Spesso succede che si ammira “l’erba” del vicino dimenticandosi di guardare e stupirci di quella che è cresciuta nel nostro prato: dico questo non per portare i nostri passi nei parchi cittadini dallo stupendo verde splendente in questo inizio di primavera ma per ringraziare Milano-Cultura che finalmente ha pensato di proporre una mostra tutta lombarda senza andare a cercare importanti artisti “stranieri”.

Nel Palazzo Reale di Milano al piano nobile e nella sala delle Cariatidi è infatti allestita sino al 13 luglio 2014 la mostra “Bernardino Luini e i suoi figli” curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa e con un appropriato allestimento ideato dall’architetto Piero Lissoni.
Questa esposizione è un vero inno all’arte del cinquecento lombardo e a tutta la famiglia Luini da Bernardino (? 1480/85 – Milano 1532) ai suoi figli, soprattutto il minore Aurelio (Milano 1530 circa – 1593) perché vi sono raccontate le profonde evoluzioni avvenute nel loro soffice e leggero stile in seguito alle approfondite ricerche e cambiamento di visione con il passare degli anni.

E, naturalmente, il lungo percorso tra le oltre duecento opere esposte dà la possibilità di fare i dovuti confronti con i contemporanei quali Bramantino, Giovanni Francesco Caroto, Lorenzo Lotto, Andrea Solario, Cesare da Sesto e molti altri in modo che si possano apprezzare di più la creatività e la personalità di ognuno di loro: questa mostra è sicuramente il nucleo centrale del progetto “Primavera di Milano” nato per mettere in luce la creatività che ha sempre caratterizzato questa bella città.

Bernardino ha cambiato insieme ai suoi figli la visione di fare arte poiché riesce a trasformare il suo lavoro in un mestiere di alta specializzazione tanto che le sue opere hanno la caratteristica di riflettere con qualche piccolo e appropriato particolare la personalità del committente che, così, era pienamente individuabile.
Il suo moderato classicismo e la sua innegabile capacità narrativa gli permettono di raggiungere esiti figurativi e di composizione molto semplici che lo rendono tanto famoso da essere chiamato ad affrescare numerose chiese e a fare molti ritratti per le famiglie nobili dell’epoca.

La mostra è quindi da visitare perché riesce a fare conoscere questo grande artista lombardo. L’unica sezione che lascia un po’ a desiderare è l’ultima sistemata nella sala delle Cariatidi dove sono esposti i seguaci di Bernardino e dove Aurelio Luini con le sue composizioni calibrate e gli ampi sfondi con paesaggi romanisti fanno capire come sia diventato un importante rappresentante del manierismo milanese.

Poiché è stato impossibile trasferire parecchi dei lavori in mostra, in ogni sezione è stata predisposta la possibilità di visitare “virtualmente” i luoghi e le chiese dove si trovano le sue opere e un apposito catalogo racconta i trenta itinerari preparati per completare la conoscenza di Luini: è importante ricordare che alcuni siti sono visibili solo grazie alla presenza dei volontari del Touring Club Italiano e del Fai.

I cataloghi, quello della mostra e quello degli itinerari nel quale sono presentate le schede dei luoghi (Lombardia, Piemonte e Ticino) dove si trovano le opere del Luini e dei suoi figli sono editi da Officina Libraria. Per trovare tutte le informazioni su questa mostra consultate il sito ufficiale.
E ora, già che si è dentro Palazzo Reale, andiamo a vedere un Antoon van Dyck (Anversa 1599 – Londra 1641) di solito non visibile perché proprietà della Sovrintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggisti di Milano. Si tratta del ritratto della bellissima e chiaccheratissima “Lady Venetia Digby come allegoria della Prudenza” la donna più affascinante di Londra negli anni 30 del ‘600.

Anche questa è un’occasione unica e fa parte del complesso itinerario “Primavera di Milano” che si propone di fare conoscere al pubblico le opere e gli arredi particolarmente interessanti posseduti dal Comune.
Didascalie immagini
- Bernardino Luini, Madonna con il Bambino (Madonna del roseto), 1516‐1517 circa, tavola, cm 70 x 63
Milano, Pinacoteca di Brera, Reg. Cron. 331
(Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo) - Bernardino Luini, San Sebastiano, 1510, tavola, cm 105,5 x 44 (con cornice cm 117 x 56)
Isola Bella, collezione privata - Bernardino Luini, Susanna e i vecchioni, 1515‐1516 circa, tavola, cm 46 x 38,5
Isola Bella, collezione privata - Cesare da Sesto, Madonna con il Bambino, 1523, tavola, cm 88 x 65
Milano, Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco, Pinacoteca, inv. 469 - Aurelio Luini, Martirio di San Vincenzo, 1585‐1587, affresco riportato su vetroresina, cm 347 x 239
Milano, Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco, Pinacoteca, inv. 441 (da San Vincenzino alle Monache) - Aurelio Luini, Martirio di Santa Tecla, 1592, tela, cm 343,45 x 179,1
Milano, Duomo, sagrestia capitolare
(© Veneranda Fabbrica del Duomo) - Anthony van Dyck, Ritratto di Lady Digby, 1633-1634, olio su tela, 101.1 × 80.2 cm (fonte)
In copertina:
Bernardino Luini, Scherno di Cam, 1514‐1515 circa tavola trasportata su tela, cm 166 x 140
Milano, Pinacoteca di Brera, Reg. Cron. 374 [particolare]
(Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo)
Orari:
lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
Dove e quando
Evento: Bernardino Luini e i suoi figli
- Fino al: – 13 July, 2014
- Sito web