Non è mai facile scrivere di grandi artisti dall’animo travagliato e perennemente insoddisfatto, al pari del loro processo creativo, sempre in continua evoluzione e alla ricerca di una perfezione, giudicata da loro stessi irraggiungibile, ma, ai nostri occhi, già conseguita.

Questo vale in modo particolare per Auguste Rodin, uno degli scultori più amati della storia dell’arte, proprio in virtù di quella sua capacità di trasmettere in maniera empatica le sensazioni provate nel soggetto da rappresentare.
Uomo naso rotto auguste rodin 1
    La mostra Rodin. Il marmo e la vita si pone tale obiettivo, ovvero quello di suggerire al visitatore le emozioni vissute dallo scultore francese attraverso un corpus di oltre sessanta opere che, dopo la tappa milanese al Palazzo Reale (17 ottobre 2013-26 gennaio 2014), saranno esposte all’interno del Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, dal prossimo 18 febbraio fino al 25 maggio.
Mano di dio auguste rodin 2
     
Auguste Rodin è, assieme a  Michelangelo,  tra i più grandi rivoluzionari della tradizione plastica moderna- hanno dichiarato Aline Magnien, Conservatore Capo del patrimoinio del Musée Rodin, e Flavio Arensi, curatori della mostra- e proprio Michelangelo, di cui ricorrono i 450 anni dalla morte il 18 febbraio, ha lasciato il segno alle Terme di Diocleziano. Gli ambienti che costituivano il cuore dell’edificio termale, il frigidarium, il Mano di dio auguste rodin part 4tepidarium e il calidarium furono trasformati da Michelangelo per la realizzazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani. Negli altri ambienti delle Terme sorse, ideato dallo stesso artista, il Convento dei Certosini, di cui si ammira il chiostro dalla limpida linea architetturale, inserito nel percorso museale. In questo contesto storico architettonico, due imponenti e antiche aule del complesso termale accolgono le tre sezioni della mostra, in cui si legge l’influenza di Michelangelo sullo scultore francese. Roma è stata fondamentale nella formazione di Rodin, a cominciare dalla visione della Cappella Sistina, dove scopre il peso dei vuoti e dei pieni nella pittura di Michelangelo, sistema che poi riporta nella sua grammatica modellativa, mentre dal Mosè di San Pietro in Vincoli riprende la funzione di quinta scenografica, senza dimenticare il “non finito” michelangiolesco che per il grande maestro francese avrà anche un valore pratico, catturando la luce e riflettendola sulle superfici finite.
Il bacio auguste rodin 4
     Il viaggio in Italia, avvenuto nel 1875, rimane una tappa fondamentale nel suo percorso artistico, giacché ebbe modo di poter visionare dal vivo le opere degli artefici che avevano profondamente inciso la sua vena creativa. Il rifiuto al Salòn parigino del 1864 del Ritratto dell’uomo col naso rotto, che rimanda chiaramente ai marmi ellenici di Prassitele, Skopas e Lisippo, lo spinse a cogliere l’occasione di andare a studiare da vicino ciò che più lo affascinava: la scultura ellenistica e d’età imperiale, quella di Michelangelo e del Barocco.
Bacio rodin-ratto proserpina bernini
    A seguito di questa esperienza, i suoi marmi prendono nuova vita: la pittura di “getto” dell’Impressionismo francese, viene affiancata alla poetica del “non-finito” michelangiolesco. La forma fuoriesce dalla materia con enorme sforzo, come l’idea dalla mente dell’artista, o come l’impulso tra la varia gamma delle emozione umane. In questo contesto trovano senso opere come La mano di Dio, dove l’arto del Creatore, che fuoriesce da un luogo indefinito, dà vita ai progenitori biblici, Adamo ed Eva, dalla materia informe, richiamando alla mente i prigioni di Michelangelo; o Il bacio dove le passioni dell’amore fedifrago di Paolo e Francesca, emergono senza pudori dal freddo marmo. Mirabile il vigoroso gesto dell’uomo che stringe a sé l’amante, il quale ricorda quello di Ade con Proserpina nel celebre marmo Borghese berniniano, dove le dita del dio affondano nella carne della giovane, rendendo la pietra viva carne.
Ritratto mme roll auguste rodin 6
   Anche nei ritratti, come ad esempio quello di Madame Roll o quello della donna- pesce, emerge il suo desiderio di raccontare le personalità, le vicissitudini e le miserie dei personaggi effigiati, attraverso le loro Donnapesce auguste rodin 7espressioni, senza rinunciare alla poetica dell’incompiuto che, a partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento, divenne un marchio inconfutabile del suo stile.

     In occasione dell’esposizione, la Galleria Nazionale di’ Arte Moderna, presenterà una rassegna di quarantacinque opere fra pittura, scultura e arti grafiche dal titolo D’après Rodin. Scultura italiana del primo Novecento, in cui si racconterà l’influenza dello scultore francese sugli artisti italiani all’alba del XX secolo.

     Sarà un’esperienza per conoscere l’animo di un vero scopritore e artefice del sentire umano, del resto come dichiarò egli stesso: Per ogni artista, degno di questo nome, tutto in natura è bello, perché gli occhi dell’artista, senza paura di accettare tutta la verità esterna, leggono come in un libro aperto tutta la verità interiore.


Titolo evento

Rodin. Il marmo la vita Data inizio:18 February, 2014 Data fine:25 May, 2014 Sito web:http://www.mostrarodin.it/