Des images du présent
perpétué en futur,
les nuages.

(Jacques Roubaud)
1 mac lione foto andrea castrucci
Ancora una volta uno straordinario successo quello che la VII edizione della Biennale Musiques en Scène ha offerto alla città di Lione, immersa anche quest’anno in un vastissimo calendario di eventi legati alla musica contemporanea più varia e originale. È dal 1992 che i principali teatri e musei della città francese, famosa un tempo per il commercio della seta, diventano i luoghi privilegiati per presentare ed esaltare questa manifestazione multiforme, fondata sulla supremazia del sonoro nelle arti.
Un’occasione che si è snodata intorno ai quattro fine settimana di marzo e che ha permesso a tutti gli appassionati, gli esperti e i curiosi di mettere alla prova i cinque sensi e soprattutto di “aprire le orecchie” per godere al massimo del repertorio autentico scelto dalla Biennale e dedicato all’invenzione e al confronto con i massimi esponenti del panorama musicale contemporaneo.
2 heiner goebbels genko-an
Tema principale, le nuvole e il loro esclusivo rapporto con le nuove tecnologie; ospite d’onore, Heiner Goebbels, al quale è stata dedicata la più grande retrospettiva mai organizzata in suo onore in Francia. Artista a 360 gradi, quest’ultimo è senza dubbio una delle personalità più rappresentative di quella tipologia d’arte che si serve in maniera indifferenziata di teatro, musica e arti visive e che ha come cuore artistico la trasversalità legata a un gusto spiccato per tutto ciò che è rappresentato dalla tecnologia moderna.
Heiner Goebbels è portatore di un’arte multisfaccettata, nella quale egli fonde insieme più discipline conosciute utilizzando in maniera quasi figurativa materiali ed esperienze che lui stesso ha vissuto in prima persona.
3 museo des moulages lione
Ma vediamo cosa è successo più nel dettaglio…

Situato di fronte a uno degli ingressi del Parc de la Tête d’Or e fondato nel 1984, il Musée d’art contemporain (MAC) di Lione ha accolto, per tutta la durata della manifestazione e anche oltre, le installazioni sonore e visive di Listen Profoundly, un’esposizione che si presenta come un invito a entrare all’interno di un’esperienza sonora, spaziale e temporale attraverso le particolari creazioni di tre grandi maestri che hanno voluto così stimolare i nostri sensi e la nostra capacità di comprensione.
A inaugurare il tutto XXX, Anecdotes and Drawings (1984) di Morton Feldman, una raccolta di trenta disegni quasi improvvisati, sul tema del “futuro della musica locale”. Segue a poca distanza l’installazione di Heiner Goebbels, Genko-An 69006 (2014): due finestre luminose su fondo nero, una quadrata (fenêtre de confusion) e una rotonda (fenêtre d’éclaircissement), che rievocano il tempio buddista di Genko a Kyoto e che si affacciano sullo stesso giardino. Ma le perturbazioni sensoriali provocate dalla musica sulle loro rispettive forme sono l’occasione, per il compositore, per giocare sul rapporto tra l’esperienza sonora e visiva di uno stesso materiale in due luoghi differenti.
Infine l’ultima sala accoglie le composizioni di Ulf Langheinrich, Music 1 (2005-2014) e Land IV (2008-2014): lavorando sull’illusione numerica, il compositore tedesco ha realizzato alcune registrazioni che sono il risultato dell’infrangersi delle onde sulle rive di Accra, in Ghana, e delle onde che derivano da formule relative a sistemi di calcolo del rumore frattale.
4 teatro les ateliers lione
È poi la volta di un altro spazio cittadino a dir poco suggestivo: il Musée de moulages de l’Université Lumière Lyon 2 ha avuto il piacere di ospitare, tra la moltitudine dei suoi calchi antichi e moderni che ben illustrano l’evoluzione della scultura e degli stili dalla Grecia arcaica ai nostri giorni, il concerto Dual Ritual de l’Ensemble Op. Cit, diretto da Guillaume Bourgogne.
Un gruppo piuttosto variegato e desideroso di confrontarsi, allo stesso tempo, col repertorio della tradizione classica e delle musiche frutto di improvvisazione, il tutto perfettamente iscritto in un ascolto del mondo contemporaneo e dei suoi differenti approcci all’espressione artistica.
