Thermae romae 1Roma, 128 avanti Cristo.
Lucius Modestus è un architetto al servizio dell’imperatore Adriano in crisi creativa nonostante i viaggi fino ad Atene per trovare ispirazione, il suo lavoro è stato etichettato come poco innovativo e lui rimpiazzato da un altro alla costruzione degl’impianti termali che la committenza imperiale usa per conquistare il consenso delle masse.
Sconsolato e depresso, il tecnico disoccupato si reca alle terme per constatare di persona il degrado di questo rito collettivo, il bagno in vasche pubbliche ridotto a luogo caotico e confusionario, con grida e schiamazzi di una folla sempre più volgare.
Immerso sott’acqua in cerca di pace Lucius riflette sulla natura rilassante che l’esperienza termale dovrebbe poter assicurare ai suoi frequentatori, quando il flusso di una strana corrente attira la sua attenzione e lui è risucchiato in un’inspiegabile paradosso temporale che lo scaraventa nel Giappone contemporaneo.
Completamente nudo e incapace di comprendere il viaggio nel tempo avrà modo comunque di osservare le moderne soluzioni della tribù delle facce lisce, così chiama il popolo nipponico, che attuate nell’antica Roma lo riporteranno presto in auge e nelle grazie dell’imperatore.
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Trasposizione cinematografica dell’omonimo manga di Yamazaki Mari edito anche in Italia, Thermae Romae di Takeuchi Hideki è un esempio perfetto di comicità giapponese che ha saputo conquistare anche un pubblico occidentale.
Presentato in anteprima mondiale nella primavera 2012 alla 14ª edizione del Far East Film Festival di Udine il film ha vinto il premio del pubblico prima di diventare campione d’incassi al botteghino giapponese, un successo che ha convinto il regista a realizzare un secondo capitolo uscito in Giappone lo scorso aprile e presentato in anteprima europea come film di chiusura alla recente edizione del Festival friulano che gli ha portato tanta fortuna.
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Giocato sullo straniamento dell’uomo antico alle prese con le diavolerie moderne Thermae Romae mette in parallelo la cultura dell’Impero Romano con quella giapponese, persino con l’assonanza visiva del panorama col monte Fuji accostato al nostro Vesuvio, che hanno entrambe in comune il grande valore dato dalla tradizione ad abluzioni in terme e bagni pubblici.
Alto e con un fisico statuario, star del cinema giapponese, Abe Hiroshi è perfetto e credibile come cittadino di Roma nel ruolo protagonista di Lucius, uomo inflessibile nel tener fede ai propri principi e umile, in sintonia col cognome Modestus, che prova quasi un senso di colpa nel ricevere tanti onori per aver ‘solo’ applicato idee copiate da un’altra cultura a tutti sconosciuta.
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Un po’ più di fatica si fa a sospendere l’incredulità e accettare gli altri interpreti principali dai tratti troppo orientali per sembrare antichi romani. E’ il caso di Ichimura Masachika, un imperatore Adriano tiranno che per quanto prostrato dalla perdita del suo amato Antinoo è molto lontano dall’immagine intima trasmessa dall’opera di Marguerite Yourcenar.
Ma non è la verosimiglianza storica l’obiettivo di un film che vuol solo divertire affidando a una buccia di banana la sopravvivenza stessa dell’Impero Romano.
Satsuki, l’esperta di storia romana del fumetto è sostituita sullo schermo dall’aspirante disegnatrice Yamakoshi Mami innamorata di Lucius, dichiarato alter ego dell’autrice del manga originale che in Italia ha trovato marito dopo averci vissuto a lungo ed essersi diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
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Non stupisce perciò la forte presenza italiana che attraversa tutto il film, nella colonna sonora ricca di estratti dalle opere più famose di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini che spaziano da Aida a Madama Butterfly, con un cantante d’opera che ad ogni viaggio nel tempo è chiamato a intonare arie famose del melodramma italiano salvo esser comicamente colto impreparato dell’ennesimo salto temporale.
Il regista Takeuchi Hideki ha la passione di cantare al karaoke questi brani immortali e forse l’ha inseriti nel suo film come supporto che riconduce immediatamente l’immaginario del pubblico asiatico al patrimonio culturale nostrano, ma fa sorridere nella scena in cui Lucius porta le prime innovazioni alle terme ascoltare in sottofondo La donna è mobile dal Rigoletto di Giuseppe Verdi, così comicamente estraneo al contesto.
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Italiani anche alcuni importanti set come il grande piazzale su cui si affacciano i templi dell’antica Roma allestito in via permanente negli Studi di Cinecittà, disponibile anche per le visite al pubblico, con le magie digitali a dare il tocco finale sullo sfondo per ricreare la giusta atmosfera.
Thermae Romae sarà nelle sale italiane dal prossimo 26 giugno distribuito da Tucker Film e già attendiamo il secondo capitolo perché come ribadisce Lucius nel commiato finale da Mami: tutte la strade portano a Roma. Anche quelle giapponesi a quanto pare.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. L’improvvisa prima comparsa di Lucius nel Giappone moderno
  3. Abe Hiroshi è l’architetto romano Lucius Modestus
  4. Lucius cerca di scoprire i segreti scritti nei papiri moderni
  5. Ueto Aya è la disegnatrice Yamakoshi Mami / Ichimura Masachika è l’imperatore Adriano / Shishido Kai è Antoninus futuro imperatore / Kitamura Kazuki è l’erede designato al trono Ceionius
  6. L’antica Roma sul set permanente agli Studi di Cinecittà
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    (© 2012 Fuji Tv / Dentsu / Toho / Enterbrain)

In copertina:
Lucius Modestus e le nipponiche meraviglie moderne. (© 2012 Fuji Tv / Dentsu / Toho / Enterbrain)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Terumae Romae
  • Regia: Takeuchi Hideki
  • Con: Abe Hiroshi, Ueto Aya, Kitamura Kazuki, Takeuchi Riki, Shishido Kai, Sasano Takashi, Ichimura Masachika, Kimura Midoriko, Katsuya, Tobayama Bunmei, Iinuma Kei, Iwate Taro, Kinoshita Takao, Ika Hachiro, Kanbe Hiroshi, Nagano Katsuhiro, Uchida Shungiku, Suga Tomio, Morishita Yoshiyuki, Ebisu Yoshikazu, Matsuo Satoru, Michi Emiko, Sakurai Chizu, Sasano Takashi
  • Soggetto: Yamazaki Mari dal suo omonimo manga seinen
  • Sceneggiatura: Muto Shogo
  • Fotografia: Kawagoe Kazunari
  • Musica: Sumitomo Norihito
  • Montaggio: Matsuo Hiroshi
  • Scenografia: Harada Mitsuo
  • Costumi: Koketsu Haruki
  • Produzione: Kameyama Chihiro, Ichikawa Minami, Terada Atsushi e Hamamura Hirokazu con Inaba Naoto, Kikuchi Miyoshi e Matsuzaki Kaoru per Fuji Television Network, Toho, Dentsu e Enterbrain Presentation
  • Genere: Comico
  • Origine: Giappone, 2012
  • Durata: 108’ minuti