Tucker un uomo e il suo sogno 1Venticinque anni fa Francis Ford Coppola rendeva omaggio allo spirito indomito di un grande sognatore raccontando l’importanza di battersi per un idea anche contro forze potenti che in quell’idea vedevano una minaccia ai propri interessi, con Tucker – Un uomo e il suo sogno ha fatto conoscere al mondo la figura di Preston Tucker, un inguaribile ottimista il cui nome ancora oggi è sinonimo di coraggio e sfida a ogni limite.

Nel 1946 Tucker, inventore di tecnologie avanzate che realizzava in modo artigianale nel granaio accanto a casa, decise di entrare nel mondo dell’industria automobilistica creando un’auto più sicura per gli standard di allora, dotata di vetri infrangibili, cinture di sicurezza, freni a disco e tutta una serie di accessori che oggi sono scontati nell’equipaggiamento di serie di tutti i veicoli a quattro ruote.
Idealista, precursore sui tempi, dovette lottare contro i sabotaggi delle grandi case automobilistiche di Detroit, mai nominate direttamente nel film ma evocate come “le tre grandi” sono Ford, Chrysler e General Motors, che con l’aiuto di politici conniventi tentarono di neutralizzare la Tucker Motor Company attaccando personalmente il suo fondatore e trascinandolo in tribunale con false accuse.
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Elegante e bellissimo anche da un punto di vista formale grazie soprattutto alla fotografia di Vittorio Storaro, Tucker – Un uomo e il suo sogno è un film appassionante e ricco di atmosfera, con la luce spesso dorata del tramonto a illuminare la battaglia di un uomo mai vinto, caparbiamente impegnato a realizzare i propri sogni contro ogni avversità.
In questo aspetto è facile riscontrare analogie col percorso artistico del regista Francis Ford Coppola che ha sfidato l’establishment hollywoodiano creando dal nulla a San Francisco la sua produzione indipendente American Zoetrope insieme all’amico George Lucas.
Dopo il successo del capolavoro Apocalypse Now, completato a prezzo di aspre difficoltà, ha dovuto affrontare il dissesto finanziario seguito alla realizzazione di Un sogno lungo un giorno che lo ha portato sull’orlo della bancarotta.
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Rivedere Tucker – Un uomo e il suo sogno e pensare che è stato realizzato in un’epoca lontana dalle manipolazioni digitali di oggi, rende evidente la continua ricerca di soluzioni visive innovative che Coppola ha sempre portato avanti nell’arco di tutta la sua lunga carriera.
Proprio le difficoltà economiche che lo hanno indotto a firmare progetti su commissione poco amati hanno spento il suo entusiasmo per la sperimentazione e causato lo stop di un’intera decade in cui non ha diretto alcun film, fino al ritorno con progetti a budget ridotto che hanno riacceso la sua creatività e ci hanno regalato un gioiello come Un’altra giovinezza, più i successivi Segreti di famiglia e Twixt, ancora inedito in Italia.
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Jeff Bridges nel ruolo principale risulta perfetto nel restituirne l’entusiasmo, negli abiti firmati dalla nostra Milena Canonero incarna la carica positiva di un uomo libero da condizionamenti, fedele solo ai suoi ideali e immune a ogni pregiudizio; mentre negli Stati Uniti in guerra col Giappone tutti i cittadini di origine asiatica erano rinchiusi in campi di prigionia, Tucker aveva l’ardire di tenere un ingegnere giapponese nella sua impresa.
Pur raccontando eventi anche drammatici per i protagonisti il film inizia con un ritmo frizzante da commedia e mantiene un tono allegro che ben si sposa con l’esuberanza indistruttibile di Tucker, sempre positivo e quindi vincente anche nella sconfitta.
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L’arringa finale che lo stesso imputato pronuncia a sua difesa nell’aula del tribunale, in cui con una punta di retorica fa appello a vecchio buon senso del popolo americano, evidenzia il conflitto tra l’immagine del Paese dalle mille opportunità che i cittadini degli Stati Uniti amano avere di sé e la brutale realtà di una società regolata dal denaro, dove chi detiene il potere non ha scrupoli a schiacciare chiunque sia identificato come ostacolo al profitto.
A quell’idea mitologica dell’America come terra di pace e libertà, in gran parte alimentata dal Cinema di Frank Capra e dagli eroi che lo abitano ma mai realmente esistita con tale leggendaria purezza, fa riferimento più volte il film di Coppola citando il collega fin dalla scena iniziale in cui Joan Allen, nel ruolo della moglie di Tucker, mima scherzando il famoso autostop di Clodette Colbert in Accadde una notte.
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L’immagine dell’idealista Preston Tucker grazie al film di Francis Ford Coppola è giunta fino a noi come sinonimo d’integrità e coraggio nell’affrontare sfide impossibili.
Non a caso la Tucker Distribuzione, compagnia indipendente nata pochi anni fa con il sogno di portare sui nostri schermi opere di qualità perseguendo un’idea di cultura che vada oltre il mero guadagno, ha un’automobile nel suo logo.



Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Tucker – A man and his dream
  • Regia: Francis Ford Coppola
  • Con: Jeff Bridges, Joan Allen, Martin Landau, Frederic Forrest, Mako, Elias Koreas, Christian Slater, Nina Siemaszko, Anders Johnson, Corkey Nemec, Marshall Bell, Jay O. Saunders, Peter Donar, Lloyd Bridges, Don Novello, Patti Austin, Sandy Bull, Joseph Miksk, Scott Beach, Roland Scrivner, Dean Stockwell, Bob Safford, Larry Menkin, Ron Close, Joe Flood
  • Sceneggiatura: Arnold Schulman, David Seidler
  • Fotografia: Vittorio Storaro
  • Musica: Joe Jackson
  • Montaggio: Priscilla Ned
  • Scenografia: Dean Tavoularis
  • Costumi: Milena Canonero
  • Produzione: Fred Roos e Fred Fuchs in associazione con Teri Fettis per Lucasfilm
  • Genere: Idealista
  • Origine: USA, 1988
  • Durata: 110’ minuti