La Società italiana è attraversata da una crisi di valori, di identità e di ideologia. Non esiste più un qualcosa, anche di sbagliato, al quale aggrappare la propria esistenza, non esistono certezze.
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In questa atmosfera nella quale i vecchi valori crollano c’è chi, pur sentendo l’esigenza del rinnovamento e dell’atteggiamento anti tradizionalista, prova il bisogno di ricercare nuovi e diversi valori verso i quali orientare la propria vita: ad un simile scopo dedica la propria vita, come un moderno Socrate.

Pensiero-e-pcDall’altra parte c’è chi, come Democrito, tende a chiudersi in se stesso, disinteressandosi della politica.
Nel mezzo c’è chi cerca di approfittare della crisi e del vuoto di punti di riferimento morali e politici.

Nell’Atene del Quinto Secolo questo fu lo spazio occupato dai Sofisti, per Platone la causa della immoralità del proprio tempo, mentre ne sono l’effetto: essi rispondono ad una situazione che non dipende da loro, ma della quale sono al massimo il prodotto.

Per i Sofisti il crollo dei valori è naturale, perché valori universali non possono esistere.
L’uomo è misura di tutte le cose”, come dice Protagora, e la “misura” varia da uomo a uomo e nello stesso uomo da momento a momento: tutto è vero per il singolo individuo in quel determinato momento nel quale gli appare e lo crede come vero.
Protagora luomo-misura-di-tutte-le-cose
Alla stessa maniera Gorgia sostiene che nulla esiste in modo fisso, ma tutto diviene in continuazione e quindi nulla, neanche una legge morale, può trovare una definizione sicura; anzi, se anche per assurdo qualcosa non mutasse, ciascuno di noi cambia continuamente e quindi vede il mondo ed i singoli eventi in modo sempre diverso; e se, sempre per assurdo, un uomo non cambiasse mai, non potrebbe comunque insegnare agli altri la verità, perché questi cambiano continuamente.

In questo sta l’abilità del Sofista di ieri (ed anche nei Sofisti moderni): far accettare agli altri uomini Etimo-di-sofistaquella verità sua personale che egli si è formato sia grazie alla sua capacità di discutere, cioè alla dialettica, sia grazie alla sua capacità di ben parlare, cioè alla retorica, sia grazie al suo dominio sulle parole che vengono usate a proprio vantaggio per dimostrare ogni tesi, cioè all’eristica. Non meraviglia che i Sofisti ebbero numerosi sostenitori e che furono i primi maestri pagati nell’Antica Grecia, anche perché esprimono un principio che trova sempre adepti: l’esigenza di non accettare principi e norme di vita provenienti dal passato e di acuire le capacità intellettuali per comprendere l’importanza della ragione nella organizzazione morale, sociale e politica.