La razzia di tesori e oggetti preziosi è antica come il mondo, fin dalla notte dei tempi quando l’umanità ha iniziato a far la guerra con se stessa le opere d’arte hanno rappresentato il bottino da sottrarre al nemico sconfitto.
Durante la seconda guerra mondiale i nazisti hanno messo in atto tale pratica con metodo e proporzioni mai viste prima, una perizia scientifica pari a quella impiegata per portare a termine nei campi di sterminio la ‘soluzione finale’ del popolo ebraico.
Nell’agosto 1943 l’attacco alleato su una Milano ancora occupata rischiò seriamente di distruggere per sempre il Cenacolo di Leonardo e il 18 febbraio 1944 i bombardamenti delle forze di liberazione rasero al suolo l’abbazia di Montecassino.
In seguito a questi eventi il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt istituì la Commissione per la tutela e la salvaguardia dei beni artistici e storici, da essa nacque su proposta dello storico dell’arte George Stout la squadra MFAA (Monuments, Fine Arts and Archives) incaricata di proteggere i monumenti storici dell’Europa infiammata dalla guerra e recuperare le opere d’arte trafugate per ricondurle alla collocazione originale restituendole ai legittimi proprietari.
Le imprese dei membri di questa squadra, definiti Monuments men, sono il tema del nuovo film scritto, diretto e interpretato da George Clooney.

Gli uomini coinvolti nell’operazione furono in realtà molti di più di quelli che compongono la squadra del film e anche se non sono mai esistiti così come rappresentati sullo schermo, gli sceneggiatori George Clooney e il socio Grant Heslov hanno scelto di avere maggior libertà nel tratteggiare psicologie e difetti dei personaggi, sono tutti ispirati a persone reali e veramente accaduti sono i fatti narrati.
I Monuments men erano pesci fuor d’acqua sul campo di battaglia, uomini troppo in là con gli anni per essere arruolati nell’esercito regolare ma dotati delle competenze necessarie a portare a termine la missione, come George Stout esperto di conservazione delle opere d’arte e leader fondatore del gruppo, James J. Rorimer futuro direttore del Metropolitan Museum di New York, lo scultore Walker Hancock, l’architetto Robert Posey e il futuro fondatore del New York City Ballet Lincoln Kirstein.

Nella sua lucida magalomania Adolf Hitler aveva deciso di costruire un Führer Museum a Linz in Austria, città natale testimone delle sue frustrate aspirazioni artistiche, e a tale scopo faceva raziare ovunque alle truppe d’invasione capolavori dell’arte, condannando al rogo sulle piazze le opere di artisti contemporanei che lui disprezzava come Picasso e Salvador Dalì di cui alcuni dipinti furono distrutti.
Quando poi il dittatore si rese conto che la guerra era perduta fece emanare il cosidetto ‘decreto Nerone’ del 19 marzo 1945, un documento nel quale ordinava la distruzione di tutto il patrimonio artistico raccolto e nascosto nelle miniere di sale tedesche e austriache, oltre che nel castello di Neuschwanstein.
Si calcola che la dedizione dei Monuments men abbia portato in salvo più di cinque milioni di opere d’arte, altrettanti tasselli della nostra identità collettiva.

Da un punto di vista cinematografico Monuments men è meno incisivo rispetto a opere precedenti di George Clooney, non può raggiungere i livelli degli ottimi Good night and good luck o Le idi di marzo per esempio sempre indeciso com’è tra dramma e commedia, e forse la presenza di troppi personaggi finisce col rendere la narrazione involontariamente frammentaria inibendo ogni identificazione con i personaggi.
Non è sufficiente il tentativo, intelligente, di trasformare la Madonna di Bruges scolpita da Michelangelo e il polittico Agnello Mistico di Jan e Hubert van Eyck in ‘soldati Ryan da salvare’ per creare il coinvolgimento emotivo necessario a vivere fino in fondo il racconto di una missione preziosa per l’intera Storia umana.

Resta il valore di un film che ha il merito di rendere omaggio a uomini coraggiosi, persone che hanno rischiato letteralmente la vita per restituire all’umanità una fetta importante della sua essenza, facendo arrivare a noi opere d’arte che oggi entrando nei musei d’Europa tendiamo a dare per scontate.
A questo proposito va ricordato anche l’unico personaggio femminile del film, interpretato da Cate Blanchett, ispirato alla vera responsabile del museo parigino Jeu de Paume sotto l’occupazione nazista, la storica dell’arte Rose Valland.
Per oltre quattro anni la studiosa dovette fingere di non conoscere la lingua tedesca, trascorrendo le notti ad annotare di nascosto titolo, autore e luogo segreto dove venivano trafugate tutte le opere che dal suo museo passarono, stipate come in un grande magazzino dove lo stesso Joseph Goebbels faceva ‘acquisti’ per sé e il führer prima di dirottarle o condannarle al rogo in un vero e proprio centro smistamento.

Ma Rose Valland non fu la sola ad agire nell’ombra come una spia per ritrovare le tracce di capolavori scomparsi, in Italia fu attivo tra gli altri l’esperto d’arte Rodolfo Siviero che contribuì al recupero di molti tesori. La sua storia appassionante è ora raccontata nel libro Siviero contro Hitler – la battaglia per l’arte di Luca Scarlini edito da Skira.
Dettagli
SCHEDA FILM
- Titolo originale: The Monuments men
- Regia: George Clooney
- Con George Clooney, Matt Damon, Bill Murray, John Goodman, Jean Dujardin, Bob Balaban, Hugh Bonneville, Cate Blanchett, Dimitri Leonidas, Justus von Dohnányi, Holger Handtke, Michael Hofland, Zahary Baharov, Michael Brandner, Sam Hazeldine, Miles Jupp, Alexandre Desplat, Diarmaid Murthag, Serge Hazanavicius, Luc Feit, Nick Clooney
- Soggetto: Robert M. Edsel e Bret Witter dal loro libro Monuments men. Eroi alleati, ladri nazisti e la più grande caccia al tesoro della storia
- Sceneggiatura: George Clooney, Grant Heslov
- Fotografia: Phedon Papamichael
- Musica: Alexandre Desplat
- Montaggio: Stephen Mirrione
- Scenografia: Jim Bissell
- Costumi: Louise Frogley
- Produzione: George Clooney e Grant Heslov con Christoph Fisser, Henning Molfenter e Charlie Woebcken per Smokehouse Pictures in coproduzione con Studio Babelsberg e Obelisk Productions
- Genere: Storico
- Origine: USA, 2014
- Durata: 118’ minuti