La 71ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia appena conclusa verrà ricordata per aver forzato fin dall’inizio schemi festivalieri consolidati con la scelta del presidente di giuria, designazione che non ha mancato di provocare starnazzamenti inconsulti su certa stampa nazionale.
Il Cinema è un’arte che, è bene ricordarlo, produce opere collettive troppo spesso accreditate al solo regista dimenticando tutti gli specifici apporti tecnici indispensabili lasciati nell’ombra.
Per la prima volta in assoluto nella storia di tutti i festival non è stato designato un regista o un produttore a guidare la giuria principale, ma un compositore: il parigino Alexandre Desplat.

Prolifico autore di colonne sonore Desplat annovera nella sua filmografia titoli prestigiosi come The tree of life di Terrence Malick [Palma d’Oro a Cannes 2011], Lussuria di Ang Lee [Leone d’Oro a Venezia 2007] o Il discorso del re di Tom Hooper [Oscar al miglior film 2010] e può vantare collaborazioni con nomi del calibro di Roman Polanski, Wes Anderson, Matteo Garrone e Jacques Audiard che lo fece esordire col suo Regarde les hommes tomber (1994).
Cinema d’autore, ma anche partiture per saghe hollywoodiane come Harry Potter e Twilight sono firmate Desplat, asserire a priori che non aveva la caratura per ricoprire il ruolo di presidente è vera e propria eresia, la sua designazione il giusto riconoscimento a un’intera categoria; immaginate cosa sarebbe il Cinema di Federico Fellini senza Nino Rota, quello di Alfred Hitchcock senza Bernard Herrmann o quello di Sergio Leone senza Ennio Morricone per comprendere l’importanza della musica nei film.

Allo stesso modo va considerato il Leone d’Oro alla carriera assegnato a Thelma Scoonmaker, la tre volte premio Oscar che da Toro Scatenato (1980) in poi ha firmato il montaggio di tutti i film di Martin Scorsese; altro doveroso riconoscimento a quell’arte che a tutti gli effetti ridisegna l’opera cinematografica definendola nella sua forma finale, un lavoro di scrittura visiva equiparabile alla sceneggiatura stessa, capace di elevare o distruggere un film.
Ma venendo ai vincitori di questa 71ª edizione del Festival più longevo del mondo, forse la sensibilità del musicista ha portato un valore aggiunto al lavoro della giuria perché in genere nelle valutazioni sono state privilegiate le emozioni; nella dichiarazione introduttiva alla premiazione Alexandre Desplat ha affermato che le scelte sono state operate considerando soprattutto il messaggio filosofico e politico di ogni film, la sua dimensione poetica e umana.

Il Leone d’Oro è andato al film del regista svedese Roy Andersson con un titolo lunghissimo: En duva satt på en gren och funderade på tillvaron [Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza].
Si tratta di una commedia che attraverso una serie di episodi concatenati tra loro dal girovagare di due venditori ambulanti di scherzi da carnevale, usa l’ironia per parlare delle amare comiche contraddizioni di cui è fatta la vita.
Il tono è grottesco e si ride ma le tematiche affrontate toccano la tragedia, nel ritirare il premio l’autore ha ricordato una sequenza di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica così carica di umanità da essere per lui costante fonte d’ispirazione.

Un emozionato Tim Roth, membro della giuria, ha voluto esprimere il suo personale apprezzamento per The look of silence di Joshua Oppenheimer (Gran Premio Speciale della Giuria) definendolo un capolavoro.
Dopo lo straordinario The act of killing – l’atto di uccidere il regista texano è tornato a raccontare l’eccidio perpetrato in Indonesia dal regime ancora al potere, adottando questa volta il punto di vista delle vittime e delle loro famiglie costrette a vivere nel terrore, in uno Stato dove i criminali assassini dei loro congiunti sono al governo del Paese.
Già la candidatura agli Oscar del film precedente ha innescato un dibattito internazionale anche sulla stampa indonesiana prima inesistente, speriamo che col riconoscimento veneziano l’opera di risarcimento morale possa arrivare a compimento, portando nuovi frutti a persone che con estrema dignità chiedono solo una confessione dei crimini e almeno l’ombra di un pentimento per poter operare il perdono.

