Molti appassionati d’arte si sono chiesti almeno una volta nella vita cosa potrebbe succedere se le opere d’arte potessero parlare. Forse, chi lo sa, condividerebbero sul web e sui vari strumenti social emozioni, stati d’animo ed esperienze, proprio come noi. Bé, qualcuno evidentemente è passato dal pensiero all’azione: infatti da qualche tempo la Rete si sta popolando di opere d’arte e personaggi storici o letterari che postano pensieri, foto, interagiscono con gli internauti e fra di loro.
Ma come è nato questo fenomeno? Tutto è cominciato con l’apparizione dei bronzi: sì proprio loro, quelli di Riace che, poco prima del loro ritorno nel Museo di Reggio Calabria, cominciarono a svegliarsi dal loro millenario torpore per lanciare battute divertenti su Twitter con il nome rispettivamente di Bronzo A (@a_bronzo) e Bronzo B (@bronzoB). Oggi, felici di essere tornati a casa, dissertano allegramente di muscoli e ragazze – come ogni guerriero adulto che si rispetti.

Rapidamente sono stati raggiunti da “Paolina Bonaparte maritata Borghese”, che con il nome di @Paolina_BB commenta il quotidiano e parla di beni culturali alternando battute in romanesco – in fondo la Galleria Borghese di Roma è da sempre casa sua – a questioni più serie. Da vera diva – non a caso la foto del suo profilo ha degli occhiali da sole molto fashion – osserva il mondo adagiata sulla seduta scolpita per lei dal Canova, ma non disdegna i party e intesse relazioni con altre opere d’arte.

A questi “pionieri” si sono aggiunti altri personaggi: da Federico da Montefeltro e signora (@FedeMontefeltro e @Battista1446) al David di Michelangelo (@DaviddiMikki) fino a personaggi più “esotici” come Kongo Rikishi (@kongo_rikishi), una statua in legno giapponese del XIII sec. che twitta in diretta dal Museo d’Arte Orientale di Torino. Senza dimenticare il tenerissimo Ciro (@CiroSauro) il baby dinosauro meglio conservato al mondo, che vive al museo di Pietraroja (Benevento) e non dimostra i suoi 110 milioni di anni.

Dietro a questi account in alcuni casi ci sono professionisti del mondo dei musei che in effetti lavorano a stretto contatto con le opere in questione, mentre in altri casi si tratta di “semplici” appassionati che hanno a cuore il destino dei beni culturali. In ogni caso si tratta di un’iniziativa spontanea che propone una visione nuova della comunicazione legata all’arte e alla cultura, più vicina a un pubblico che è ormai abituato a un linguaggio diverso: ma questo non significa che tra una battuta e un commento ironico non si parli messaggi importanti, al contrario la competenza dei curatori degli account permette di parlare di cose serissime, anche se con un tono leggero. Ad esempio Carolina D’Asburgo (@CarolCarditello) si è occupata in diretta dell’acquisizione della Reggia di Carditello – in pratica la sua “dimora” – da parte del MiBAC, un evento importante sia per il territorio che per il mondo dei beni culturali più in generale.

