Dopo tanta attesa finalmente il momento è arrivato. Lo scorso sabato 8 marzo i battenti di Palazzo Strozzi si sono aperti con la mostra Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”. Vi avevamo anticipato che si sarebbe trattato di un appuntamento da non perdere, e ora  che la abbiamo visitata lo confermiamo con ancora più ferma convinzione.
Mai prima d’ora una rassegna era stata dedicata ai due più celebri maestri della “maniera moderna”. Dal confronto fianco a fianco emergono, in virtù della contrapposizione, le peculità dei due artisti, di cui viene delineata cronologicamente la carriera pittorica e disegnativa.
Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo) (Firenze 1494-Fontainebleau 1540), Morte di Cleopatra, 1525-1527,
Si tratta di un evento difficilmente ripetibile e possibile soltanto a Firenze, da cui proviene la gran parte delle opere – Uffizi in primis, ma anche Galleria Palatina – molte delle quali sono state restaurate proprio per l’occasione e riunite tutte insieme.
Il percorso della mostra è stato reso possibile anche grazie ai prestiti di altri importanti istituzioni museali, italiane (Capodimonte) e straniere (tra gli altri, la National Gallery di Londra, la Nationa Gallery di Washington, il Louvre e Kunsthistorisches Museum di Vienna), con il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
Anche i numeri danno un’idea della straordinarietà della rassegna: sono oltre 80 le opere che permettono di ricostruire cronologicamente le carriere dei due spregiudicati e anticonformisti artisti, di cui circa 50 dipinti (tavole, tele e affreschi staccati), insieme a disegni, arazzi e incisioni, per riunire circa il 70% della loro intera produzione, cui si aggiungono le tavole di Andrea del Sarto e Frà Bartolomeo, loro mentori.
Pontormo (Jacopo Carucci) (Pontorme, Empoli 1494-Firenze 1557), Ritratto di orafo 1518,
Ma procediamo per gradi, cominciando dal titolo, che spiega molto della mostra.
Pur partendo dalle medesime premesse, i due artisti percorrono “divergenti vie”, vale a dire distinti percorsi artistici, che sottendono anche diversità spirituali e ideologiche, un differente approccio con la tradizione e con le culture forestiere.
Nati entrambi nel 1494, a pochi mesi e pochi chilometri di distanza (Jacopo Carucci nei pressi di Empoli, a Pontorme, località di cui fece proprio il nome, e Rosso Fiorentino nel cuore del capoluogo toscano, da cui egli pure prese il nome), entrambi allievi di Andrea del Sarto, Pontormo e Rosso furono esponenti di quella corrente forzatamente etichettata come ‘Manierismo’, ma che i curatori Antonio Natali (Direttore della Galleria degli Uffizi) e Carlo Falciani (docente di storia dell’arte), rispettando la denominazione del Vasari, preferiscono chiamare “maniera moderna”, alludendo alla rinnovata stagione del Cinquecento nella quale i due pittori vissero e operarono.
Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo) (Firenze 1494-Fontainebleau 1540), Sposalizio della Vergine (Pala Ginori), 1523,
Col termine “Manierismo” la critica storico-artistica indica una categoria rigida in cui si ritiene che gli artisti abbiano abbandonato lo studio della natura, preferendo ad esso quello dei grandi maestri, con conseguente perdita di naturalezza e distorsione delle forme. Tale etichetta si riferisce anche alla condotta di vita dei loro esponenti: di pari passo con le loro opere ‘eccentriche’, i manieristi sono infatti considerati artisti stravaganti, dalle abitudini strane e bizzarre.

