Prima tappa la scorsa settimana al XXV Ravenna Festival, per poi passare al Florence Dance Festival, il Farewell Tour della Trisha Brown Dance Company ha officiato il proprio congedo dal pubblico italiano, celebrando la capofila del post-modern di cui porta il nome.
Stasera in scena ad Atene per l’addio alla Grecia, questo appuntamento imperdibile con il “68 della Danza” giunge così a metà del suo tour mondiale.

Dello scorso anno, infatti, è la decisione di Trisha Brown, classe 1936, figura di spicco prima del Judson Dance Theatre e poi di Grand Union, di assumere il titolo di direttore artistico fondatore e coreografo, lasciando l’effettiva gestione della compagnia nata nel 1970 a Carolyn Lucas e Diane Madden in qualità di direttori artistici associati.
Al nuovo corso è seguito questo periodo di transizione che con il triennale Farewell Tour mostrerà al mondo i capolavori della Brown nati per il palcoscenico, Proscenium Works 1979-2011. Dopo dicembre 2015, infatti, la TBDC cambierà mission, incentrandosi sulla preservazione e diffusione del pensiero della fondatrice tramite la didattica, i laboratori e il riordino del proprio archivio.
Paese europeo che più di tutti ha apprezzato Trisha Brown, la Francia dispone ancora di nove future date del Farewell Tour, in cui poter ammirare le creazioni della coreografa, prontamente inserita in repertorio dai Balletti dell’Opéra di Parigi e Lione.

Un doppio appuntamento ha contraddistinto la tappa ravennate con la presentazione degli Early Works, creazioni performative del primo periodo disseminate qui in un percorso di bike trekking, e al Palazzo Mauro de André di quattro titoli nati per la scena, diversi momenti della lunga carriera di questa rivoluzionaria allieva di Anna Halprin.
Come inquadrare la serata? Un piacevolissimo ed effettivo spettacolo di danza contemporanea, in cui si comprende bene come ogni ricerca, anche la più estrema, risulta valida solo se utile a rivitalizzare l’estetica di un’arte.
Attiva sin dai ruggenti anni Sessanta newyorkesi, Trisha Brown, infatti, a partire dagli anni Ottanta innesta gradualmente i principi da lei sperimentati partendo dall’azzeramento dello spettacolo all’interno di una prassi coreografica nitida. Il complesso calcolo combinatorio tra corpo, spazio e ritmo, che ne è alla base, porta poi la coreografa a ulteriori sperimentazioni, sviluppate in cicli e capaci di inglobare anche l’opera lirica, come avvenuto nelle recenti produzioni.
Un corpo, quello voluto dalla Brown, che grazie al release esprime una fluidità estrema, tanto da apparire “quotidiano”, tracciando uno spazio policentrico e asimmetrico, dove l’intricata struttura architettonica disegnata brilla nelle variazioni ritmiche.

È la musica di Alvin Curran, eseguita live dallo stesso compositore, ad accompagnare il pezzo d’apertura For M.G.: The Movie (1991), così intitolato dalla Brown in onore dell’amico Michel Guy (Ministro della Cultura francese e creatore del Festival d’Automne, scomparso nel 1990, n.d.r.). Nove danzatori in maillot aderenti dai toni caldi rosso-arancio, impreziosite dalle luci di Spencer Brown, regalano visioni oniriche, dove il tessuto coreografico si dissolve come in enigmatiche sequenze filmiche e lo spazio viene ampliato da bruitages; oggetti metallici calciati ripetutamente e voci lontane in cerca di un ipotetico ‘bimbo smarrito’.
Sempre su musica live di Alvin Curran è il secondo titolo Rogues (2011), duetto maschile ben cesellato, sviluppato dall’analisi di una sequenza di Foray Forêt, altro pezzo di repertorio dei primi anni Novanta. Qui l’induzione del movimento, tra accelerazioni, unisono e stasi, è alla base della costruzione coreografica interpretata da Neal Beasley e Nicholas Strafaccia, veri e propri delfini danzanti.

