Il giovane James Picard arriva all’ospedale militare di Topeka, Kansas, denunciando disturbi neurologici molto pesanti.
Pellerossa della tribù dei piedi neri il cui nome da nativo è Oxhonita-he-Puyo-p [tutti parlano di lui], l’uomo è reduce della seconda guerra mondiale, siamo nel 1948, da cui ha riportato un trauma cranico e perciò ha affrontato, accompagnato dalla sorella, un lungo viaggio dal Montana fin lì per aver accesso alle cure dell’esercito che il suo tenore di vita non potrebbe assicurargli.
Intensi mal di testa preceduti da sfarfallii luminosi alla vista, vertigini, perdita temporanea dell’udito non sembrano trovare riscontro in nessuna analisi clinica, così in assenza di patologie che giustifichino quei sintomi i medici optano per una diagnosi di schizofrenia ricoverandolo nel reparto di malattie psichiatriche.
L’antropologo francese, psicologo e studioso dei nativi d’America Georges Devereux viene convocato dalla lungimiranza del dottor Menninger per un consulto e inizia col paziente un percorso inconsueto per gli standard terapeutici dell’epoca, sarà l’inizio di un’amicizia ma soprattutto di un viaggio sorprendente destinato a cambiare le vite di entrambi.

Tratto dal libro Psicoterapia di un indiano delle pianure scritto dal dottor Devereux e pubblicato nel 1951, ma tuttora inedito in Italia, Jimmy P. di Arnaud Desplechin racconta la storia vera di un’indagine negli abissi della psiche umana tra sogni e dolorosi ricordi lontani, spesso rimossi ma saldamente depositati sul fondo dell’inconscio.
Un approccio pionieristico all’analisi psicoterapeutica che mettendo in connessione discipline diverse come antropologia e psicologia, ha portato al successivo sviluppo di un ramo particolare degli studi del disagio psichico che va sotto il nome di Etnopsichiatria.

La particolarità del libro è quella di descrivere l’intero percorso psicoanalitico seduta per seduta senz’alcuna omissione, unico caso nella letteratura sulla materia, mettendo in rilievo anche il diverso valore dei simboli a seconda della propria formazione e della cultura di appartenenza.
I sogni ad esempio, fondamentale strumento di lavoro da Freud in poi per ogni terapia psicologica, per le popolazioni native d’America presagiscono eventi futuri assumendo perciò valori sacri e divinatori, mentre secondo le teorie mediche più affermate sono messaggi dall’inconscio per gettare luce sul passato, un tentativo di rivelarci a noi stessi facendo emergere parti dimenticate nel profondo.

Non è un caso se nella stanza in cui il dottor Devereux avvia i primi colloqui con Jimmy s’intravede un’incisione di Gustave Doré che illustra il viaggio agli inferi di Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, forse l’esempio più famoso nella storia e nella letteratura di viaggio esoterico alla ricerca della divinità che abita i recessi più reconditi della psiche umana.
Visto con sospetto dagli altri studiosi che non approvavano la disinvoltura con cui mischiava discipline diverse, che la concezione comune voleva distinte e lontanissime senza comprendere la totalità dell’essere umano che non può essere ‘sezionato’ dalle varie specializzazioni della scienza, lo psicologo francese visse a lungo tra gli indiani Mojave del Colorado studiandone in particolare ferite interiori collettive e disturbi psicologici ricorrenti.

Dopo l’esordio in concorso all’ultimo Festival di Cannes il film di Arnaud Desplechin sarà sugli schermi italiani dal 20 marzo per la Bim Distribuzione, un’opera interessante che alterna continuamente i piani narrativi tra presente, ricordo passato e sogno, in un’elegante confezione che forse non riesce però fino in fondo a comunicare l’avanguardia terapeutica rappresentata dall’incontro di un dottore ebreo francese con un pellerossa delle pianure.
Dettagli
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Jimmy P. (Psychotherapy of a Plains Indian)
- Regia: Arnaud Desplechin
- Con: Benicio Del Toro, Mathieu Amalric, Gina Mc Kee, Larry Pine, Joseph Cross, Elya Baskin, Gary Farmer, Michelle Thrush, Misty Upham, Jennifer Podemski, Michael Greyeyes, A. Martinez, Jesse Arehart-Jacobs, Elya Baskin, Elya Baskin, Loren Bass, Anton Bassey, Linda Boston, Stephen Bridgewater, Barton Bund, Shayanna Campbell, John Dickerson, Julie Sifuentes Etheridge, Lily Gladstone, Ladonna Graham, Amy Grant, Matthew Géczy, Greg Johnson, Randi Kennerly, Lise Lacasse, Taras Los, Hugh Maguire, Tom Mahard, Andrew Bruce Mitchell II, Danny Mooney, Michael Murphy, Dennis North, Jim Ochs, Dakota Padgett, Samantha Reed , David Lawrence Regal, Scott Thrun, Inga R. Wilson, Arnold Agee, Eric Baughman, Dana Blackstone, Marc Bowers, Caitlin Burt, Chris Carlson, Ryan Diamond, Joseph Grady, Nate Hatton, Judy Jones, Ian McCamy, Ralph H. Meyer, Nicholas Ritz, Jason Stoneking, Susu Tobia, Curtis Lee Vest
- Soggetto: Georges Devereux dal suo libro Psychothérapie d’un Indien des Plaines
- Sceneggiatura: Arnaud Desplechin, Julie Peyr, Kent Jones
- Fotografia: Stéphane Fontaine
- Musica: Howard Shore
- Montaggio: Laurence Briaud
- Scenografia: Dina Goldman
- Costumi: David C. Robinson
- Produzione: Pascal Caucheteux e Jennifer Roth in associazione con Kamen Velkovsky per Why Not Productions, Wild Bunch, Orange Studio, France 2 Cinéma, Hérodiade, Le Pacte con la collaborazione di Canal+, Ciné+, France Télévisions, Smuggler Films, Procirep e Angoa
- Genere: Drammatico
- Origine: Francia / USA, 2013
- Durata: 116’ minuti