Al Museo Marca di Catanzaro, centro di arte contemporanea dal 2008, sono in mostra cinquanta opere di Agostino Bonalumi, celebre artista del secondo dopoguerra, da poco scomparso. Esse si collocano tra l’arte informale e le sperimentazioni più ardite del 2009.

Le prime opere, come Fenomeno, ricordano la ricerca materica che in Alberto Burri si dispiega in rozze tele di sacchi e plastiche combuste.
Lo spazialista Lucio Fontana scriveva che le sue figure “pare abbandonino il piano e continuino nello spazio”: accade anche in alcune opere di Agostino Bonalumi, nonostante la nuova dimensione spaziale non sia ricercata tramite buchi e tagli, bensì con le estroflessioni, come in Giallo. E’ il risultato dei contatti con lo studio milanese di Enrico Baj, ove tra molti artisti operavano Fontana, Piero Manzoni ed Enrico Castellani, che rifuggivano dall’espressionismo sino a sconfinare nell’impersonale e risolvevano la pittura in oggetto volgendo le due dimensioni dell’opera in aspetti e forme tridimensionali, costruite o alluse.

Nella fattispecie Manzoni e Castellani estroflettevano tele monocrome generando effetti alternati di luce e ombra. E se volessimo spalancare i taglienti anfratti di Fontana per oltrepassare la bidimensionalità del supporto, in Bonalumi è il supporto stesso che gonfia, preme, tende e prorompe turgido dall’interno, verso lo spettatore.

Gradualmente nelle opere di Bonalumi l’essenzialità e l’equilibrio formale si fanno rigorosi come i segni di un pittore zen, ma qui a parlare non è la pittura, bensì la materia, in rappresentazioni pure e autoreferenziali come gli Achromes di Piero Manzoni. In Rosso, ad esempio, la tela si estroflette in un corpo plastico e panciuto con un ombelico al centro; la superficie vinilica è perfetta e levigata, ad eccezione di due scalfiture collocate lungo il medesimo asse verticale della pancia-bottone. Lo stesso motivo è reiterato in Bianco e marrone, ove la diagonale dei bottoni-pancia fa pensare alla combinazione vincente del gioco del tris. E notiamo ancora la simmetria compositiva dei rilievi in Blu, che ricorda i volumi di un materasso gonfiabile.

Ad una lettura fantastica le opere dell’”alfabeto bonalumiano”, così come Gillo Dorfles ha definito il percorso di Bonalumi, possono essere associati a oggetti del mondo, ma occorre non dimenticare la loro natura metalinguistica, peculiare di tanta arte contemporanea.

Titolo evento
Agostino Bonalumi Data fine:31 May, 2014 Sito web:http://www.museomarca.info/categorie.php?liv=3&padre=4&set=0
Dettagli
Orari: da martedì a domenica 9.30-13; 16-20.30;
chiuso lunedì