La 14ª mostra internazionale di architettura si si è aperta quest’anno all’insegna di un’intensa attività di ricerca. Il titolo Fundamentals dichiara esplicitamente il tema proposto, ‘i fondamentali dell’architettura’, che il curatore Rem Koolhas individua nella storia – Absorbing Modernity 1914-2014 – tema di studio delle 65 nazioni invitate, e nelle componenti edilizie – Elements of Architecture – di cui ha personalmente curato l’approfondimento. Monditalia, alle Corderie dell’Arsenale, si concentra invece sul caso dell’Italia, paese dalle straordinarie ricchezze non sempre espresse al massimo del loro potenziale e scelto dal curatore proprio perchè emblematico della condizione di molti altri paesi nel mondo, in continua oscillazione tra quello che è e quello che potrebbe essere.

Secondo Koolhas la scelta del tema Absorbing Modernity non vuole documentare il trionfo della modernità”, ma parte piuttosto dalla constatazione che il passaggio alla modernità “è stato un processo molto doloroso: ogni nazione è stata forzata ad ammodernarsi, costretta ad adattarsi alle condizioni dettate dal resto del mondo e questo è vero non solo per le nazioni ma anche per l’architettura stessa. Quindi si può dire che l’intera Biennale parla degli effetti della modernità sui paesi e sull’architettura”.
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Preso atto delle riflessioni condotte nelle due precedenti edizioni della mostra sulla materia prima dell’architettura – lo spazio – e sul metodo – il progetto -, l’attenzione si sposta ora alla condizione attuale, e lo smarrimento è tale da rendere necessario un confronto con il passato, per capire le premesse prima di stabilire le possibili future direzioni.

I principali riconoscimenti e le menzioni sono stati assegnati alle ricerche che non si sono limitate a presentare le informazioni raccolte, ma le hanno interpretate e proposte in forma di suggestione, elaborando criticamente il proprio recente passato.

È il caso della Corea, Leone d’oro per la migliore Partecipazione Nazionale con Crow’s Eye View: The Korean Peninsula, a cura di Minsuk Cho con Hyungmin Pai, Changmo Ahn e Jihoi Lee, che attraverso diverse forme di rappresentazione racconta la frattura avvenuta nel secolo scorso tra il Nord e il Sud della penisola, e la perdita della secolare unità originaria, evocata nel titolo, che riprende l’immagine dell’architetto-poeta Yi Sang di una ormai impossibile veduta d’insieme, ‘a volo d’uccello’.
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Il padiglione del Cile, Leone d’argento con Monolith Controversies di Cristóbal Molina, Pedro Alonso, Hugo Palmarola, pone invece l’accento sulle responsabilità della politica e dell’ideologia, contrapponendo l’ambiente teorico delle tipologie seriali standardizzate a un interno-tipo, il coloratissimo appartamento della signora Silvia Gutiérrez a Viña del Mar, resistente – come ogni individuo – a qualsiasi forma di omologazione.
Il Leone d’argento alla sezione Monditalia premia la critica a “un aspetto fondamentale delle società moderna: come il potere dei media possa occupare altri spazi sociali, sia fisicamente che politicamente”. Sales Oddity. Milano 2 and the Politics of Direct-to-home TV Urbanism di Andrés Jaque/Office for Political Innovation ricorre al linguaggio dei mass media per raccontare il fenomeno urbano di Milano 2.

Va detto tuttavia che le indagini storiche pesentate e l’inevitabile confronto con la società e la politica hanno a che fare con la contingenza dell’Architettura, non con l’Architettura stessa.  
La vera riflessione di fondo sull’Architettura può essere condotta a partire dal bilancio di queste ricerche, che Koolhas così commenta: “Una delle conclusioni più dolorose che sembra emergere […] è che non un singolo Maestro ha giocato un ruolo importante nello scorso secolo: non uno dei padiglioni parla di Mies o Le Corbusier o altri…”.
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Dunque Absorbing Modernity pone in evidenza il fatto che i successi hanno avuto carattere episodico, mentre le derive sono state conseguenza di un vuoto culturale che ha permesso all’edilizia di sostituirsi all’Architettura, favorendo l’attività capillare e mediocre di anonimi che poco hanno studiato e male hanno interpretato la lezione dei Grandi, sostenuti dall’opportunismo politico e legittimati da normative incapaci di tutelare ricchezza e complessità.

L’esito della ricerca condotta da Koolhas in Elements of Architecture è strettamente collegato a queste conclusioni. Al di là delle perplessità che suscita per l’anacronismo di un approccio tassonomico in perfetto stile Encyclopédie, l’analisi  al microscopio dei 15 elementi essenziali di un edificio (soffitti, porte, scale, pareti…) sembra sottendere un preciso monito: il percorso del riscatto deve passare per la rialfabetizzazione degli architetti, che hanno il dovere di riapproparsi dei repertori fondamentali della disciplina, per far uscire le grammatiche di base dal dominio dell’architettura e tornare a comporre in prosa o in poesia.

Didascalie immagini

  1. Francia – Modernity: promise or menace? Commissario: Institut Français, Ministère de la Culture et de la Communication – Direction Générale des Patrimoines, in collaboration with the Cité de l’architecture et du patrimoine; curatore: Jean Louis Cohen
  2. Corea – Crow’s Eye View: The Korean Peninsula Commissario/Curatore: Minsuk Cho. Curatori: Hyungmin Pai, Changmo Ahn, Jihoi Lee. Padiglione ai Giardini.
  3. Cile – Monolith Controversies Commissario: Cristóbal Molina (National Council of Culture and the Arts of Chile). Curatori: Pedro Alonso, Hugo Palmarola. Padiglione all’Arsenale.

In copertina:
Francia, Russia, Canada, menzioni speciali per le Partecipazioni Nazionali. Padiglioni ai Giardini.

Dove e quando

Evento: 14. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia
  • Fino al: – 23 November, 2014
  • Sito web