Questa stagione artistica era già stata oggetto di altre rassegne. Risale al 1956 la Mostra del Pontormo e del primo Manierismo fiorentino, che ebbe luogo proprio nelle sale di Palazzo Strozzi, seguita da quella allestita nel 1996 agli Uffizi, L’officina della maniera, (che recuperava la denominazione vasariana e che puntava ad una prima rivalutazione critica del periodo), alla quale a sua volta è seguita nel 2010 la mostra Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici, di nuovo a Palazzo Strozzi, ancora viva nelle nostre memorie.
Pontormo (Jacopo Carucci) (Pontorme, Empoli 1494-Firenze 1557), Sacra conversazione (Pala Pucci), 1518,
Molteplici sono le iniziative collaterali, sempre più numerose e diversificate, a cui Palazzo Strozzi ci ha abituato negli anni, a dimostrazione che una mostra non è (sol)tanto il punto di approdo delle più aggiornate ricerche in materia scientifico-artistica, ma può diventare – come di fatto diventa – il punto di partenza per ulteriori approfondimenti, che partono dalla sede espositiva per coinvolgere l’intera città. Non è un caso che la Fondazione Palazzo Strozzi sia stata certificata come prima sede internazionale di “destinazione per l’apprendimento” dalla Children’s University, organizzazione inglese che propone attività educative innovative extrascolastiche ai ragazzi di età compresa tra i 7 e i 14 anni. 
Pertanto, particolare attenzione è rivolta ai laboratori didattici per grandi e piccini, alle attività per famiglie (anche per questa mostra è prevista una valigia per i bambini dai 3 anni in su, che ispirandosi al Pontormo e al Rosso prende il nome di “Valigia divergente“, realizzata da Il Bisonte con tessuti con colori cangianti), ai cicli di conferenze tenute dai curatori e dagli esperti del settore.
Il calendario di appuntamenti al Cinema Odeon conferma il sodalizio con Palazzo Strozzi e col Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, che da giovedì 14 marzo ospiterà la mostra Questioni di Famiglia. Vengono inoltre riproposti gli incontri e le attività del progetto “A più voci”, rivolto a chi soffre di Alzheimer.
Dati i numerosi i prestiti degli Uffizi e nel segno della reciproca collaborazione tra le due istituzioni museali, coloro che visiteranno la Galleria fiorentina, conservando il biglietto, avranno diritto ad uno sconto del 50% su quello di Palazzo Strozzi.
Andrea d'Agnolo detto Andrea del Sarto (Firenze 1486-Firenze 1530), Viaggio dei Magi, 1511,
Ma torniamo alla mostra. Tutto ha inizio con il Chiostrino dei Voti nella Chiesa della Santissima Annunziata, considerato il crogiolo della “maniera moderna” fiorentina. Andrea del Sarto vi aveva lavorato fin dal 1509, e nel 1513-1514 vi chiamò i suoi allievi Rosso e Pontormo, appena ventenni, per affrescare le storie mariane.
I tre affreschi monumentali costituiscono dunque l’incipit della rassegna, e già dagli esordi è evidente che i due giovani pittori intraprendono vie espressive nuove e alternative rispetto al classicismo raffaellesco di fine Cinquecento, allora imperante a Firenze, ma anche rispetto ad Andrea del Sarto, la cui pittura era considerata dal Vasari “senza errori”. L’età aurea di Lorenzo il Magnifico si era conclusa e proprio nell’anno della loro nascita (1494) i Medici erano stati cacciati da Firenze; il conseguente avvento di Savonarola aveva segnato profondamente la città. Firenze era cambiata, dunque, e Pontormo e Rosso si trovarono ad operare in un’epoca complessa e turbata. Originalità, sperimentazione, anticonformismo accomunano la loro indole fin dalla prima giovinezza.

Ma qui le affinità si concludono e cominciano le divergenze…


Titolo evento

Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera” Data inizio:08 March, 2014 Data fine:20 July, 2014 Sito web:http://www.palazzostrozzi.com/pontormoerosso Indirizzo: Palazzo Strozzi – Piazza Strozzi, 50123 Firenze


Dettagli

Catalogo Mandragora

In occasione della mostra è stata pubblicata anche una guida ai luoghi del Pontormo e Rosso
Pontormo e Rosso Fiorentino a Firenze e in Toscana
a cura di Ludovica Sebregondi
Maschietto Editore