Un’intervista con la Chimera

Noi di Arte e Arti abbiamo voluto capire meglio, e abbiamo intervistato la Chimera (@Chimera_MAF), un bel “gattone” (parole sue) conservato al Museo Archeologico di Firenze, di cui è il simbolo; per chi non la conosce la sua storia è spiegata bene sul blog ufficiale della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.
Chimera dialoga via Twitter con chiunque si interessi di arte, archeologia e cultura e ha accettato subito di farsi intervistare. Inoltre siamo anche riusciti a fare quattro chiacchiere con le sue “accuditrici” (definizione loro), cioé le persone che hanno reso possibile questo progetto: Marina Lo Blundo e Silvia Bolognesi, entrambe dipendenti del Museo. Infatti capirete bene che quando si è una statua in bronzo che vuol comunicare sul web il ruolo dell’assistente è fondamentale…
Abbiamo chiesto alla Chimera:
Chimera, lei è in circolazione già da qualche secolo: cosa ne pensa di uno strumento moderno come Twitter?
Beh, se tu pensi che a’ mi’ tempi c’era l’aedo che sonava la lira e lo sentian solo quattro gatti….
È difficile twittare quando si ha più di una testa? Chi decide cosa scrivere in un tweet?
Il problema le un son le teste (ben’ o male le son sempre d’accordo); i’ fatto gli è che con gli artigli e mi si graffia sempre lo schermo d’i’ ttablet!
Autoscatti/selfie , interagire con gli altri personaggi/opere d’arte presenti su twitter: è difficile gestire la popolarità al tempo dei social network?
Più che difficile è ganzo. Il problema semmai è che un c’ho tempo: perché stando in sala al Museo Archeologico Nazionale di Firenze un posso stare a twittare davanti a’ visitatori.. pare brutto, sicché…
Quale personaggio o opera d’arte vorrebbe “incontrare” virtualmente sul web?
Bah, quella Lupa di Roma mi pare ganza. Si potrebbe anche diventare amiche, via…
Con Silvia e Marina invece abbiamo voluto approfondire le motivazioni dietro a una scelta di comunicazione che in un panorama dei musei italiani che non brilla certo per vivacità segue invece le “buone pratiche” impiegate con successo in vari musei stranieri. A loro abbiamo quindi chiesto:
La Soprintendenza Archeologica della Toscana, a differenza di altre realtà italiane, ha già un blog e degli account Social istituzionali (non solo facebook e twitter ma anche il “nuovo” Pinterest): come è nato il progetto “parallelo” della Chimera?
La Chimera in realtà è nata sull’onda del successo di altre opere d’arte parlanti su twitter: i Bronzi di Riace, Paolina Bonaparte e Ciro, col loro modo anticonvenzionale di parlare di sé e di cultura ci hanno fatto pensare “e se si facesse anche noi? Se si utilizzasse un simbolo del nostro museo per contribuire a promuoverlo e a parlare di archeologia?”. E così la Chimera è sbarcata su twitter: le abbiamo creato un personaggio, un micione che vuole croccantini ma che all’occorrenza sa essere temibile (com’era la Chimera nel mito), che interagisce con gli altri personaggi, con i musei e con i suoi followers, che sostiene e promuove l’attività del Museo Archeologico Nazionale di Firenze di cui è la padrona di casa.
Si tratta di un account ufficioso. La comunicazione ufficiale passa dal blog della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, dalla sua pagina Facebook, da Pinterest (che stiamo ancora sviluppando), e dall’account twitter del @MAF_Firenze. Potremmo dire che l’account della Chimera è un “aiuto” dell’account del Museo di Firenze. E in effetti i risultati, online e offline, si vedono!
3 buoni motivi per seguire i tweet della Chimera?
- Innanzitutto per ridere: noi per prime ci divertiamo e vediamo che anche i nostri followers si divertono con noi.
- Per partecipare in maniera non convenzionale all’attualità “archeologica”: perché tra il serio e il faceto non dimentichiamo mai il motivo per cui la Chimera è arrivata su twitter, ovvero per parlare di cultura, di archeologia in particolare, attraverso un canale e in un modo non tradizionale.
- Per stare al passo con le novità e con le ultime tendenze dei social: all’estero le opere d’arte o i personaggi storici che twittano sono molti, in Italia ancora stentano a decollare, ma quei pochi che ci sono riscuotono giorno dopo giorno sempre più successo. Il segreto è riuscire a inserirsi in quelle conversazioni che possono attirare più pubblico: e chissà che da followers su twitter queste persone non si trasformino in visitatori del museo, prima o poi…
A noi non resta quindi che salutare Chimera e le sue accuditrici, e invitarvi, se non l’avete già fatto, a fare un salto al Museo Nazionale Archeologico di Firenze, per salutare “di persona” questo bel micione.
Dettagli