Le quote rose sono una realtà nella legge elettorale, sono una linea guida obbligata nella nomina dei vertici dei Consigli di Amministrazione… non sono ancora state istituite nello sport..
Sportivamente “siamo diversi” per ragioni fisiologiche prima che culturali.

Per quanto concerne l’altezza la statura media della donna è inferiore rispetto a quella degli uomini. Al tempo stesso, considerando il rapporto tra le varie parti del corpo in riferimento all’altezza, mediamente la donna ha gli arti superiori più corti, con un deficit evidente nelle prestazioni nelle quali le braccia fungono da leve. Inoltre con lo sviluppo la donna acquista un centro di gravità del corpo più basso rispetto a quello dell’uomo: in quella si sviluppano le cosce e si allarga il bacino, in questo si evidenzia un accrescimento nelle spalle e nel torso. Ciò consente alle donne un maggiore equilibrio ed agli uomini velocità e forza.

Allo stesso tempo, le donne hanno un peso corporeo inferiore e, in media, una percentuale di massa grassa superiore. Inoltre mentre il tessuto muscolare degli uomini è di circa il 45%, nelle donne risulta essere inferiore al 40%; diversa è anche la disposizione della massa muscolare: nelle donne la massa muscolare è maggiormente disposta sulla parte inferiore del corpo.

Tutto questo giustifica le migliori prestazioni sportive di un uomo rispetto ad una donna: un uomo correrà più velocemente in 100 metri, avrà una prima di servizio più potente, eseguirà un allungo più importante, salterà più in alto… farà tutto più velocemente e con più potenza. Ma lo spettacolo?
Lo sport a livello professionistico è uno spettacolo per gli spettatori. Ed allora è di minore intrigo assistere alla finale del giro di pista in gonnella, è meno appassionante la finale femminile degli US Open, una partita di pallavolo giocata da dodici donne è tecnicamente inferiore quanto a soluzioni di attacco? Forse… di sicuro gli organizzatori nello stabilire i premi in denaro e gli sponsor rispondono positivamente alla domanda: e la differenza è evidente. Forse per gli spettatori lo spettacolo è inferiore?
Ma in realtà nel gioco in sé e per sé vi è così tanta differenza? Forse che sì forse che no…
“Forse” rispondeva la donna quasi protendendo il sorriso contro il vento eroico della rapidità, nel battito del suo gran velo ora grigio ora argentino come i salici della pianura fuggente”
“Vi prendete gioco di me?”
“Tutto è gioco”.