Il 25 febbraio 2004 iniziava il suo percorso sugli schermi di tutto il mondo La passione di Cristo di Mel Gibson, in Italia arrivò il 7 aprile 2004 mercoledì prima di Pasqua, un film che l’autore di Braveheart aveva a lungo cullato nella sua testa per oltre quindici anni.
Il progetto era considerato ad alto rischio per la scelta di usare due lingue ‘morte’ come l’aramaico e il latino, addirittura in principio non erano previsti neppure sottotitoli perché fosse la potenza delle immagini a parlare da sola, ma le sequenze in cui Ponzio Pilato esprimeva i suoi pensieri alla moglie Claudia ne imposero la necessità.
L’imprevedibile successo che ottenne invece contro ogni previsione, soprattutto negli Stati Uniti dove era stato attaccato da più parti ancor prima che ne fosse completata la realizzazione, ha rilanciato a Hollywood il genere biblico che ancora oggi dopo dieci anni produce titoli come Noah di Darren Aranofsky appena distribuito anche in Italia, Son of God di Christopher Spencer che ha incassato più di cinquanta milioni di dollari in appena due settimane o Exodus di Ridley Scott, di prossima uscita, con Christian Bale nel ruolo di Mosé.

Partendo dalla notte nell’orto del Getsèmani, in cui Gesù accetta l’amaro calice del suo destino e viene arrestato per esser condotto davanti al Sinedrio, fino alla crocifissione sul Golgota e la successiva resurrezione, il film racconta il calvario del Cristo attenendosi scrupolosamente al racconto dei Vangeli e concedendosi solo qua e là piccole licenze, come l’inserimento di una battuta pronunciata dal Messia presa in realtà dal Libro dell’Apocalisse.1
La messa in scena è forte e coinvolgente, molto carnale com’è nello stile di Mel Gibson, con quasi venti minuti d’insostenibile flagellazione, ricca di spunti interessanti come la perversa maternità, incarnazione del Male con Satana e il suo bambino deforme nascosti tra la folla, o il gesto di tracciare un solco sul terreno nel flashback della lapidazione, ma non priva di eccessi come la scena in cui Gesù cade da un ponte in catene restando appeso sotto gli occhi di Giuda a premonizione della sua triste fine.

L’uso sapiente di ogni mezzo tecnico a disposizione, dal trucco agli effetti speciali meccanici e digitali, dal sonoro al montaggio, restituisce il vero e proprio massacro a cui il Cristo fu sottoposto lungo tutta la via crucis con un realismo inedito, rispetto all’iconografia che mostra sempre un corpo pulito dalla copiosità di sangue che lo ricopre nel film, rendendo la visione ancor più disturbante.
Su una colonna sonora fatta di musica e salmi cantati in aramaico, il figlio di Dio diventa emblema universale di tutti i sofferenti che, consapevoli davanti all’approssimarsi della fine, trovano la forza di abbandonarsi al trascendente superando ogni paura umana della morte e scivolando nell’abbraccio con l’eterno.

Jim Caviezel nel ruolo principale ha affrontato stoicamente difficoltà e autentico dolore, quando in una delle cadute sulla via del Calvario la croce gli è caduta addosso davvero facendogli sanguinare la bocca o quando in pieno inverno si è trovato nudo esposto a un vento gelido e attaccato alla croce, sopportando le forti emicranie provocate dalla corona di spine, senza contare le lunghe sessioni di trucco che riguardando spesso l’intera superficie del suo corpo sono arrivate a durare anche dieci ore.
La passione di Cristo pur essendo una produzione americana ha un’anima fortemente italiana, non solo per esser stato girato tra i Sassi di Matera2 e gli stabilimenti romani di Cinecittà, ma anche per la presenza dello scenografo Francesco Frigeri, del costumista Maurizio Millenotti e di molti attori del nostro Cinema nel cast artistico internazionale.

Monica Bellucci nel ruolo della Maddalena è l’unico nome noto a livello mondiale, Mel Gibson non voleva star nel suo film ma ha pensato a lei fin dall’inizio e ha dovuto arrendersi a questa evidenza.
Tra i molti altri italiani Claudia Gerini è la moglie di Pilato, Sergio Rubini il ladrone pentito, Francesco De Vito è Pietro, Luca Lionello è Giuda, Mattia Sbragia è il sommo sacerdote Caifa, Rosalinda Celentano nel ruolo di Satana è un’affascinante incarnazione del Male e anche Christo Jivkov nella parte di Giovanni apostolo, per quanto di nazionalità bulgara, può esser considerato italiano d’adozione avendo un’avviata carriera in Italia che l’ha visto protagonista di film come Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi o In memoria di me di Saverio Costanzo.

Mel Gibson e il suo direttore della fotografia Caleb Deschanel hanno dato a La passione di Cristo la magia di un’atmosfera che sottolinea lo svolgersi di eventi determinanti per la Storia dell’umanità, attingendo a secoli di rappresentazioni pittoriche hanno creato immagini indimenticabili ispirate a capolavori della storia dell’Arte.
Nella sequenza iniziale dell’arresto di Gesù alla luce delle fiaccole o in quella che rievoca l’eucarestia dell’ultima cena è tangibile la presenza dell’opera di Caravaggio e la sequenza finale con la deposizione dalla croce è, per stessa ammissione del regista, un’esplicita citazione della Pietà di William-Adolphe Bouguereau, dipinta nel 1876, con la Madonna che guarda verso il pubblico in una composta espressione del suo dolore che appare ultraterrena.

Cinema e televisione non smetteranno mai di raccontare il sacrificio del figlio di Dio per l’umanità intera, ma la versione realizzata da Mel Gibson resta qualcosa difficilmente eguagliabile per impatto emotivo, grazie a una regia che catapulta lo spettatore dentro l’azione e alla scelta azzardata della lingua antica che crea l’illusione di tornare indietro nel tempo, spettatori ‘in diretta’ degli eventi descritti dalle Sacre Scritture.
Dettagli
NOTE
1 Quando Maria vede cadere suo figlio sotto il peso della croce, lui rialzandosi le tocca il viso dicendo: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose.” [Ap. 21,5]
2 Già Pier Paolo Pasolini nel 1964 aveva girato a Matera il suo film Il Vangelo secondo Matteo.
SCHEDA FILM
- Titolo originale: The passion of the Christ
- Regia: Mel Gibson
- Con: Jim Caviezel, Maia Morgenstern, Christo Jivkov, Francesco De Vito, Monica Bellucci, Mattia Sbragia, Toni Bertorelli, Luca Lionello, Hristo Naumov Shopov, Claudia Gerini, Fabio Sartor, Giacinto Ferro, Olek Mincer, Sergio Rubini, Roberto Bestazzoni, Francesco Cabras, Giovanni Capalbo, Rosalinda Celentano, Emilio De Marchi, Lello Giulivo, Abel Jafry, Jarreth Merz, Matt Patresi, Roberto Visconti, Sabrina Impacciatore, Luca De Dominicis, Davide Marotta
- Sceneggiatura: Benedict Fitzgerald, Mel Gibson
- Fotografia: Caleb Deschanel
- Musica: John Debney
- Montaggio: John Wright
- Scenografia: Francesco Frigeri
- Costumi: Maurizio Millenotti
- Produzione: Mel Gibson, Bruce Davey e Stephen Mc Eveety per Icon Productions
- Genere: Biblico
- Origine: USA, 2004
- Durata: 121’ minuti