Questo è un libro che va letto in punta di piedi. Si tratta in realtà di un diario che parla di arte, di vita,
di dolore e sofferenza, talmente intimo, come tutti i diari d’altra parte sono, che ci si sente quasi in imbarazzo leggendolo, come se si frugasse di nascosto nella vita di qualcun altro.
Che è, nello specifico, la vita di Frida Kahlo, narrata in un diario a partire dalla metà degli anni ’40 (difficile stabilire una data esatta, visto che nelle pagine non compare quasi mai l’indicazione dei giorni), in un momento – uno dei tanti verrebbe da dire – particolarmente difficile della sua vita. In quegli anni infatti Frida aveva perso il padre, aveva divorziato da Diego Rivera e poi l’aveva risposato, il suo corpo era stato sottoposto ad una sequela quasi ininterrotta di interventi chirurgici.
Quasi un’autoanalisi allora sembra essere questo diario, pieno di parole ma anche di disegni e scarabocchi, macchie d’inchiostro usate come collante tra le pagine, carboncini e acquerelli. Pagine dalle quali emerge il rapporto assoluto che ha legato Frida e Diego, ma anche l’importanza della cultura tradizionale messicana (la stessa immagine che l’artista si costruisce negli anni è quasi quella di una divinità precolombiana) della quale Frida si considera come vera erede, ma anche una grande ed inesauribile sete di vita, ironia e umorismo, arguzia e allegria.

Soprattutto emerge però il suo dolore di fronte al declino di quel fisico troppo debole, segnato dal terribile incidente nel quale è coinvolta quando è poco più di una ragazzina e dalla malattia (poliomielite, forse spina bifida). Mette quindi i brividi leggere le ultime parole di questo diario, le ultime che lei scrive:
Grazie ai dottori
Farill – Glusker – Párres
e al Dr Enrique Palomera
Sanchez Palomera.
Grazie alle infermiere
ai portantini e alle
cameriere e agli inservienti
dell’Ospedale inglese –
Grazie al Dr Vargas
a Navarro al Dr Polo
e alla mia forza di
volontà.
Aspetto felice
la partenza – e spero
di non tornare mai più.
FRIDA

Didascalie immagini
- Copertina del volume edito da Electa,
particolari [rielaborazione grafica Andrea Mancaniello] - Lettera a Diego. Pagina 205.
- Col mio amore al mio bambino Diego. Pagina 284
In copertina:
Copertina del volume