Con Les Yeux et l’âme (2011) si cambia decisamente atmosfera. Tra gli ultimi titoli firmati dalla coreografa e tratto dall’opéra-ballet Pygmalion di Rameau, diretta dalla Brown al Theater Carré di Amsterdam nel 2010, Les Yeux et l’âme vede nei delicati costumi di Elizabeth Cannon, a foggia di tuniche grigio-azzure, otto danzatori disegnare spirali, cerchi e intrecci. Duetti, terzetti e movimenti d’insieme si susseguono così incarnando magistralmente e con nitore questa partitura barocca. Morbidezza e fluidità, braccia e gambe mobili come le onde sono i tratti distintivi di questa meravigliosa danza, scaturita dalla naturale vicinanza di ‘intenti combinatori’ tra barocco e post-modern.

Infine, un ritorno agli anni Ottanta per la chiusura con Son of Gone Fishin’ (1981). Ricostruito nella versione precedente all’apporto scenografico di Donald Judd e con i costumi dorati firmati da Judith Shea, Son of Gone Fishin’ è la creazione che ha sancito il ritorno di Trisha Brown allo “spettacolo”. Primo lavoro nato per il teatro, al BAM di New York. Primo ad essere sviluppato su musiche commissionate per l’occasione a Robert Ashley, orchestratore di una partitura di alta suggestione tratta dal suo Atalanta. Definito dalla stessa Brown “apogeo di complessità” per la struttura tripartita mossa dai sei danzatori, Son of Gone Fishin’ presenta un’architettura iperstrutturata e altamente fluida che, evocando le increspature sul pelo dell’acqua, incarna appieno la sempre valida poetica della coreografa:
‘ricerche estreme da esprimere in totale naturalezza’.
Didascalie immagini
- For M.G.: The Movie (cor. T. Brown) (© Silvia Lelli)
- Rogues (cor. T. Brown) (© Silvia Lelli)
- Les Yeux et l’âme (cor. T. Brown) (© Silvia Lelli)
- Les Yeux et l’âme (cor. T. Brown) (© Silvia Lelli)
- Son of Gone Fishin’ (cor. T. Brown) (© Silvia Lelli)
In copertina:
Son of Gone Fishin’ (cor. T. Brown)
[particolare]
(© Silvia Lelli)
Trisha Brown Dance Company
Proscenium Works 1979-2011
For M.G.: The Movie (1991)
coreografia, scenorafia e costumi Trisha Brown
musica “For M. G. (One Step Too)” di Alvin Curran,
eseguita al pianoforte dal compositore
luci Spencer Brown con Trisha Brown
Rogues (2011)
coreografia Trisha Brown
assistente Carolyn Lucas
musica originale Alvin Curran, estratto da “Toss and Find”,
eseguita al pianoforte dal compositore
costumi Kaye Voyce
luci John Torres
Les Yeux et l’âme (2011)
coreografia e scenografia Trisha Brown
musica estratti da “Pygmalion” di Jean Philippe Rameau,
incisa da William Christie e Les Arts Florissants per Harmonia Mundi
costumi Elizabeth Cannon
luci Jennifer Tipton
Son of Gone Fishin’ (1981 – early version)
coreografia Trisha Brown
musica originale Robert Ashley “Atalanta”
costumi Judith Shea
luci John Torres
Farewell Tour
3 luglio 2014, Palazzo Mauro de André
XXV Ravenna Festival
Proscenium Works Tour
prossime date europee:
12 luglio 2014
ATENE (Grecia)- Athens & Epidaurus Festival 2014
13-17 luglio 2014
MONACO (Germania) – Kunstbau im Lenbachhaus
23 settembre 2014
LE MANS (Francia) – Les Quinconces – L’Espal
25 settembre 2014
ANGERS (Francia) – Centre Nationale de la Danse Contemporaine Angers
27 settembre 2014
ST. HERBLAIN (Francia) – ONYX La Carrière
30 settembre 2014
VANNES (Francia) – Théâtre Anne de Bretagne
2 ottobre 2014
LA ROCHE SUR YON (Francia) – Scène Nationale La Roche-sur-Yon
4 ottobre 2014
CESSON SÉVIGNÉ (Francia) – Centre Culturel
8-10 ottobre 2014
LEUVEN (Belgio) – 30CC
16 dicembre 2014
MULHOUSE (Francia) – La Filature
20 dicembre 2014
ISTANBUL (Turchia) – Is Sonat
28-31 gennaio 2015
RENNES (Francia) – Théâtre National de Bretagne
14 aprile 2015
PAU (Francia) – Espaces Pluriels
17 aprile 2015
PAMPLONA (Spagna) – Navarra Museum