Un’ora e venti circa di intenso mélange tra musica jazz, elettronica e tradizionale, da cui emergono in particolar modo le “voci” di due compositori molto diversi, ma a dir poco complementari: Samuel Sighicelli e Emmanuel Scarpa  esplorano, ciascuno alla sua maniera, le possibilità che esistono tra musica scritta e musica improvvisata, e ci offrono la suggestione di una melodia che si articola e si divincola dolcemente tra le opere scolpite in questo luogo quasi dimenticato dalla frenesia della nostra modernità.
5 lione foto andrea castrucci
Ma il momento sicuramente più rappresentativo e incisivo di tutta la Biennale è stato l’ultimo giorno, sabato 29 marzo, denominato non a caso Journée Cumulus. Concepita come una passeggiata sulle rive della Saona (uno dei due fiumi di Lione insieme al Rodano) ed estesa per tutto l’arco della giornata, questa particolare “journée” è un insieme di proposte musicali per tutti i gusti e tutte le età, alle quali si può accedere con un unico biglietto.
Un modo meno formale, più conviviale e festivo di far scoprire gli artisti e le loro opere anche alle famiglie e ai semplici curiosi, con una moltitudine di creazioni, improvvisazioni, performance di teatro musicale e danza che trovano spazio in un ambiente rilassato e privo di complessità. La Journée Cumulus sceglie di abbattere le barriere tra le generazioni per favorire così l’incontro tra gli artisti della creazione contemporanea e il loro amatissimo pubblico.
6 lione chiesa di saint-vincent foto andrea castrucci
Il Théâtre Les Ateliers è uno degli spazi scelti per omaggiare questo giorno conclusivo: luogo di creazione, condivisione e innovazione, questo piccolo teatro sorge nel sito che prima apparteneva alla cappella del convento degli Antonini. Luogo atipico ed estremamente carico di fascino è oggi al servizio delle scritture contemporanee che interrogano il mondo nel quale viviamo e promuovono una riflessione di qualità. L’ambiente raccolto e la forte carica emotiva che già le sue mura sprigionano hanno fatto sì che il teatro sia stato selezionato per la rappresentazione di alcune delle messinscene proposte dalla Biennale.
Tra queste, Visages ha catturato tutta la nostra attenzione. Scritto da Quentin Dubois e interpretato dai sei percussionisti de l’Ensemble Tactus, Visages si presenta ai nostri occhi come un gioco ritmico che coinvolge le espressioni del volto. Quest’ultimo è, infatti, lo strumento principale sul quale si alternano e si susseguono senza sosta le espressioni umane che in questo caso fungono da note musicali, alle quali si aggiungono giochi sonori e movimenti che creano una vera e propria performance teatrale tra gli interpreti della pièce. Un incredibile spettacolo di teatro musicale, fatto di suoni, voci inattese e colori cangianti, quali ingredienti di un unico prodotto che ancora una volta mette al centro il valore del connubio tra diverse arti e discipline.
7 murmures lione foto andrea castrucci
Chiuso il sipario è già il momento di ripartire alla scoperta di qualcosa di completamente diverso, ma altrettanto suggestivo.
Questa volta lo spettacolo non si svolge sulla terraferma, bensì su un battello che ospita un piccolo concerto della durata di una breve escursione sulle acque della Saona. Pierre Badaroux e Laurent Sellier danno vita alla rappresentazione di Temps Variable(s), che fonde strumenti, suoni elettronici e voci parlate con l’obiettivo di sensibilizzare l’ascoltatore sul tema dell’ecologia. Un viaggio onirico e surreale, fatto di oggetti e suoni trasformati, che segue l’andamento del battello sull’acqua e si sviluppa in quest’antro marinaresco in cui l’adulto ritorna bambino, immergendosi in un mare di palline colorate che senza dubbio fanno da contrappeso alla serietà dell’argomento proposto.
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Gettiamo le ancore, zaino in spalla pronti a raggiungere la prossima tappa. Sempre sulle rive della Saona, si staglia quasi invisibile, incastrata tra altri edifici, l’Église Saint-Vincent, una chiesa che stupisce per l’uniformità e la purezza dello stile. Un monumento completato agli albori della Rivoluzione e in cui luce, equilibrio e semplicità delle forme costituiscono il richiamo a quel bello assoluto tipico dell’antichità classica. Un altro luogo ideale per accogliere un nuovo stimolo musicale, Murmures: un concerto composto da diversi momenti, diversi musicisti e altrettante melodie; un programma che mette in scena le relazioni di prossimità e di distanza, di interiorità ed esteriorità e che mira a instaurare un vero e proprio dialogo tra gli strumenti e l’architettura innovatrice del luogo.
