In programma dalla seconda metà ottobre al Museo del Novecento di Milano, una mostra che, con una prospettiva inedita, indagherà il percorso parallelo Milano-Parigi di Yves Klein e Lucio Fontana, nei cinque ann tra il il 1957 e il 1962.
Pur nella piena autonomia dell’originalità artistica, la loro vicenda creativa, intrecciata a un sorprendente legame personale, sarà raccontata con ottanta opere e una ricchissima documentazione fotografica., filmati d’epoca e carte d’archivio.
Le ricerche dei due artisti dialogano lungo un itinerario che – sviluppandosi secondo una puntuale ricostruzione biografica e storico-filologica – metterà a confronto le loro opere principali attraverso accostamenti tematici e visivi, affidati a soluzioni espositive progettate ad hoc. Ne è un esempio il colloquio immaginario tra il segno del neon di Fontana del 1951 – snodo fondamentale della collezione permanente – e la riproposizione della grande installazione di Pigment pur, presentata nel maggio del 1957 alla Galerie Colette Allendy di Parigi.
Le aperture spaziali di Fontana (fisiche e concettuali) trovano corrispondenza nel procedere di Klein dal monocromo al vuoto. Entrambi evocano uno spazio immateriale, cosmico o spirituale, facendo un riferimento storico all’oro della pittura medievale e al blu di Giotto, ma anche impiegando direttamente elementi naturali quali la luce, il fuoco e l’aria, oppure ispirandosi alle suggestioni di immagini astronomiche.

Tra gli episodi significativi del loro rapporto, Lucio Fonatana (Rosario, 19 febbraio 1899 – Comabbio, 7 settembre 1968) fu tra i primi acquirenti di un monocromo di Yves Klein (Nizza, 28 aprile 1928 – Parigi, 6 giugno 1962) in occasione della mostra milanese alla Galleria Apollinaire (Proposte monocrome. Epoca blu) recensita in Blu Blu Blu da Dino Buzzati che definì l’artista “fenomeno” venuto da Parigi.
Il percorso espositivo documenterà un Fontana fra i maggiori collezionisti italiani dei primi anni Sessanta di Klein e dei rapporti con con gli Guido Le Noci e Dino Buzzat; e ancora: un invito di Fontana a Klein per il progetto, non realizzato, di un’“architecture de l’air” da presentare alla XII Triennale di Milano, ma anche dei soggiorni parigini di Fontana che lo lanciano definitivamente sulla scena internazionale.
Tanti personaggi dell’epoca, come Peppino Palazzoli, direttore della Galleria Blu (che già nel maggio 1957 presenta le collezioni private di Fontana e Bruno Munari e che sarà il primo acquirente di una Zone de sensibilité picturale immatérielle di Klein) oppure Iris Clert che, oltre alle numerose mostre di Klein (la più nota è Le Vide, inaugurata il 28 aprile 1958), presenta nel 1961 le Nature di Fontana nella sua galleria parigina.
Organizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana di Milano e con gli Archives Klein di Parigi e prodotta dal Museo del Novecento con Electa, l’esposizione si avvale di prestiti importanti da musei italiani e stranieri (dal Centre Georges Pompidou arriverà una grande Anthropométrie di Klein mai esposta in Italia) e sarà presente anche un ex-voto deicato a Santa Rita realizzato da Klein in occasione di uno dei pellegrinaggi Santuario di Cascia. Il percorso, oltre lo spazio espositivo della manica lunga, che ospita abitualmente le mostre temporanee, occupando alcune delle sale più rappresentative della collezione permanente: quelle già ‘fontaniane’ della Struttura al neon del 1951 e dei Concetti spaziali – sarà riformulato in un nuovo allestimento per accogliere in uno stretto confronto visivo anche le opere di Klein – la saletta di Piero Manzoni e del gruppo di “Azimuth”, la sala focus e gli Archivi.
Didascalie immagini
In copertina:
Yves Klein e Lucio Fontana alla mostra delle Nature, Parigi, Galerie Iris Clert, novembre 1961 (Photo: Shunk-Kender © Roy Lichtenstein Foundation)
Dove e quando
- Date : 17 October, 2014 – 15 March, 2015