Da giovane non brilla in matematica e scienze ma ama il disegno e le sue opere sono care agli scienziati perché grazie all’influenza del padre ingegnere interpreta concetti scientifici e utilizza geometrie distorte. Vuole testimoniare l’ordine del mondo e aborre il caos ma con i suoi soggetti si prende gioco delle nostre più solide e incrollabili certezze, si diverte con la gravità e mescola i piani con i solidi, riuscendo ad affascinare gli intellettuali ma anche la gente comune. Si tratta di Maurits Cornelis Escher, incisore olandese del primo ‘900. A lui è dedicata l’antologica che si svolge presso un’antica fabbrica della seta piemontese, il Filatoio di Caraglio.
Maurits cornelis escher
Le opere di Escher sono così giocose e attraenti da imperversare su francobolli, biglietti augurali, fumetti e copertine di dischi pop, realizzando così inconsapevolmente le intenzioni degli artisti della Sezessionstil, fautori dell’arte applicata. La minuziosità delle immagini rappresentate ricorda le architetture delle tavole incise da Giovan Battista Piranesi ma gli spazi di Escher tendono verso le opere delle avanguardie cubiste, futuriste e surrealiste e sono visionari, assurdi, paradossali.
Escher, Vincolo d
Se inizialmente l’artista incentra le sue composizioni sull’osservazione del visibile e sulle architetture in particolare, stimolato dai viaggi in Italia e Spagna, successivamente volge il suo sguardo verso visioni più soggettive, che si concretizzano in ambienti e dimensioni stranianti, in cui ciò che è posto sopra potrebbe essere posto sotto, o a destra o a sinistra, come in Relatività, ove spazi fantasiosi e incomprensibili sconvolgono le logiche gravitazionali; ancora più curioso il gioco degli spazi capovolti di Su e giù, dove un marciapiede diviene tetto e dove lo spettatore può guardare la stessa scena dall’alto e dal basso, simultaneamente.
Escher, Su e giù, luglio 1947,
In Giorno e notte I convivono due visioni in bianco e nero, speculari ma dai colori invertiti, percorse da uccelli (l’elemento naturale, animale o vegetale, compare spesso nelle opere di Escher) che mutano gradualmente nei quadrati della pianta a scacchiera del paesaggio sottostante e determinano i giochi ottici che tanto caratterizzano l’attività artistica dell’incisore e rappresentano il frutto degli studi sulla percezione delle ricerche gestaltiche; tali effetti ispirano anche l’op-art di Victor Vasarely, mentre per l’utilizzo della geometria solida nell’arte l’influsso di Escher è evidente negli icosaedri di Lucio Saffaro.
Escher, Giorno e notte, 1938,
In alcune opere vengono affrontati anche problemi topologici, attraverso la proposizione del Nastro di Möbius, curiosa superficie con un solo bordo e un solo lato, simile alla buccia di un frutto che diviene nastro di pelle umana in Buccia e Vincolo d’unione ed è percorso da formiche in Nastro di Moebius II.
Escher utilizza dunque concetti logici, matematici e scientifici, come quelli del tempo, dello spazio e dell’infinito, per costruire rappresentazioni ingegnose ed enigmatiche che con inversioni prospettiche, processi ricorsivi, giochi ottici, spazi tassellati, incuriosiscono chiunque, appassionatamente.
 


Titolo evento

L’enigma Escher – Paradossi grafici tra arte e geometria Data fine:29 June, 2014 Sito web:http://www.marcovaldo.it/pagine/ita/dettaglio_evento.lasso?id=4F26D874053422127CNwD2F627BA


Dettagli

IN COPERTINA
M.C.Escher, Vincolo d’unione, 1956, litografia

DIDASCALIE IMMAGINI
Maurits Cornelis Escher
M.C.Escher, Vincolo d’unione, 1956, litografia
M.C.Escher, Su e giù, 1947, Litografia in colore marrone
M.C.Escher, Giorno e notte I, 1938, xilografia

Courtesy Associazione culturale Marcovaldo

Luogo: Filatoio di Caraglio (Cn)

Orari: giovedì – sabato 14.30-19.00
domenica e festività infrasettimanali 10.00-19.00