Dopo tanti anni a Hollywood con Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna [Le notti bianche del postino Aleksey Tryapitsyn] Andrej Končalovskij è tornato al ‘suo’ cinema delle origini per raccontare la vita in un piccolo villaggio in una zona fluviale della Russia, adottando la figura del postino come punto di vista, e portando a casa il Leone d’Argento alla migliore regia.
L’incanto della natura e delle cose semplici, un ritorno alle emozioni visive dell’infanzia. Le stesse forti emozioni con cui ritirando il premio Končalovskij ha ricordato il suo primo Leone, ritirato su quello stesso palco 52 anni fa per L’infanzia di Ivan di Andrej Tarkovskij in cui recitava da attore, ed evocato quel bambino interiore che sopravvive al tempo albergando in qualche parte nascosta dentro ognuno di noi.

Nella sezione Orizzonti con la giuria presieduta da Ann Hui, regista del film di chiusura Huang jin shi dai [The golden era], il massimo riconoscimento è andato all’esordiente indiano Chaitanya Tamhane che con il suo Court [tribunale] si è aggiudicato anche il Leone del Futuro alla miglior opera prima assegnato dall’apposita giuria presieduta da Alice Rohrwacher.
L’Italia porta a casa entrambe le Coppe Volpi alle migliori interpretazioni maschile e femminile andate ai due protagonisti di Hungry hearts di Saverio Costanzo, Adam Driver e Alba Rohrwacher impegnati in una storia d’amore complessa che è un viaggio nella psiche umana, mentre nella sezione Orizzonti a tenere alta la bandiera è il Premio Speciale Orizzonti assegnato a Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco.

Quest’ultimo, considerando le difficoltà anche personali del regista (assente al Lido a causa di una sua forma depressiva con ansia e crisi di panico) che hanno segnato la lavorazione e messo a rischio il completamento stesso del progetto, amplifica il valore del riconoscimento e va al di là del semplice aspetto cinematografico.
Il film è un ibrido tra documentario e finzione che con pungente ironia indaga e ricostruisce i rapporti tra il cavaliere di Arcore e la Sicilia, terra dove a detta del protagonista: “…qua tutti amici siamo.”
Tra gli altri titoli premiati che speriamo di vedere presto distribuiti: Theeb [orgoglio] di Naji Abu Nowar (miglior regia sezione Orizzonti), western beduino ambientato nel deserto, e Sivas di Kaan Müjdeci (Premio Speciale della Giuria, Concorso) che racconta l’amicizia tra un bambino e un cane uscito male da un combattimento clandestino in Anatolia.

I premi della 71ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2014
- Leone d’Oro: En duva satt på en gren och funderade på tillvaron [Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza] (Svezia/Germania/Norvegia/Francia) di Roy Andersson
- Gran Premio della Giuria: The look of silence di Joshua Oppenheimer
- Leone d’Argento alla miglior regia: Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna [Le notti bianche del postino] di Andrej Končalovskij
- Premio Speciale della Giuria: Sivas di Kaan Müjdeci
- Coppa Volpi alla miglior interpretazione femminile: Alba Rohrwacher per Hungry hearts di Saverio Costanzo
- Coppa Volpi alla miglior interpretazione maschile: Adam Driver per Hungry hearts di Saverio Costanzo
- Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore emergente: Romain Paul per Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte
- Premio alla miglior sceneggiatura: Rakhshan Bani-Etemad per il suo Ghesse-ha [racconti]

- Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima (Luigi De Laurentis): Court [tribunale] di Chaitanya Tamhane
- Premio Orizzonti al miglior film: Court [tribunale] di Chaitanya Tamhane
- Premio Orizzonti alla miglior regia: Theeb [orgoglio] di Naji Abu Nowar
- Premio Speciale della Giuria Orizzonti: Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco
- Premio Speciale Orizzonti per il miglior attore: Emir Hadžihafizbegović per Takva su pravila [queste sono le regole] di Ognjen Svilicic
- Premio Orizzonti al miglior cortometraggio: Maryam di Sidi Saleh

