Fondi oro, tavole medievali, volti di Santi che parlano la lingua di Giotto. No, non siamo in una delle prime sale degli Uffizi. Ci troviamo invece a Pratovecchio Stia, nel suggestivo Teatro degli Antei, dove è possibile ammirare Jacopo del Casentino e la pittura a Pratovecchio nel secolo di Giotto, una mostra che esce fuori dal circuito dei grandi eventi, per riscoprire piccoli grandi capolavori di arte tardo medievale e tardogotiche provenienti dal territorio aretino, evidenziando gli stretti legami con le opere più note dei musei fiorentini. Si tratta della XIV esposizione che fa parte de ‘La città degli Uffizi’, la collana che ha l’intento di portare all’attenzione del pubblico lo straordinario patrimonio d’arte locale, ponendolo in relazione con i capolavori conservati agli Uffizi e nei suoi depositi.

Seppur con qualche capriccio metereologico, l’estate è arrivata e con lei per molti si avvicinano le tanto agognate vacanze. Tempo di abbandonare i ritmi frenetici della routine per abbandonarsi finalmente al relax e lasciarsi cullare dalle bellezze della natura, dell’arte e della cultura. Concedersi un viaggio, o, per chi resta in città, una gita fuori porta, all’insegna di arte, natura, cultura, enogastronomia e benessere.Un’occasione per trovare ristoro nelle terre dell’aretino, immersi nel verde incontaminato di foreste, boschi e montagne. Un territorio poco solcato dai grandi flussi turistici. E che, forse proprio in virtù di questo suo isolamento, è rimasto ancora selvaggio, allo stato naturale.

Natura e arte parlano la stessa lingua. Nella mente di Antonio Natali, ideatore della collana ‘La città degli Uffizi’ e direttore dell’omonima galleria fiorentina, l’intero territorio toscano è percepito nella sua interezza come un grande e complesso museo. Non soltanto celeberrimi musei come Uffizi e Galleria dell’Accademia contengono capolavori d’arte eccelsa, ma anche centri meno noti custodiscono tesori inaspettati, altrettanto meritevoli di essere conosciuti, valorizzati e visitati.

Per questa edizione è stata scelta l’area del Casentino, che insieme alle sue bellezze natuali conserva ancora molti capolavori d’arte medievale e rinascimentale che attestano gli antichi legami con Firenze. Le opere selezionate per la mostra Jacopo del Casentino e la pittura di Pratovecchio nel secolo di Giotto instaurano un dialogo con quelle degli Uffizi, raccontando i floridi commerci che avvenivano anticamente tra Firenze e la vallata, e che ricorda l’appartenenza dell’intera regione alla vasta diocesi di Fiesole.

L’esposizione prende spunto dalla figura di Jacopo di Landino, detto anche Jacopo di Pratovecchio o del Casentino, pittore attivo tra Firenze e l’aretino nella seconda metà del ‘300. Stando al Vasari, che gli dedica una biografia nelle Vite, sarebbe stato allievo di Taddeo Gaddi e con lui si sarebbe trasferito a Firenze, formandosi sullo stesso humus culturale di Giotto, com’è evidente nelle sue opere selezionate per la mostra, per poi tornare nella sua terra e diffondere nel Casentino le tendenze aggiornate della pittura fiorentina. Egli fu anche padre di Francesco Landini, detto anche Francesco degli Organi, uno dei più grandi organisti e compositori di musiche di quel tempo.

L’esposizione propone al pubblico anche altre illustri personalità del tardomedioevo aretino, terra ricca di storia e di cultura, che in quest’epoca accolse l’esule Dante Alighieri e diede i natali al padre dell’Umanesimo Francesco Petrarca e un secolo più tardi all’umanista Cristoforo Landino.
Cultura e arte vanno di pari passo, e le opere del Maestro della Madonna Straus, Giovanni del Biondo, Bicci di Lorenzo, del Maestro di Varlungo e del Maestro di Barberino – tra gli altri – si diffondono nelle pievi del Casentino, e possono ora essere ammirate tutte insieme in occasione della mostra.

Didascalie immagini
- Jacopo del Casentino, Trittico portatile,
Firenze, Galleria degli Uffizi, tavola, cm 39 x 42 - Giovanni di Francesco Toscani, Madonna col Bambino, Montemignaio,
Pieve, tavola, cm 82 x 51 - Maestro di Varlungo, Madonna col Bambino,
Pratovecchio, Chiesa del SS. Crocifisso, proveniente dalla Pieve di San Pietro a Romena, tempera su tavola, cm 125 x 80 - Taddeo Gaddi, Madonna col Bambino,
Firenze, Galleria dell’Accademia, cm 73 x 110,5 - Giovanni di Marco detto Giovanni dal Ponte, Annunciazione,
Pratovecchio, Chiesa di S.Maria a Poppiena, cm 150 x 182 - Ambito di Jacopo del Casentino, Graduale,
Poppi, Biblioteca Rilliana, Ms. 1
In copertina:
Maestro della Madonna Straus, Vir dolorum con i simboli della passione, particolare,
Valiana, Chiesa di san Romolo, tempera su tavola, cm 92 x 152
La mostra fa parte del progetto L’estate della Città degli Uffizi 2014: otto secoli d’arte in Toscana
Dove e quando
Evento: Jacopo del Casentino e la pittura a Pratovecchio nel secolo di Giotto
- Date : 14 June, 2014 – 19 October, 2014
- Indirizzo: Teatro degli Antei – Pratovecchio Stia
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