Poche sono le cose che solitamente si ricordano degli anni di scuola, “ei fu siccome immobile…”, di a da in con su per tra fra, la scoperta dell’America. E poi Scipione l’Africano, quello che salvò Roma e
sconfisse uno dei suoi nemici più temibili, quell’Annibale che aveva messo in pericolo la stessa sopravvivenza della città eterna. Ovvio che un tipo del genere, il classico eroe positivo, abbia da subito acceso la fantasia di artisti, poeti e, qualche secolo dopo, di compositori e registi, che hanno fatto di Scipione il protagonista delle loro opere. A tirare le fila di gran parte di questa produzione ci ha pensato un libro, Scipione l’Africano. Un eroe tra Rinascimento e Barocco, edito da Jaca Book e curato da Walter Geerts, Marilena Caciorgna e Charles Bossu. Si tratta di una pubblicazione che raccoglie gli atti di un convegno tenutosi a Roma nel 2012, e che ha visto partecipare studiosi delle discipline più diverse, ognuno dei quali ha pensato ad un intervento incentrato sulla fortuna di questa figura diventata nei secoli quasi mitica: ecco allora che il libro si apre con un interessante riflessione sui sei arazzi Grand Scipion dell’Academia Belgica, parziale riedizione cinquecentesca di una serie di ventidue pezzi (realizzati a Bruxelles su modello di Giulio Romano e purtroppo andati distrutti nel corso della Rivoluzione francese, per recuperare i fili d’oro e argento, ahimè…) che contribuì a costruire il mito di Scipione nel Rinascimento, talmente importante da entrare di diritto in tutte le serie degli uomini illustri che nel Cinquecento si diffondono a macchia d’olio nei palazzi e nelle ville italiane.
Saltando qua e là tra i saggi, si scopre poi quando nasce (al solito, un venerdì santo) l’interesse verso Scipione da parte di Petrarca, che scrive: “un venerdì santo, mentre vagavo su quei monti, mi venne l’idea forte di scrivere un carme in esametri su quel primo Scipione Africano, il cui nome – mi chiedo stupito ancora come mai – mi fu caro sin da quand’ero ragazzo”. Oppure ci si rende conto del fatto che i film su Scipione si contino sulle dita di una mano, letteralmente surclassato da Giulio Cesare, campione con 25 pellicole a lui dedicate. Insomma, un libro che è tutto da leggere, per seguire, attraverso la storia di uno, la storia di parte del gusto e della cultura dell’Occidente.
Didascalie immagini
In copertina:
Scipione l’Africano – Eroe tra Rinascimento e Barocco, copertina del volume
Walter Geerts, Marilena Caciorgna e Charles Bossu
Scipione l’Africano. Un eroe tra Rinascimento e Barocco
Jaca Book
348 pp.