- Premio Venezia Classici al miglior documentario sul cinema: Animata resistenza di Francesco Montagnari & Alberto Girotto
- Premio Venezia Classici al miglior classico restaurato: Una giornata particolare di Ettore Scola
- Leone d’Oro alla carriera: Thelma Schoonmaker
- Leone d’Oro alla carriera: Frederick Wiseman
Didascalie immagini
- Immagine guida della 71ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia
- Il presidente Alexandre Desplat nella cerimonia d’apertura in cui ha ricordato il collega Riz Ortolani recentemente scomparso
- La montatrice Thelma Schoonmaker e il regista Frederick Wiseman Leone d’Oro alla carriera 2014
- Il regista svedese Roy Andersson con il Leone d’Oro e alcune immagini dal suo En duva satt på en gren och funderade på tillvaron [Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza]
- Alcune immagini e la locandina originale di The look of silence di Joshua Oppenheimer
- Andrej Končalovskij con il Leone d’Argento alla regia e alcune immagini del suo Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna [Le notti bianche del postino Aleksey Tryapitsyn]
- Alice Rohrwacher e Adam Driver Coppa Volpi, maschile e femminile, per le loro interpretazioni in Hungry hearts di Saverio Costanzo
- Locandina di Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco / Sivas di Kaan Müjdeci, locandina internazionale / Due immagini di Theeb di Naji Abu Nowar con il piccolo protagonista Jacir Eid
- Il giovane Romain Paul col premio Marcello Mastroianni al miglior attore emergente per Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte / La regista iraniana Rakhshan Bani-Etemad con il premio alla miglior sceneggiatura per il suo Ghesse-ha
- L’indiano Chaitanya Tamhane vincitore del premio Orizzonti alla regia e del Leone del Futuro alla miglior opera prima per Court [tribunale], locandina internazionale e una scena del film / L’indonesiano Sidi Saleh premio Orizzonti al miglior
cortometraggio per Maryam / Emir Hadžihafizbegović miglior attore sezione Orizzonti per Takva su pravila [queste sono le regole] di Ognjen Svilicic
In copertina:
En duva satt på en gren och funderade på tillvaron
[Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza] di Roy Andersson
Tutti i film della
71ª Mostra d’Arte Cinematografica
di Venezia
[27 agosto / 6 settembre 2014]
Concorso
3 coeurs
(Francia) di Benoit Jacquot
99 homes
(USA) di Ramin Bahrani
Anime nere
(Italia/Francia) di Francesco Munzi
Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna
[Le notti bianche del postino Aleksey Tryapitsyn]
(Russia) di Andrei Konchalovsky
Birdman (o le imprevedibili virtù dell’ignoranza)
(USA) di Alejandro González Iñarritu
The cut
(Germania/Francia/Italia/Russia/Canada/Polonia/Turchia) di Fatih Akin
Le dernier coup de marteau
(Francia) di Alix Delaporte
En duva satt på en gren och funderade på tillvaron
[Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza]
(Svezia/Germania/Norvegia/Francia) di Roy Andersson
Ghesse-ha [racconti]
(Iran) di Rakhshan Bani-Etemad
Il giovane favoloso
(Italia) di Mario Martone
Good kill
(USA) di Andrew Niccol
Hungry hearts
(Italia) di Saverio Costanzo
Loin des hommes
(Francia) di David Oelhoffen
