Quella presentata a Villa Bardini è la prima monografia dedicata ad Aldo Fallai, dopo anni di collaborazione con Giorgio Armani e il mondo della moda.
E quale città migliore per la sua prima personale, se non la sua Firenze, dove continua a lavorare e dove nacque negli anni ’40.
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La mostra è stata inaugurata durante l’85esima edizione di Pitti Uomo, ed è promossa da Palazzo Vecchio, con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana, la collaborazione della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, e dell’Istituto Marangoni, e il sostegno di LineaPiù. Curata da Martina Corgnati, curatrice e critica d’arte, Luigi Salvioli, presidente dell’Associazione Oltre la Moda, e Carlo Sisi, soprintendente della Galleria d’Arte Moderna di Firenze e della Galleria del Costume di Palazzo Pitti, l’esposizione è il risultato dell’incontro tra il mondo della moda e quello della fotografia.
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Villa Bardini ospita in 8 sale le circa 200 fotografie del noto artista, che ripercorrono da fine anni ’70 ad oggi. La mostra prosegue poi a Museo Bardini, sezione a cura di Antonella Nesi, dove si trovano 24 foto dedicate all’arte fiorentina del Rinascimento, realizzate prendendo spunto dalle opere di maestri quali ad esempio il Pontormo e Antonello da Messina.
L’artista è inoltre noto per la capacità di indagare la soggettività dei modelli con cui lavora,  andando oltre ciò che viene indossato, rispecchiando la tendenza degli anni ’80.
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Nelle sue foto si sdoganano molti cliché, si afferma il modello “uomo”, mentre fino a fine anni ’70 la moda era prevalentemente femminile. Negli anni ’80 si afferma la figura del ragazzo padre, e nasce una nuova fascia della società. Ma Fallai si spinge ancora oltre, investigando l’omosessualità maschile, rappresentando un uomo plastico, modellato, con cascate di petali di rosa, da sempre sinonimo di eleganza, bellezza e freschezza femminile. Tutto questo ripercorrendo lo sviluppo della società degli ultimi 30 anni.
La donna diventa una figura androgina, veste guanti di pelle neri, tipico accessorio maschile, e indossa la giacca con le spalline, le famose giacche Armani. È una donna colta, raffinata, sofisticata.
Indossa pantaloni lunghissimi e il cappello. Questo perchè tra fine anni ’80 e inizio anni ’90, cresce l’intresse e l’attenzione verso gli accessori, dagli occhiali, al cappello, alla cintura.
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Fallai utilizza vari livelli di inquadratura, il primo piano, il primissimo piano e il piano all’americana, ripreso dai primi film degli anni ’20-’30, dove la figura non viene mai ripresa integralmente ma da mezza gamba in su, questo perché non predilige la figura intera.
Una particolarità interessante delle sue prime foto è che i suoi modelli non sono personaggi noti, ma persone comuni, con cui potersi riconoscere.
Quando negli anni ’80 si afferma il  merchandising, è il marchio ad assumere sempre maggior importanza, e l’economia in questo periodo acquista un’altra importante fetta di mercato, ovvero i bambini. Fallai, che con le sue foto rende testimonianza dei cambiamenti della società, comincia ad investigare questi ultimi ma in una nuova dimensione. Essendo l’epoca del benessere, anche i bambini che fanno da modelli per le sue foto sono ben curati, e indossano vestiti e accessori con ben in vista il marchio Armani.
Con il passare degli anni, la moda propone modelle e modelli sempre meno vestiti, l’indumento perde il suo valore iniziale, lasciando spazione alla fisicità.
Agli inizi del 2000 si assiste ad un grosso cambiamento, si afferma una donna più esile rispetto agli anni precedenti, ed un uomo a sua volta molto longilineo e quasi completamento glabro. Si perde l’interesse per lo sguardo riflessivo o abbattuto degli anni ’80, e i modelli diventano elementi plastici prevalentemente inespressivi.
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Per realizzare le sue foto Fallai utilizza il bianco e il nero, e successivamente aggiunge il “greige”, colore inventato da Armani. Fallai utilizza modelli e modelle truccati molto pesantemente, per poter rendere le sfumature e i giochi di luce presenti nei suoi scatti, che realizza prevalentmente in ambienti chiusi, artificiali, ma molto curati.
Ma l’attività di Fallai non si esaurisce qui. Attualmente collabora con l’Istituto Marangoni di Milano, che ha sedi anche a Londra, Parigi e dal 2012 anche a Shangai, in una serie di progetti ed esposizioni. Presenti all’interno della mostra anche i primi piani dal taglio quadrato che ritraggono gli allievi dell’Istituto Marangoni, a rappresentare la creatività e la vitalità della moda italiana.
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Titolo evento

Aldo Fallai. Da Giorgio Armani al Rinascimento Data fine:10 April, 2014 Sito web:http://www.bardinipeyron.it/ab/cont__0_522.phtml#522


Dettagli

Catalogo edito da Polistampa

Prorogata al 10 aprile 2014