Cari Amici.
Quando ci troviamo a mettere in avanti le lancette dell’orologio per ‘l’ora legale vuol dire che la primavera è arrivata e la luce aumenterà, gradualmente, illuminando le nostre giornate.
Sfogliando le notizie battute dalle agenzie stampa, nonostante il primo di aprile e la tradizione del “pesce” induca allo scherzo, viene da chiedersi dove stiamo andando noi taliani se a Napoli si arriva ad apporre manifesti funebri dell’improvvisa “morte” del SIndaco.
In un Paese dove la disoccupazione ha superato il tredici per cento della forza lavoro attiva, ai clienti di prostitute bambine basta patteggiare con quarantamila euro di pena pecuniaria sostitutiva e che i debiti della Pubblica Amministrazione vengono pagati dopo duecento giorni, con punte a mille e trecento (vuol dire c’è ancora chi, dopo tre anni e mezzo dall’emissione della fattura, deve ancora incassare forniture di beni o servizi), tutto è tollerato e tollerabile basta non ci tocchi in prima persona.
In questa desolata realtà, la cultura resta una pausa di luce e ossigeno.
Firenze, 1° aprile 2014