Spesso è volentieri quando sentiamo parlare di medicina alternativa, il collegamento a santoni addobbati a festa che infarciscono di miti e leggende i tentativi di proporre qualcosa di alternativo alla medicina occidentale è immediato.
Se per un momento cancellassimo dalla nostra mente un immaginario frutto di un impasto ben riuscito di banalità e ignoranza, riusciremmo a trovare lo spazio per accettare l’esistenza di tecniche mediche frutto di millenni di storia, come la medicina tradizionale cinese.
Agopuntura 1
In particolare, si deve all’Imperatore Giallo (Huang Di) la stesura del testo fondamentale di tutta la Medicina Cinese il Nei Jing, a sua volta diviso in Su Wen (Domande semplici – 81 capitoli) e Ling Shu (Perno Spirituale – 81 capitoli); si tratta certamente di un’opera straordinaria, scritta a più mani e, probabilmente, nell’arco di non meno di 500 anni.
E’ solo nel primo dopoguerra che nei paesi occidentali comincia una reale conoscenza della medicina cinese che si approfondisce ulteriormente nel secondo dopoguerra, esplodendo poi negli anni’70 in concomitanza con la fine del periodo della Rivoluzione Culturale e il riallacciarsi dei rapporti tra Cina ed Occidente.
Agopuntura 2
Ma parliamo dell’agopuntura in particolare. Una delle prime domande che viene in mente è connessa alla scoperta dei punti precisi in cui agire, dei meridiani che ne sono parte fondamentale e da dove è scaturita l’intuizione che agendo su specifiche parti del nostro corpo si potessero curare particolari malattie o disfunzioni.

Alcuni studiosi tendono ad avvalorare la leggenda secondo la quale un cinese portò la vecchia madre sulle spalle verso una montagna sacra per pregare affinchè venisse liberata da una sciatica dolorosissima. Il giovane la trasportò sulle spalle fino a quando le forze non gli vennero meno e, sfinito, la lasciò cadere su delle pietre silicee acuminate: queste la penetrarono in un punto preciso situato nel gluteo.  La vecchia si ferì, ma la sciatica passò all’istante;  da allora quelle pietre vennero considerate sacre e diedero inizio alla pratica della litopuntura (da lithos , cioè pietra) che sembra diede origine all’Agopuntura. Nonostante la vivacità del racconto, ad oggi, è prassi comune affermare che base fondante della disciplina è la tradizione orientale secondo la quale l’universo (e l’uomo che ne fa parte) è percorso da un’energia vitale (Qi) che dà origine a tutte le trasformazioni. Essa deriva dai progenitori, ma si nutre dell’energia del cielo (aria) e della terra (cibo). È allo stesso tempo un’energia fisica e psichica. Fluisce nel corpo dentro una rete di canali (denominati meridiani) connessi agli organi interni. Nel loro diramarsi lungo il corpo, i canali “affiorano” talora in superficie: qui si trovano i punti d’Agopuntura, agendo sui quali si può influenzare il flusso del Qi e determinare, ancorché modificare, l’eccesso o la deficienza di determinati elementi.
Agopuntura 3
Più precisamente l’agopuntura consiste nel pungere la pelle con aghi sottili di metallo in punti precisi allo scopo di influenzare il flusso di energia dei canali. Si può influire sui punti d’Agopuntura non solo pungendoli ma anche riscaldandolo attraverso la moxi-bustione (bruciando sopra o nelle vicinanza della cute della polvere di artemisia al fine di ottenere una calorificazione della cute e, di riflesso, di strutture sottostanti e interne), massaggiandoli con il dito o applicandovi correnti elettriche (elettro Agopuntura). In questi modi si ottengono effetti diversi, calibrati in base al problema che si vuole affrontare e risolvere.

Dal momento che l’obbiettivo principale della Medicina Tradizionale Cinese è la prevenzione e la conservazione della salute, è deputato al nostro sistema il continuo adattamento a variazioni di clima, di ambiente e così via, ed è dunque l’organismo che deve mobilitare le proprie risorse per mantenere uno stato di equilibrio. La sua rottura, dovuta a cause “esterne” (il freddo, il vento ect…) o “interne” (inclusa una cattiva gestione delle proprie emozioni) è, infatti, causa di malattia. L’esperienza mi ha insegnato che l’atteggiamento nei confronti di questa disciplina muta radicalmente nel momento in cui si sentono gli effettivi benefici della stimolazione di particolari zone o agglomerati nervosi;  mille anni di storia sono innegabili, tanto quanto i miglioramenti derivati da questa tecnica.