9 lione teatro croix-rousse
La sera si sta avvicinando, ma prima di concludere è un altro museo ad aspettarci. Monumento storico situato nella città vecchia, il Musée Gadagne comprende il Musée d’histoire de Lyon e il Musée des marionnettes du monde.
Collocato all’interno de l’Hôtel Gadagne, il museo deve il suo nome alla ricca famiglia fiorentina presente a Lione dall’inizio del XV secolo. Questa volta lo spettacolo è a dir poco affascinante e le parole non bastano a descriverlo: performance musicale e visiva, Miroirs Distants costituisce il prolungamento dell’installazione Jardin des Songes e, attraverso internet, mette in connessione due flautiste, una a Lione (Camilla Hoitenga) e l’altra al Miller Theater di New York (Margaret Lancaster), che suonano insieme attraversando i paesaggi onirici e virtuali generati dall’installazione.
In entrambe le scene è collocato un grande schermo/specchio verticale: una di fronte all’altra le due musiciste comunicano grazie all’immagine e alla musica ed eseguono uno spartito sovrapposto all’immagine e solo in parte prestabilito in funzione dell’interpretazione e dei movimenti delle due donne nello spazio. Gli spettatori, da una parte e dall’altra dell’Atlantico, assistono stupiti a questa singolare esibizione fino a scoprire ben presto come i due discorsi musicali si intreccino e si amalgamino in un’unica fascinosa melodia.
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La giornata volge al termine e per chiudere le fila di questa staffetta culturale e musicale la Biennale invita i suoi fedeli seguaci a spostarsi al Théâtre de la Croix-Rousse, luogo scelto per l’attesissimo finale della manifestazione Musiques en Scène. Situato nel 4 arrondissement di Lione e costruito a partire dalla fine del 1920, il teatro nasce con lo slogan “Ouverture d’un théâtre, théâtre d’ouverture” e si propone di difendere e sostenere il lavoro di artisti provenienti da orizzonti molto diversi, grazie a una programmazione stagionale sempre piuttosto eclettica e curiosa. Un concerto sapientemente costruito e articolato, quello che segna la conclusione della Biennale 2014. Un programma che prevede quattro maniere uniche di far suonare l’orchestra: Samuel Sighicelli (Troubled Gardens), Thomas Adès (In Seven Days), Jonathan Harvey (Body Mandala) e Heiner Goebbels (Surrogate) ci conducono per mano in un armonico viaggio che, attraverso grandi arcate sonore, vanta un audace slancio di modernità e invita ancora una volta ad apprezzare un genere, figlio di miscugli stilistici. La dolcezza della musica non è però fine a se stessa: dietro melodie e note perfettamente eseguite si celano tematiche forti e attualissime, come la denuncia della società consumista, davanti alle quali anche gli strumenti sembrano impazzire e inseguirsi in una frenetica corsa dal ritmo serrato ma che finisce con lo sfumare lentamente nel silenzio.
11 morton feldman ulf langheinrich
Ma non è tutto: dopo tanta maestria è la volta del pubblico, al quale viene affidata la chiusura definitiva dello spettacolo. Guidati dal compositore e improvvisatore Xavier Garcia gli spettatori sono invitati a prendere i loro cellulari e a diventare i protagonisti assoluti della parte finale del concerto. Grazie a delle semplici applicazioni (in precedenza scaricate) ognuno può prendere parte alla creazione di una simpatica sinfonia, appositamente creata per far suonare i nostri cari smartphone.
L’originalità del progetto sta nel far partecipare il pubblico a una creazione musicale istantanea, senza che siano necessarie competenze specifiche di alcun tipo. Diventando attori di una pièce musicale, gli spettatori provano per un momento la sensazione e l’emozione di essere dei veri musicisti d’orchestra e, nel passaggio dall’ascolto passivo all’azione vera e propria, hanno  la possibilità di fare un’esperienza indimenticabile, grazie a un nuovo modo di vivere e di percepire la materia musicale.
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Manifestazione unica nel suo genere, la Biennale si rivolge agli spettatori offrendo loro una grande varietà di forme e una straordinaria ricchezza di contenuti. Un evento che ogni volta chiama a collaborare le forme d’arte più diverse e variegate. Un momento per stare con se stessi o in compagnia, per riflettere ed emozionarsi e, perché no, cogliere l’occasione per visitare la splendida Lione e la sua secolare magia tra i due fiumi.


Titolo evento

Biennale Musiques en Scène 2014 Sito web:http://www.bmes-lyon.fr/