“Juggernaut”, oltre ad essere uno dei nomi di Krishna, è anche il titolo che gli Indù – duo formato dal batterista Andrea Grillini e dal pianista Claudio Vignali – hanno deciso di dare al loro cd che la Slam Productions pubblicherà proprio in questi giorni.

L’orientalismo del titolo trova riscontro soprattutto nell’uso costante di tonalità minori, di toni d’ombra, che conferiscono all’opera un costante alone di mistero. Eyeliner inoltre possiede – nei colori che Vignali sceglie per accompagnare Achille Succi, ospite di alcune tracce al clarinetto basso – quell’esotismo di gusto impressionista che si ritrova in alcuni lavori di Debussy.

Per il resto il lavoro degli Indù si compone di ingredienti vari, così come tipico della musica contemporanea più attenta che fa della commistione la propria bandiera. Si ritrovano il rock nella sua veste più progressiva, il jazz, la musica latina e il minimalismo. Pentesilea, ad esempio, è un fantasma di ballad che fa capolino accanto all’energica Phenomenal Generation – nella quale stacchi omoritmici spingono gli unisoni fra sintetizzatore e clarinetto basso – e alla possente Icarus. A.N.S. ipnotizza con un
pedale dal sapore latino che – reiterato – dona al brano una forte tensione e, insieme, la rilassatezza del mantra e della salmodia.
Vignali si trova molto a suo agio nell’esecuzione tanto dei propri brani quanto di quelli del comprimario; in Van Gundy’s Retreat – di Tim Berne – si dimostra un solista parco che getta grappoli di note a manciate per poi subito ritirarsi a guardarle distribuirsi nello spazio. Grillini è un batterista sopra le righe (chi lo conosce lo sa). Il suo modo di suonare la batteria ne fa quasi un solista, un coprotagonista anziché un accompagnatore, che sostiene il compagno e riempie i vuoti con dense figurazioni ritmiche. Succi è un ospite graditissimo che improvvisa con espressione, forza e personalità; mai inutilmente fitto o inutilmente muscolare, cerca lo scambio con gli altri musicisti.
“Juggernaut” è un disco – nonostante il proprio nome – dal carattere mitteleuropeo e underground. Il libero (o quasi) fluire dell’interplay fra Grillini e Vignali affascina e stimola la fantasia; l’assenza di una forma chiara rischia tuttavia di disorientare e distrarre l’ascoltatore meno diligente. Nonostante questo l’opera degli Indù si configura come una di quelle pubblicazioni giovani che fanno bene al panorama italiano.
Didascalie immagini
- Juggernaut, Indù, copertina cd
[particolare] - Claudio Vignali (fonte Facebook)
- Andrea Grillini (fonte Facebook)
In copertina:
Juggernaut, Indù, copertina cd
Tracklist:
1. Blastmaniac (A. Grillini)
2. Van Gundy’s Retreat (T. Berne)
3. Les Pommes Alcoolique (C. Vignali)
4. Rabrofiev’s View (C. Vignali)
5. Pentesilea (C. Vignali, A. Grillini)
6. Phenomenal Generation (C. Vignali, A. Grillini)
7. Icarus (A. Grillini)
8. Eyeliner (C. Vignali)
9. A.N.S. (C. Vignali)
Pesonnel:
Claudio Vignali: pianoforte, tastiere e sintetizzatori
Andrea Grillini: batteria ed effetti
Ospite sulle tracce 3, 6, 8 Achille Succi: sassofono e clarinetto basso