Da quando una nota compagnia aerea low-cost mi ha fatto pagare 55€ di supplemento per un’eccedenza di peso del mio bagaglio a mano, ho sviluppato una sorta di “panico”, lo stesso forse che ha sviluppato il partenzista nel tentativo di racchiudere in un così piccolo contenitore la sua vita e i suoi affetti liberandosi del superfluo. Il partenzista, personaggio che – al contrario dell’arrivista che desidera arrivare – sognava di partire nel primo e omonimo disco del batterista ligure Lorenzo Capello, ha finalmente deciso di mettersi in viaggio in questo secondo lavoro edito nel 2014 dalla Orange Home Records.
Confuso però dai preparativi, il nostro protagonista si è disperso nel suo armadio scoprendo un mondo nuovo da esplorare in questo “Dagli Appendini alle Ante”, titolo di deamicisiana memoria che rivela il gusto per il surreale e il carattere gigione del suo autore.

Con lui, in questo secondo episodio delle avventure del partenzista, troviamo Tony Cattano al trombone, Antonio Gallucci ai sassofoni, Lorenzo Paesani al pianoforte e Michele Anelli al contrabbasso.
Nella musica di Capello, così come in quella di Lester Bowie, l’ironia ha certo un ruolo importante e centrale. Si sente bene in Rammendi ancor? nel quale una frase hard-bop viene distribuita fra i membri del quintetto come scampoli di stoffa; è altrettanto evidente in Giocattoli/mP2, brano rumoristico e ritmico nel quale suoni materici diventano strumenti di distrazione di massa che nascondono il piano di una “loggia massonica che sta facendo di tutto per far peggiorare la qualità dell’ascolto della musica”, come ci rivela il suo autore complottista nelle note di copertina.
Le composizioni mescolano poi vitalità ed energia ad una profonda liricità in una vocazione teatrale che è tipica di Capello. Così è in Perfect Day/Imperfect Tray – con la sognante citazione del successo di Lou Reed affidata al contrabbasso di Anelli – o in Telegrammi.
Already Left – unica traccia cantata grazie all’intervento di Echo Sunyata Sibley – offre all’ascoltatore una melodia cantabile alla Andrew Lloyd Webber tipica dell’ambiente della rock-opera; la reiterazione finale della frase “perché se libero un uomo muore cosa importa di morir?” – citazione dal canto popolare Il partigiano – diventa l’inno di libertà del partenzista.
In La farfalla maschio e la vagina gigante una melodia seducente – che i fiati eseguono come una sirena – si distende su un frenetico accompagnamento della sezione ritmica. È un universo in espansione invece quello della title track: fitte idee rock proliferano e si muovono vorticosamente.

Summa del disco è Panico da bagaglio a mano, suite che Capello definisce “in cinque movimenti e tre tentativi”; il brano è costruito infatti con l’accostamento di vari pannelli disposti per contrasto. Un primo episodio bluesy, notturno e misterioso, vede il trombone di Cattano protagonista; dopo una svolta improvvisa e frenetica, il contrabbasso monta insieme alla batteria un groove dal sapore vagamente latino sul quale gli altri tre improvvisano liberamente; la costruzione crolla di nuovo per opera di Anelli che – utilizzando l’arco – conduce il gruppo verso un ambiente più rarefatto e vicino alla musica contemporanea. Una marcetta spezzata, come un grosso animale che si muove goffamente, cresce fino a “swingare” per poi gettarsi in una ballad romantica e malinconica. Dopo aver frullato il pianoforte, Lorenzo Paesani richiama il quintetto verso il primo episodio che conclude la composizione.
In questa commedia, in questa storia di viaggio, tutti gli strumentisti sono molto in parte: Tony Cattano – che a parere di chi scrive è probabilmente il miglior trombonista dello Stivale – è un solista incalzante e partecipato del suo ruolo, molto empatico e creativo; Antonio Gallucci ha un suono ricco e un solismo debitore dell’hard bop e di Charles Mingus; Lorenzo Paesani, infine, si districa bene fra il free e il lirismo continuando a confermarsi un ottimo musicista dotato di una personalità spiccata e riconoscibile.
“Dagli Appendini alle Ante” cattura, avvince e diverte. Speriamo nel seguito della saga.
Didascalie immagini
- Lorenzo Capello Quintet: dagli Appendini alle Ante
- Dagli appendini alle ante,
copertina del cd
In copertina:
Lorenzo Capello Quintet
[particolare]
Lorenzo Capello Quintet
Dagli Appendini alle Ante
- Rammendi ancor?
- Panico da bagaglio a mano
- Dagli Appendini alle Ante
- Already Left
- La farfalla maschio e la vagina gigante
- Perfect Day/Imperfect Tray
- Telegrammi
- Giocattoli/mP2
Tony Cattano: trombone, xylophone, sicilian voice
Antonio Gallucci: saxophone, bicycle bell
Lorenzo Paesani: piano, toy piano
Michele Anelli: double bass, musical box
Lorenzo Capello: drums, frying pan, composition
Feat. Echo Sunyata Sibley voice on Already Left