Quale modo migliore per celebrare Michelangelo se non ricordando uno dei suoi più celebri rivali?

Per i centocinquant’anni dalla morte del Buonarroti, il Museo Nazionale del Bargello, all’interno delle manifestazioni promosse per Un anno ad Arte 2014, presenta la mostra Baccio Bandinelli- scultore e maestro (1493-1560), visibile fino al prossimo 13 luglio.
1 baccio bandinelli leda e il cigno
Una mostra ricolma di scoperte e sorprese
– ha dichiarato la Soprintendente Cristina Acidini- che riposiziona il cavalier Bandinelli nella costellazione dei massimi scultori della straordinaria Firenze del Cinquecento.

L’esposizione racconta, attraverso le opere, note ed inedite, l’intera vita e carriera di Baccio, artista dal temperamento irruento , sfrontato e competitivo, ma allo stesso tempo universale artefice– come scrive Vasari nella biografia dello scultore, in merito alla sua versatilità in tutte le arti– terribile di lingua e d’ingegno.
2 baccio bandinelli flagellazione
    Il percorso si divide in tre sezioni. La prima parte vuole raccontare il contesto in cui Baccio si formò. Volutamente allestita nella Sala di Michelangelo, le opere esposte mostrano i maestri di Baccio, Michelangelo e Rustici, i suoi coetanei, Jacopo Sansovino, il Tribolo e Cellini, suo nemico giurato, i suoi allievi Vincenzo De Rossi e Bartolomeo Ammannati, e il suo successore Giambologna.

La riflessione che nasce dal confronto di queste opere con il corpus bandinelliano esposto, deve indurre il visitatore a riflettere sulle influenze subite e date dal Bandinelli. Il Bacco, il Tondo Pitti e il Bruto di Michelangelo, infatti, non incisero solo nell’arte di Baccio, ma anche nella sua intera vita, tesa al raggiungimento del sommo scultore.

     Proprio l’amore-odio con il Buonarroti è alla base del suo primo dipinto, unico ad esserci giunto, la Leda,  nato dalla volontà di dimostrare di saper padroneggiare tutte le arti, dopo esser stato accusato, da Michelangelo stesso, di non saper usare i colori.
3 baccio bandinelli studio di due teste virili
Il dipinto, che, effettivamente stabilì le scarse velleità del Bandinelli verso la pittura, indirizzò l’artista verso la scultura, consacrandolo fra i più eccellenti maestri in quell’arte.

Tuttavia i bellissimi disegni, quasi tutti inediti, presenti nella mostra all’interno della seconda sezione, ci rivelano la sua straordinaria abilità grafica, tale da superare pittori, a lui coetanei, del calibro di Pontormo e Rosso Fiorentino.

     A partire dagli anni Venti del Cinquecento, egli ricevette prestigiose commissioni dal re di Francia e dalla corte papale di Leone X e Clemente VII, i papi Medici suoi protettori e mecenati.
4 baccio bandinelli busto di cosimo i
Nel 1530, finalmente, riuscì ad ottenere la commissione dell’Ercole e Caco, da affiancare al David di Michelangelo in Piazza della Signoria. Tuttavia, l’opera non ottenne il risultato sperato da Baccio, ovvero quello di superare il suo maestro.

Il gruppo venne pesantemente sbeffeggiato dai suoi colleghi. Su tutte spicca la descrizione fornita dal rivale Cellini il quale disse: Se gli tolgono i capelli non gli rimane testa sufficiente per un cervellino […] e il corpo sembra un saccaccio di poponi appoggiato a un muro!”

     Nonostante questa sconfitta morale, Baccio ricevette  altri due importanti incarichi: gli arredi scultorei della Sala dell’Udienza di Palazzo Vecchio, e del Coro della Cattedrale
5 baccio bandinelli e giovanni bandini figure profeti e santi
Questi ultimi sono stati ricostruiti per l’occasione, attraverso un particolare allestimento, che ricorda come doveva essere la loro collocazione originale, all’interno di Santa Maria del Fiore.

     Il percorso espositivo termina con la rievocazione della “stanza” di Palazzo Vecchio, dove il Bacco di Bandinelli, torna nuovamente a confrontarsi con il DavidApollo di Michelangelo, con il Bacco di Sansovino, e con il Ganimede di Cellini .

     La mostra vuol dare un’immagine completa di Baccio Bandinelli– ha dichiarato Beatrice Paolozzi Strozzzi, direttrice del Bargello e curatrice della mostra- non solo quella di uomo competitivo e perfido, ma anche di artista di straordinaria versatilità e talento.
6 baccio bandinelli autoritratto
Non va inoltre dimenticato
– ha aggiunto Detlef Heikamp, altro curatore della mostra- che Baccio fu  il fondatore dell’Accademia a Roma, dimostrandosi artefice sensibile e attenta ai nuovi potenziali talenti.

     Un’esposizione, quindi, interessante, basata su nuove ricerche scientifiche, che rivelano, altri importanti aspetti, certamente poco noti al grande pubblico, sull’arte, in particolare la scultura, del Cinquecento.

 

 


Titolo evento

Baccio Bandinelli scultore e maestro Data fine:13 July, 2014 Sito web:http://www.unannoadarte.it/bacciobandinelli/index.html