L’impegno encomiabile della Lucky Red che negli ultimi anni ha dato all’opera di Hayao Miyazaki una visibilità anche in Italia degna del suo valore riporta al cinema Principessa Mononoke, l’unico film del Maestro nipponico ambientato in un antico Giappone feudale che già aveva avuto da noi una sporadica distribuzione in sala oltre dieci anni fa.
Il passaggio al formato digitale è l’occasione per riproporre su grande schermo un lungometraggio avventuroso e affascinante, forse meno adatto alla prima infanzia rispetto a titoli più noti dello Studio Ghibli come Il mio vicino Totoro o Ponyo sulla scogliera, ma certo un’opera d’arte di grande valore.
In un pacifico villaggio sperduto tra grandi foreste un giorno la quiete è infranta dall’arrivo di un cinghiale gigante trasformato in demone da una palla di ferro che gli è stata piantata in corpo, l’enorme animale avanza distruggendo nel suo furore tutto ciò che gli si trova davanti.
Il giovane principe Ashitaka riesce ad abbatterlo prima che travolga il villaggio ma nello scontro il suo braccio destro entra in contatto con le carni selvatiche del demone contaminate dall’odio, lasciandogli una ferita infetta che, secondo la profezia letta nelle pietre magiche dalla Saggia Madre del villaggio, lo condurrà rapidamente a una morte dolorosa quanto inevitabile.

Unica speranza di salvezza indicata dalle pietre è mettersi in viaggio verso le terre ad ovest facendo a ritroso il percorso della bestia accecata dalla sua furia, per andare a vedere “con occhi non velati dall’odio” cosa stia succedendo e quali forze malvagie hanno messo in campo tanta crudeltà da tramutare uno spirito della Natura in un essere così pericoloso e distruttivo.
Ashitaka taglia i capelli in segno di penitenza e parte a cavallo del suo stambecco Yakkul, attraversa in solitudine monti, foreste e vallate per lungo tempo fino ad arrivare alla città del ferro, un luogo dove gli uomini scavano la montagna sfruttando in modo selvaggio giacimenti metallurgici per forgiare armi da fuoco con cui imporre la propria supremazia.

Il giovane principe dall’animo puro incontrerà il monaco errante Jigo, personaggio ambiguo con secondi fini reconditi; la signora Eboshi, capo della città del ferro convinta della necessità di distruggere la montagna per la sua sete di potere; ma soprattutto la giovane San, una ragazza cresciuta tra i lupi disposta a uccidere pur di salvare la foresta dalla distruzione, da tutti ribattezzata principessa Mononoke [principessa spettro] per la sua capacità di muoversi veloce nell’ombra.
Ashitaka vedrà coi propri occhi i Kodama, gli spiriti degli alberi la cui presenza testimonia lo stato di salute della foresta, ritrovandosi persino al cospetto del Dio Cervo che al calar delle tenebre si trasforma in un essere gigante conosciuto come “Colui che cammina nella notte”.

Un meraviglioso affresco storico diventa apologo contro la guerra ed ogni forma di violenza, la bellissima intuizione visiva di Hayao Miyazaki anche autore di soggetto e sceneggiatura è quella di mostrare l’odio come un cancro che divora chi lo nutre.
La ferita infetta del protagonista è come un organismo autonomo all’interno del suo corpo che trova energia nella sete di vendetta e nel rancore dando forza sovrumana al braccio stesso, ma che se assecondato porta rapidamente a un epilogo letale e può essere sconfitto solo dal rigore di una retta condotta.
Nel film non ci sono nette divisioni tra buoni e cattivi ma personaggi più complessi spinti dalla propria indole verso l’armonia o la distruzione, capaci di tradire e di redimersi allo stesso modo a seconda dei sentimenti che essi lasciano prevalere.

I messaggi ecologisti insiti in Principessa Mononoke ne fanno il prototipo perfetto della poetica che anima tutta l’opera del grande Maestro dell’animazione, il monito per la salvaguardia della Natura dall’avidità umana, incapace di una lungimiranza che contempli l’inevitabile estinzione verso cui sta rapidamente viaggiando il genere umano in assenza di azioni concrete per preservare l’ambiente, si accompagna alla speranza sempre viva di una maturazione della coscienza collettiva.
Gli spiriti della Natura rappresentano la sacralità perduta di un habitat capace di guarire chi lo avvicina con rispetto difendendone la tutela, violentato da uomini ottusi dediti solo al profitto che pensano di poter usare la guerra come strumento per riportare la pace.

La splendida partitura originale di Joe Hisaishi, abituale collaboratore di Hayao Miyazaki che ha scritto tutte le colonne sonore dei suoi film da Nausicaä nella valle del vento (1994) fino al recente Si alza il vento (2013) candidato all’Oscar e in arrivo in Italia a settembre, riempie con solenne maestosità i grandi spazi in cui si muove l’azione, tra imponenti montagne e foreste incontaminate.
Principessa Mononoke sarà nei cinema solo per pochi giorni dall’8 al 15 maggio, in concomitanza con la festa del cinema che porterà il prezzo del biglietto a soli 3 €, un motivo in più per andar a vederlo o rivederlo nella sua dimensione naturale su grande schermo.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Il principe Ashitaka e il fedele Yakkul
- La bellezza della Natura negli sfondi del film
- L’agguerrita San, principessa Mononoke figlia dei lupi
- Il demone d’odio nel braccio di Ashitaka / Il grande Dio Cervo / Colui che cammina nella notte / I piccoli Kodama del bosco
- La Signora Eboshi / Le donne della città del ferro ammiratrici di Ashitaka / San e Ashitaka finalmente insieme
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(© 1997 Studio Ghibli / Tokuma Shoten Company / Nippon Television Network / Dentsu)
In copertina:
Il giovane Ashitaka osserva di nascosto la principessa Mononoke tra i lupi
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(© 1997 Studio Ghibli / Tokuma Shoten Company / Nippon Television Network / Dentsu)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Mononoke-hime
- Regia: Hayao Miyazaki
- Con le voci originali di: Yoji Matsuda, Yuriko Ishida, Sumi Shimamoto, Yuko Tanaka, Akihiro Miwa, Hisaya Morishige, Tsuneiko Kamijo, Mitsuko Mori, Kaoru Kobayashi, Masahiko Nishimura, Mitsuru Sato
- Nuova edizione 2014 con le voci italiane di: Lorenzo De Angelis, Joy Saltarelli, Alessandra Cassioli, Ludovica Modugno, Sergio Fiorentini, Angelo Nicotra, Pino Insegno, Valeria Vidali, Gianluca Crisafi
- Sceneggiatura: Hayao Miyazaki da un suo soggetto originale
- Disegno dei personaggi: Hayao Miyazaki
- Supervisione Animazione: Masahi Ando, Kitaro Kosaka, Yoshifumi Kondo
- Fotografia: Atsushi Okui
- Musica: Joe Hisaishi
- Montaggio: Takeshi Seyama
- Scenografia: Nizo Yamamoto, Naoya Tanaka, Yoji Takeshige, Satoshi Kuroda, Kazuo Oga
- Fondali: Noboru Yoshida, Naomi Kasugai, Kyoko Naganawa, Hisae Saito, Ryoko Ina, Sayaka Hirahara, Sadayuki Arai, Kiyomi Ota, Junighi Taniguchi, Masako Osada, Hiroaki Sasaki, Seiki Tamura
- Produzione: Toshio Suzuki per Studio Ghibli
- Genere: Animazione
- Origine: Giappone, 1997
- Durata: 134’ minuti