Le Alpi non sono mai state una catena insormontabile, da sempre le regioni francesi bagnate dal Rodano e il Piemonte intessono rapporti. Entra nel vivo quest’anno l’asse strategico Torino-Lione, unendo transalpini e oltralpini nel segno della danza.
Al via domani Torinodanza 2014, festival diretto da Gigi Cristoforetti, e dopodomani la 16e Biennale de la Danse de Lyon, guidata da Dominique Hervieu. Due kermesse dal respiro internazionale che, grazie ai protocolli d’intesa delle rispettive città e regioni, entrano in sinergia tra loro, facendo del Défilé il fulcro della loro collaborazione.

Ispirato alle effervescenti e inclusive parate del carnevale carioca e consueto momento inaugurale della Biennale de la Danse de Lyon, il Défilé ha animato lo scorso 6 luglio per la prima volta Torino con una grande festa collettiva. I Mille ‘amatori’, metà francesi e metà italiani, del corteo torinese, guidati dal coreografo lionese Denis Plassard e dalla sua assistente torinese Elena Rolla, questa domenica 14 settembre prenderanno parte al Défilé di Lione, grande evento che raduna ben seimila componenti. Lo Speciale di France 3 Télévision Rhône-Alpes dedicato al Défilé di Lione verrà poi trasmesso il 21 settembre alle ore 18 presso il Teatro Carignano di Torino.
Torinodanza 2014 (dal 9 settembre al 12 ottobre)
Il Festival, realizzato dalla Fondazione Teatro Stabile di Torino, rimarca quest’anno il proprio carattere internazionale, da sempre sua cifra specifica, ampliando lo sguardo verso nuovi territori, offrendo momenti d’incontro tra i grandi della danza e dotandosi di una nuova sezione tutta italiana, Made.IT.

Secondo il direttore artistico Gigi Cristoforetti:
“Il 2014 è per Torinodanza il punto d’arrivo di un percorso. Abbiamo compiuto uno sforzo per disegnare un festival curioso e appassionante, per accogliere nel nostro progetto numerosi complici attivi tra Torino e il Piemonte, e per sviluppare una dimensione internazionale integrata in politiche culturali di ampio respiro. Nostro principale obiettivo è creare un cartellone capace di conquistarsi un grande pubblico trasversale“.
Personalità affezionata ai palcoscenici della città sabauda, Alain Platel con i suoi Les ballets C de la B apre e chiude il festival con due prime italiane alle Fonderie Limone di Moncalieri. Tauberbach e Coup Fatal.
Segue Incontri, spettacolo nato dall’insolito dialogo tra Carolyn Carlson e Eva Yerbabuena, tra movenze contemporanee e gestualità flamenca. Golgota, sorta di via crucis declinata alla Siglo de Oro, segna il ritorno a Torino del Théâtre équestre Zingaro di Bartabas, qui impreziosito dalla presenza della star del nuovo flamenco Andrés Marín, come interprete e autore delle coreografie.
Dall’Austrialia lo spettacolo di circo contemporaneo della Circa Ensemble e da Israele una riflessione sulla Shoah con Aide Memoire della Kibbutz Contemporary Dance Company.
Dopo il debutto lionese Maguy Marin arriverà a Torino, presentando la sua ultima creazione e Nocturnes in prima nazionale.

Un’altra prima italiana per Plexus, creazione di Aurelién Bory per Kaori Ito, e tra la chiusura del Festival e l’apertura della stagione del Teatro Stabile di Torino, il 17 e il 18 ottobre, il National Theatre of China con Rhinoceros in Love, una pietra miliare del teatro moderno cinese firmata dal giovane e affermato regista Meng Jinghui.
Realizzato in partnership con NID-New Italian Dance Platform e con Interplay/14, Made.IT (dal 20 novembre 2014 al 22 gennaio 2015) è una sezione tutta dedicata alla creatività italiana. Sei coreografi presentati in tre serate, accoppiando giovani creativi e colleghi maturi: Andrea Gallo Rosso con Enzo Cosimi, Riccardo Buscarini con Ambra Senatore e Daniele Ninarello con Alessandro Sciarroni.

