Ieri, quando alla Camera dei Deputati dopo uno scontro bipartisan si accantonavano gli emendamenti sulla rappresentanza di genere dell’Italicum, a Firenze, in Sala Collezioni di Palazzo Bastogi, in collaborazione con la commissione regionale Pari Opportunità, è stato presentato “Sono una mamma giornalista, una storia, le istruzioni per l’uso”.
Il volumetto di Barbara Antoni – patrocinato dalla Associazione stampa toscana – desidera polarizzare l’attenzione sui diritti e le tutele della maternità, in un settore lavorativo dove la loro piena applicazione appare ancora lontana.
Da rilevare l’importanza che non pone solo l’accento sui diritti delle donne giornaliste nel periodo della maternità, ma invita a una più ampia riflessione sul rapporto tra tempi di lavoro e tempi di vita, conciliazione non semplice se coniugata al femminile.
La collega del quotidiano “Il Tirreno”, nata a Empoli e mamma di due gemelli, nella premessa scrive: “Queste pagine nascono da un racconto vero, la mia esperienza di giornalista in procinto di diventare mamma alle prese con normative e regolamenti per accedere ai benefici previsti nel periodo di astensione dal lavoro. E nascono dalla volontà di fornire informazioni sui diritti delle donne giornaliste nel periodo della maternità”.
Coordinato da Elisabetta Matini direttore di Toscana Media, oltre all’autrice, erano presenti Anna Maria Celesti – responsabile della commissione permanente per le problematiche della medicina di genere del Consiglio sanitario regionale della Toscana – e Rossella Pettinati, presidente della commissione regionale toscana Pari opportunità, che ha aperto l’incontro, sottolineando “L’esperienza di Barbara Antoni, mamma e giornalista, è una lezione per tutte e per tutti, non si rivolge infatti solo alle donne che stanno per diventare madri, ma anche a tutti quei colleghi che non hanno dimostrato la necessaria sensibilità sulle tutele e i diritti delle lavoratrici”.
Ha poi proseguito “Barbara racconta la sua gravidanza un po’ complicata, ma soprattutto cerca di fornire tutte le informazioni utili e necessarie, nella complessità delle normative e degli uffici cui rivolgersi, per andare incontro a chi, come lei, è impegnata a conciliare famiglia e professione vivendo la difficoltà di essere insieme madre e giornalista”.
Per poi concludere “Un grazie sincero a Barbara per aver sottolineato, vivendola sulla propria pelle, l’urgenza di applicare norme declinate al femminile, per aiutare tutte coloro che decidano di vivere appieno la loro vita, in famiglia e nel lavoro. Mi auguro che questo libro sia per tutte noi un ulteriore monito per impegnarci su questo terreno”.
Infine, Paolo Ciampi presidente Ast, che ha assicurato l’impegno “a diffondere questo libro in tutte le redazioni nella speranza che possa servire da stimolo anche per una più ampia riflessione sul rapporto tra tempi di lavoro e tempi di vita, che non può non essere del nostro sindacato”.