Hamlet 1977 non è una delle tante rivisitazioni dell’omonima iper-riprodotta tragedia shakespeariana,
ma un particolare e non banale riadattamento contemporaneo fatto di testi e disegni. Questa storia a fumetti, pubblicata nel 2010 da Casterman, ha come registi i francesi V.H. Vaughn e François Ravard, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore.
Il contesto narrativo è profondamente pulp. In una lontana Chicago del 1977 Hamlet torna a casa dopo 10 anni di voluta distanza dalle losche azioni della propria famiglia, una delle più potenti tra quelle appartenenti alla mafia locale. Rifacendosi alla trama shakespeariana, Hamlet scopre l’assassinio del padre e del successivo matrimonio della madre vedova con suo zio Charles, autore dell’omicidio ed ormai unico beneficiario degli affari di famiglia. Non mancano l’amico fidato di Hamlet, Horatio, il polacco/Polonio e l’amata Julie/Ofelia.
Il motore narrativo segue le vicissitudini della famosa pièce da cui il fumetto trae ispirazione, ma la peculiarità di questa storia risiede in due aspetti principali.
Il primo è il totale abbandono del pathos shakespeariano a favore d’una possente insofferenza e noncuranza pulp. Questa caratteristica trova piena realizzazione nel protagonista Hamlet. Costui è il classico ribelle contemporaneo ostentatamente arrogante e colmo di provocatorio disprezzo per chiunque incontri, soprattutto per i membri della sua famiglia. Sebbene anch’egli sia guidato da una fortissima pulsione di morte, a differenza dell’originale Amleto, vive la propria esistenza quasi senza dubbi, lasciandosi trasportare dagli eventi perché protetto da una fredda indifferenza che si dissolverà solo alla fine sotto i colpi delle pallottole sparate e del sangue versato per portare a termine la vendetta del padre.

La seconda caratteristica peculiare è un’acuta propensione da parte dei personaggi alla riflessione sul loro passato. Ancora una volta possiamo notare questo atteggiamento in Hamlet. Restio alla riappacificazione con i membri della propria famiglia, non è assolutamente mosso nella sua vendetta da sentimenti d’orgoglio o di rivalsa del proprio genitore. Egli si ricongiungerà con il padre solo dopo aver affrontato il proprio passato e le persone ad esso legate. I suoi progressivi omicidi scandiscono il suo riavvicinarsi alla famiglia, ritrovando dapprima Julie, poi la madre ed infine il vecchio amico Lawrence/Laerte.
Ma l’avvicinamento al proprio passato è sempre problematico e quasi impossibile: ad ogni progresso realizzato, per ciascun rapporto ricucito sopraggiunge la morte, ricacciando con l’aiuto del tragico ogni possibilità di rivalsa. Solo alla fine forse, l’ultimo dialogo col padre, a vendetta conclusa, convincerà Hamlet ad accettare la sua famiglia.

Dal punto di vista stilistico viene esaltata la centralità dei personaggi sia nel disegno che nel testo. La rappresentazione visiva è volta ad esaltare il ruolo che ogni personaggio assume nella tragedia. Pochi sono gli elementi paesaggistici o ambientali nelle vignette. Lo sfondo diventa labile, non importante, sono i personaggi a dominare la storia. Il tratto in bianco e nero acuisce l’attenzione del lettore sulle emozioni: mentre i volti dei personaggi sono resi attraverso un tratto leggero, gli spazi bianchi sono spesso dominati da ombre realizzate con tratti pesanti che sembrano materializzare i sentimenti in tutta la loro pesante tragicità. La stilizzazione di corpi ed oggetti dona un ritmo rapido alla narrazione, mentre per sottolineare i momenti più significativi viene privilegiata la successione di dettagli vignetta per vignetta.
Lo stile pulp è riconfermato anche nei testi, soprattutto nei dialoghi, colmi di sagacità e crudele ironia, come nella scontro tra Hamlet ed i killer e nell’ultimo stallo alla messicana.
In conclusione, i due autori francesi sono riusciti ad appropriarsi in maniera originale del mito shakespeariano donando nuove sfumature a quelle tragiche emozioni non solo spostandole nell’universo estetico degno dei film di Brian De Palma, ma aggiungendo la leggerezza ironica del loro tempo e la stupenda potenza del medium fumetto.
Didascalie immagini
- Hamlet 1977, copertina dell’album (© Casterman édition 2010)
- Hamlet 1977, lo stile grafico molto contrastato, personaggi senza sfondo (© Casterman édition 2010)
- Hamlet 1977, pagina 47, incontro di Hamlet col fantasma del padre (© Casterman édition 2010)
In copertina:
Hamlet 1977, copertina dell’album (© Casterman édition 2010)