Il collage vale a dire la decisione di incollare sulla superficie di un quadro pezzi di materiali esistenti quali sughero, legno, metallo, pezzi di giornale, fotografie si è inserito nelle opere d’arte con il 1912 per opera di George Braque e Pablo Picasso.
Lo scopo di questo nuovo agire è stato quello di riuscire a creare grazie ai materiali reali inseriti un innovativo scambio tra le sensazioni che vivono solo attraverso la rappresentazione eseguita dall’artista e la realtà: il collage viene inserito a interagire e irrobustire con le sue forme qualcosa di creato dalla mano, dal pennello o dallo scalpello dell’artista.
1 mimmo rotella-divertitevi a dare-1959-60
Come succede sempre a un’acquisizione ormai assorbita e affermata a un certo punto si contrappone, proprio come contradditorio vivace e carico di nuove esperienze e idee vissute con intensa filosofia, la ricerca dell’affermazione quasi contraria che porta, ovviamente, a una nuova filosofia.
Ed ecco Mimmo, Mimmo Rotella (Catanzaro 7 ottobre 1918 – Milano 8 gennaio 2006) che con il 1953 fa sperimentazioni con i manifesti e decide che lacerandoli può riuscire a fare scoprire cosa si nasconde sotto l’apparenza visiva del primo approccio.
2 mimmo rotella-le cachet-1960
Nasce così il “decollage” termine coniato con tanta ironica sfrontatezza per definire la ricerca artistica di Mimmo Rotella.
A Milano all’interno di Palazzo Reale sono esposte circa centocinquanta opere create tra il 1953 e il 1966 per dare un’idea ben precisa della ricerca artistica di Mimmo Rotella: tutti questi decollage servono anche a rendersi conto dell’evoluzione da lui compiuta lungo quegli anni così pregnanti che lo portano alla partecipazione nel 1964 alla XXXII Biennale di Venezia.
Poiché quegli anni sono stati davvero importanti nel panorama della storia dell’arte internazionale e Rotella ne è sicuramente un protagonista per i suoi originali concetti il curatore della mostra, Germano Celant, ha voluto affiancargli le opere di altri grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea come Alberto Burri, Piero Manzoni, Kurt Schwitters, Jean Fautrier, Andy Warhol, Raymond Hains, Lucio Fontana e altri ancora così il panorama internazionale di quel periodo si completa e permette un importante confronto di conoscenze.
3 mimmo rotella-senza titolo-1964
Il percorso artistico di quegli anni trova una splendida esemplificazione proprio con questo continuo confronto e con il susseguirsi delle opere e delle sperimentazioni che Rotella man mano ha eseguito usando come interpreti di spicco i manifesti pubblicitari: con il suo intervento possono assumere un aspetto materico impensabile dopo essere stati messi sulla tela grezza e sapientemente “strappati”.
L’immaginario che nasce da queste operazioni è una scoperta continua e stupefacente che cambia completamente il punto di partenza facendo scoprire forme e orizzonti diversamente nuovi.
Catalogo edito da Skira.
4 mimmo rotella-la tigre-1962
Vista la mostra di Rotella vale la pena di andare nella sala da ballo di Palazzo Reale, la scenografica sala delle Cariatidi, dove è allestita la mostra dall’artista contemporaneo Takashi Murakami (Tokyo 1962).
Questo importante artista giapponese espone per la prima volta in uno spazio pubblico italiano le sue opere di grosse dimensioni realizzate con tecniche e stili nuovi da lui studiati negli ultimi due anni.
5 takashi murakami red demon and blue demon with 48 arhats 2013
Murakam ha la capacità di fondere insieme stili diversi creando, così, chiari riferimenti storici, contemporanei e fantascientifici dalle forme molteplici in composizioni talmente personali da renderlo riconoscibilissimo.
Entrando in mostra si è circondati dai riflessi argentei della scultura Oval Buddha Silver (2008), un capolavoro di tecnica sia per gli attraenti e minuziosi dettagli, sia per la sua imponente quanto inquietante presenza.
Ci sono anche tre grandi Arhat (tra i 10 e i 15 metri di lunghezza) eseguiti in seguito al terremoto accaduto in Giappone nel 2011. Sono dipinti ispirati da un racconto delle vicende dei monaci buddisti che affrontano la vecchiaia, il conseguente declino e la morte.
6 takashi murakami oval buddha silver-2008
Molto interessante è la serie di autoritratti con i quali l’artista rappresenta con giocosa ironia il suo permanente e continuo mutamento nei confronti del sue essere parte dell’universo.
Lo Studio R.A.D.L. è lo sponsor tecnico che ha collaborato a creare la mostra “Takashi Murakami Il ciclo di Arhat”.

Didascalie immagini

  1. Mimmo Rotella, Divertitevi a dare, 1959-60, décollage su tela, cm 110×100, collezione privata
  2. Mimmo Rotella, Le cachet, 1960, décollage su tela, cm 88×81, collezione privata
  3. Mimmo Rotella, Senza titolo, 1964, décollage, cm 200×225, collezione privata
  4. Mimmo Rotella, La tigre, 1962, Décollage su tela / on canvas, 108 x 84 cm, Collezione privata / Private collection
  5. Takashi Murakami, Red Demon and Blue Demon with 48 Arhats, 2013
  6. Takashi Murakami, Oval Buddha Silver, 2008

In copertina:
Mimmo Rotella, Senza titolo, 1964, décollage, cm 200×225, collezione privata
[particolare]

Mimmo Rotella. Décollages e retro d’affiches
Milano, Palazzo Reale – Primo Piano

Orari: Martedì, mercoledì, venerdì, domenica dalle 9.30 alle 19.30.
Giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30; lunedì dalle 14.30 alle 19.30.
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.
Fino al 31 agosto 2014

Takashi Murakam Il ciclo di Arhat
Palazzo Reale – Sala delle Cariatidi

Orari
lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30
ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Fino al 7 settembre 2014

Dove e quando