Il Palazzo del Duca e la Pinacoteca Diocesana di Senigallia ospiteranno fino al prossimo 2 novembre la mostra La Grazia e la Luce. La pala di Senigallia del Perugino.
L’esposizione è incentrata sulla presentazione, dopo un restauro effettuato grazie ai finanziamenti elargiti da un gruppo d’imprenditori marchigiani, della pala di Pietro Vannucci detto il Perugino di Santa Maria delle Grazie a Senigallia. “È la prima grande iniziativa dopo la tragedia dell’alluvione che ha colpito questa città – ha dichiarato il Sindaco di Senigallia – un evento che assume un forte valore simbolico perché dimostra come Senigallia sia nuovamente pronta ad accogliere turisti e visitatori. Credo sia particolarmente significativo ripartire dalla cultura dall’arte e dalla bellezza, valori che ci appartengono e che hanno sempre fatto della nostra città una meta così tanto apprezzata“.

L’opera dell’artista umbro, venne realizzata nell’ultimo decennio del Quattrocento per la famiglia dei Peruzzi, e non dei Della Rovere, come sinora si era ipotizzato.
La pulitura del dipinto ha rivelato su basamento del trono della Vergine la presenza dello stemma e di una “P”, facenti chiaramente riferimento all’antica casata fiorentina. In questo periodo, infatti, Senigallia stava attraversando un periodo di particolare prosperità, in cui numerose committenze private delle classi sociali emergenti, chiamavano gli artisti più quotati dell’epoca.

Tra questi non poteva mancare il Vannucci, il quale venne chiamato dai Peruzzi, aventi, in quel periodo a Fano le più importanti cariche pubbliche, per dipingere questa tavola che rappresenta a tutti gli effetti un’allegoria della famiglia. San Giovanni Battista è riferito a Giovanni, figlio di Peruzzo Peruzzi, il capostipite; San Pietro a Pietro, fratello di Giovanni, San Francesco a Carlo, terzogenito di Peruzzo; San Ludovico a Ludovica, figlia di Pietro Peruzzi e Maddalena Marcolini.
“Il largo e definito telaio spaziale di timbro pierfrancescano – ha spiegato Claudia Caldari, una delle curatrici della mostra – è sinteticamente armonizzato con la plastica verrocchiesca evidenza delle figure dei Santi e della Vergine in primo piano di larghe e pausate movenze, cui presiede un’impaginazione figurativa che sembra definirsi in un senso di estrema chiarezza e semplicità.”
La pala del Perugino fa uscire allo scoperto lo spirito di un artista, non venale e dai modelli ripetitivi, come lo descrive Vasari, ma carico di una spiritualità fortissima e di una cieca devozione verso la famiglia.

La moglie Chiara Fancelli, figlia dello scultore Luca Fancelli, divenne la musa ispiratrice per i volti delle Madonne, Sante e Sibille, figure sacre alle quali solo la moglie era l’unica modella associabile. Le sue composizioni, semplici e severe, con i personaggi dalle pose ieratiche, ma dall’espressioni pacate e serene, denotano un enorme rispetto della santità dei soggetti dipinti e allo stesso tempo, una percezione del divino come un qualcosa di salvifico e misericordioso.
In questo si riscopre il tratto “divino” del Perugino che all’alba del XVI secolo, e quindi della maniera moderna, fece scuola agli artisti coevi e delle future generazioni .

Accanto a questa pala, infatti, sono state esposte opere di artisti coevi al Vannucci che come lui lavorarono nel territorio marchigiano: Luca Signorelli, Carlo e Vittore Crivelli, Timoteo Viti, Lorenzo d’Alessandro, Pietro Paolo Agabiti, Nicola d’Ancona, e molti altri tra cui Giovanni Santi , il quale ebbe modo di lavorare col Vannucci nella chiesa di Santa Maria Nuova a Fano.
Alla Pinacoteca Diocesana invece, verrà approfondito il tema mariano come oggetto di raffigurazione della committenza roveresca e dello Stato Pontificio, e fra le opere presenti è esposta la Madonna del Rosario di Federico Barocci.

Uno stuolo di capolavori dell’arte del Rinascimento e della Maniera che raccontano come la pittura abbia saputo comunicare la grazia e la luce divina attraverso un’arte illuminata e dalle forme armoniose.
Didascalie immagini
- Pietro Perugino: Madonna in trono e Santi, 1490 ca. Senigallia, Chiesa di Santa Maria delle Grazie.
- Giovanni Santi: Annunciazione,1490. Senigallia, Chiesa di Santa Maria Maddalena.
- Carlo Crivelli: Madonna con Bambino, 1490ca. Ancona, Pinacoteca Civica.
- Vittore Crivelli: Pietà, 1490 ca. Macerata, Fondazione CARIMA.
- Pietro Alamanno: Madonna in trono, 1470. Montefortino, Pinacoteca Comunale.
In copertina:
Vittore Crivelli: Pietà, 1490 ca. Macerata, Fondazione CARIMA.
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