16e Biennale de la Danse de Lyon (dal 10 al 30 settembre)
Alla sua seconda edizione da direttore artistico della Biennale, Dominique Hervieu punta a indagare un tema cruciale che non dovrebbe mai essere sottovalutato:
“Questa nuova edizione sarà popolare e sperimentale, ed anche inclusiva. Il mio credo è sviluppare un’estetica della diversità con lo scopo di introdurre più gente alla danza. Con questa sedicesima edizione, la Biennale propone una visione ampia della danza, non solo dal punto di vista estetico ma anche temporale. Abbraccia la storia, dando al pubblico l’effettiva possibilità di vedere dei capolavori del XX secolo e ponendo anche una domanda: che influenza ha esercitato, e continua a esercitare, la performance sulle arti della danza e del teatro?“

Oltre alla grande varietà di stili che vede convivere nella medesima rassegna, ensembles classici come il Ballet de l’Opéra de Lyon con la danza hip hop di Mourad Merzouki e di Kader Attou e il nuovo circo della Compagnie XY o la L.A. Dance Project di Benjamin Millepied con una nuova Carmen firmata da Dada Masilo, la Biennale mira ad officiare un vero e proprio “processo” che vedrà come imputati ‘danza’ e ‘performance‘.
Con la consapevolezza di chi sa che la necessità di avere un ‘momento di rottura’ è presente in ogni epoca ma anche che il ‘concettualismo in danza’ risulta essere un vicolo cieco, questa Biennale di Lione presenta un programma dove la ‘giustapposizione tra capolavori’ diventa lo strumento per riflettere sulla parabola del rinnovamento artistico. Emblematica in questa direzione è proprio la serata del Ballet de Lorraine che unisce Relâche (1924), storico titolo dei Ballets Suédois e rinato su coreografia di Petter Jacobsson, Sounddance (1975) di Merce Cunningham e la nuova creazione di Noé Soulier su musiche di Schubert e Verdi Corps de Ballet (2014).
Nei meandri della creatività contemporanea bisogna avere dei solidi punti di appiglio e saper riconoscere dei veri maestri. Presenti all’appello Jan Fabre con il titolo culto C’est du théâtre comme c’était à espérer et à prévoir e William Forsythe con compagnia per Study # 3, ma anche Magical. Ideato dalla coreografa francese Anne Juren e dalla regista americana Annie Dorsen, Magical è una sorta decalogo sintetico della gestualità di performance anni ’60-’70 agito da cinque donne che non dimentica di sviscerare i concetti di femminile e femminismo.

Infine, grazie agli scambi tra i due festival di Torino e Lione, l’ultima settimana della Biennale verrà dedicata alla creatività italiana. L’arte circense, e non solo, di Claudio Stellato in L’Autre, due spettacoli di Alessandro Sciarroni, per i piccoli Joseph Kids e in prima francese Untitled – I will be there when you die e la nuova creazione firmata da Ambra Senatore. Questi ultimi due titoli saranno in programma anche per Torinodanza/Made.IT.
Didascalie immagini
- Un momento del Défilé di Torino (© G. Sottile)
- Les Ballets C de la B in Tauberbach (© Chris Van der Burght)
- Théâtre équestre Zingaro in Golgota (© Nabil Boutros)
- National Theatre Company of China in Rhinoceros in Love (reg. M. Jinghui) (© Guoqi)
- Compagnie XY in Le grand C (cor. L. Touzé) (© Christophe Raunaud De Lage)
- Il Ballet de Lorraine in Relâche (cor. P. Jacobsson) (© Laurent Philippe)
In copertina:
Théâtre équestre Zingaro in Golgota
[particolare]
(© Nabil Boutros)