The look of silence
(Danimarca/Finlandia/Indonesia/Norvegia/Gran Bretagna) di Joshua Oppenheimer
Manglehorn
(USA) di David Gordon Green
Nobi [Fuochi sulla pianura]
(Giappone) di Shinya Tsukamoto
Pasolini
(Francia/Belgio/Italia) di Abel Ferrara
Le rancon de la gloire
(Francia/Belgio/Svizzera) di Xavier Beauvois
Red amnesia
(Cina) di Wang Xiaoshuai
Sivas
(Turchia/Germania) di Kaan Müjdeci
Orizzonti
Belluscone, una storia siciliana
(Italia) di Franco Maresco
Bypass
(Gran Bretagna) di Duane Hopkins
Court [tribunale]
(India) di Chaitanya Tamhane
Cymbeline
(USA) di Michael Almereyda
Goodnight mommy
(Austria) di Veronika Franz & Severin Fiala
Heaven knows what
(USA/Francia) di Josh Safdie & Ben Safdie
Hill of freedom
(Corea del sud) di Hong Sang-soo
Jackie & Ryan
(USA) di Ami Canaan Mann
Line of credit
(Georgia/Germania/Francia) di Salomé Alexi
Nabat
(Azerbaijan) di Eichin Musaoglu
Near death experience
(Francia) di Benoit Delépine & Gustav Kervern
The president
(Georgia/Francia/Gran Bretagna/Germania) di Mohsen Makhmalbaf
Reality
(Francia/Belgio) di Quentin Dupieux
Senza nessuna pietà
(Italia) di Michele Alhaique
Takva su pravila [queste sono le regole]
(Croazia/Francia/Serbia/Macedonia) di Ognjen Svilicic
Theeb [orgoglio]
(Giordania/Emirati Arabi/Qatar/Gran Bretagna) di Naji Abu Nowar
La vita oscena
(Italia) di Renato De Maria
Orizzonti – fuori concorso
Io sto con la sposa
(Italia/Palestina) di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande & Khaled Soliman Al Nassiry
Orizzonti – cortometraggi
3/105
(Spagna) di Avelina Prat & Diego Opazo
Art
(Romania) di Adrian Sitaru
La bambina
(Italia/Iran) di Ali Asgari
Cams
(Svezia) di Carl-Johan Westregård
Castillo y el armado
(Brasile) di Pedro Harres
Daily bread
(Israele) di Idan Hubel
Era apocrypha
(USA) di Brendan Sweeny
Ferdinand Knapp
(Francia) di Andrea Baldini
Great heart
(Cina) di Chen Tao
In overtime
(Giordania/Palestina) di Rami Yasin
Mademoiselle
(Francia) di Guillaume Gouix
Maryam
(Indonesia) di Sidi Saleh
Orizzonti – cortometraggi fuori concorso
L’attesa del Maggio
(Italia) di Simone Massi
Lift you up
(USA) di Ramin Bahrani
Fuori concorso
The boxtrolls
(USA) di Anthony Stacchi & Graham Annable
Burying the ex
(USA) di Joe Dante
Dearest
(Cina/Hong Kong) di Peter Chan
Huang jin shi dai [The golden era]
(Cina/Hong Kong) di Ann Hui
The humbling
(USA) di Barry Levinson
Hwajang [rivivere]
(Corea del sud) di Im Kwon-taek
In the basement
(Austria) di Ulrich Seidl
Italy in a day – un giorno da italiani
(Gran Bretagna/Italia) di Gabriele Salvatores
Nymphomaniac – volume I e II – director’s cut
(Danimarca/Germania/Francia/Belgio) di Lars Von Trier
The old man of Belem
(Portogallo/Francia) di Manoel De Oliveira
Olive Kitteridge
(USA) di Lisa Cholodenko
Perez
(Italia) di Edoardo De Angelis
She’s funny that way
(USA) di Peter Bogdanovich
The sound and the fury
(USA) di James Franco
La trattativa
(Italia) di Sabina Guzzanti
Tsili
(Israele/Russia/Italia/Francia) di Amos Gitai
Words with god
(Messico/USA) di Guillermo Arriaga, Hector Babenco, Alex de La Iglesia, Bahman Ghobadi, Amos Gitai, Emir Kusturica, Mira Nair, Hideo Nakata & Warwick Thornton
La zuppa del demonio
(Italia) di Davide Ferrario