Strozzina (logo)Avevamo appena posato i calici e finito di brindare all’inaugurazione dello splendido Museo del Novecento che Firenze attendeva da quasi 50 anni, che è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, la notizia dell’annullamento della mostra in programma alla Strozzina per il prossimo autunno e dedicata  alla nuova scena contemporanea spagnola.
La versione ufficiale riferisce che i motivi della cancellazione sono riconducibili a problemi di bugdet. soprattutto in conseguenza del taglio dei contributi elargiti da alcuni partners istituzionali.
Ma tale spiegazione francamente lascia spazio a più di un dubbio, se consideriamo che solo pochi giorni fa da Palazzo Strozzi sono trapelati i dati dei visitatori delle ultime mostre che hanno registrato un sensibile incremento rispetto al passato (150mila per la mostra sul Pontormo e 35mila per Questioni di Famiglia).
La sensazione che si respira purtroppo è che per la Strozzina tiri una brutta aria di smobilitazione e forse non è un caso che dal primo di novembre anche Franziska Nori, attirata dalla sirene tedesche (come darle torto…), lascerà la direzione dello spazio che in questi anni aveva condotto egregiamente.
Anche le parole del presidente della Fondazione Lorenzo Bini Smaghi che in merito alla vicenda della Strozzina invita ad una “riflessione che dovrà coinvolgere tutta la città e le sue istituzioni”, non lascia certamente spazio a grandi voli pindarici e non fa presagire nulla di buono per il futuro.
Alla luce di questi ultimi eventi, il titolo pensato dai curatori per la mostra che è stata annullata (“Senza coraggio non c’è sfida”) suona quasi come un monito per le istituzioni cittadine, come un invito a smetterla di crogiolarsi nel passato ed a raccogliere la sfida di far diventare Firenze non soltanto un simbolo del Rinascimento ma anche un punto di riferimento dell’arte contemporanea

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