lontana, sparisce sullo sfondo, oscurata dalla grande sagoma della Vergine in mandorla, e perde di qualsiasi interesse al cospetto della sua imponente e dolce persona”.
4 pintoricchio-madonna con bambino e san giovannino
I visitatori potranno anche ammirare la Madonna con il Bambino e San Giovannino, opera proveniente dal Museo Diocesano di Città di Castello, insieme a la Sacra Famiglia e San Giovanni, la Madonna del Melograno e l’Adorazione dei pastori, queste ultime provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Siena.
Il Pintoricchio, formatosi a Perugia nell’ambiente di Bartolomeo Caporali (Perugia, 1420 circa – Perugia, 1503 circa), ebbe contatti anche col Perugino (Città della Pieve, 1445 circa – Fontignano, 1523) e la bottega del Verrocchio (Firenze, 1435 – Venezia, 1488), determinanti per la sua carriera. Ciò che risalta dalle opere è l’uso abbondante di oro e colori accesi, insieme a una minuziosa descrizione dei particolari. Centri della sua attività furono Roma e Siena, in questa affrescò la Libreria Piccolomini,  situata all’interno della cattedrale, con le Storie di Pio II e l’Incoronazione di Pio III (1502-05 circa) grazie anche all’aiuto del giovane Raffaello Sanzio.
5 seguace del pintoricchio-adorazione dei pastori

Didascalie immagini

  1. Bernardino di Betto detto il “Pintoricchio” (Perugia 1454-Siena 1513), La Vergine Assunta tra i Santi Gregorio Magno e Benedetto,
    Oro, tempera su tavola, San Gimignano, Pinacoteca Civica
  2. Bernardino di Betto detto il “Pintoricchio”, Madonna del Melograno,
    Oro, tempera e olio su tavola, Siena, Pinacoteca Nazionale, dal Conservatorio di Santa Maria Maddalena
  3. Bernardino di Betto detto il “Pintoricchio”, Sacra Famiglia e San Giovanni,
    Tempera e oro su tavola, Siena, Pinacoteca Nazionale, dal Convento di San Gerolamo in Campansi
  4. Bernardino di Betto detto il “Pintoricchio”, Madonna con il Bambino e San Giovannino,
    Tempera e olio su tavola, Città di Castello, Museo del Duomo
  5. Seguace del “Pintoricchio” (primo decennio del ‘500), Adorazione dei pastori,
    Tempera e olio su tavola, Siena, Pinacoteca Nazionale, dal Convento di Santa Maria Maddalena a Siena

In copertina:
Bernardino di Betto detto il “Pintoricchio” (Perugia 1454-Siena 1513), La Vergine Assunta tra i Santi Gregorio Magno e Benedetto,
Oro, tempera su tavola, San Gimignano, Pinacoteca Civica [particolare]

Dove e quando

  • Fino al: – 06 January, 2015
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