Chi non ha coscienza della propria ignoranza.
Chi crede di sapere tutto senza bisogno di ascoltare nessuno.
Chi crede che la cultura serva solo a succhiare soldi.
Chi crede che la cultura abbia senso solo se si rende conforme alla sua pancia.
Chi non ha mai dubbi.
Chi ha solo certezze.
Chi ha la certezza che siano sempre gli altri la causa dei propri fallimenti.
Chi pensa che i problemi si risolvano eliminando chi li solleva.
Chi non ha mai mosso un passo perché tanto è tutto uguale.
Chi è sordo a ciò che è diverso.
Chi non ha orizzonti.
Ecco il nuovo protagonista di Aristofane, Strepsiade. L’ “eroe” sbagliato che viene messo alla prova nel vortice di una nuova teofania: quella delle nuvole. Dense e leggere, servizievoli e catastrofiche, disponibili e vaporose, assenti e presenti, variabili e stabili, concrete e ondivaghe, mettono in crisi il pensiero con la loro femminile varietà.
L’antagonista è un falso intellettuale, con le sembianze di Socrate e il nostro “eroe”, continuamente provocato dalle suggestioni dal suo nuovo credo meteorologico, opterà per una soluzione finale dal sapore tragico: rimozione della cultura.
Il Socrate di Aristofane è niente di più che un espediente drammaturgico usato per suscitare le reazioni senza riscatto del protagonista Strepsiade. Il pubblico del tempo si divertiva nel cogliere la reale rivalità culturale tra il filosofo e l’autore della commedia. Forse, però, anche se le premesse erano nell’aria, Aristofane non poteva certo immaginare che pochi anni dopo l’uscita della sua commedia, nella realtà della storia, il mondo democratico e conflittuale di Atene si sarebbe liberato della presenza di Socrate (coscienza dell’ignoranza) decretandone la morte…
L’improponibile “eroe” oscuro di Aristofane si prendeva la sua rivincita, ma la Storia si sarebbe incaricata di ristabilire gli ordini di grandezza.
E noi poveri guitti lacerati tra verità e menzogna, tra realtà e rappresentazione, tra paradosso e quotidianità ci barcameniamo ancora una volta sotto un cielo sempre incerto, confuso, mosso da nuvole scure e severe o rapide e gioiose
.”
(Ensemble Attori Fondazione Teatro Due)

 
Rappresentato per la prima volta alle Dionisie del 423 a.C. – rielaborato successivamente da AἈριστοφάνης, traslitterato in Aristofànes, fino al 417 a.C.  – “Le nuvole” è certamente uno fra i testi più attuali del commediografo greco antico, fra i principali esponenti dell’Archaia  (Cmmedia antica) insieme a Cratino ed Eupoli. Inoltre, Aristofane è l’unico autore di quel periodo di cui ci sono giunte ben undici opere complete.
Immagine guida le nuovole
Il bersaglio satirico esplicito del grande autore è l’arte oratoria e dialettica socratica e sofistica, con i suoi strumenti di convincimento e seduzione. Quelli di cui ci si prende gioco ora sono più in generale i fabbricanti di verità, quelli che inducono l’uomo medio a fare, pensare, credere quello che desiderano, quelli che piegano il pensiero e l’arte ai loro bassi scopi e fanno della cultura un qualunque strumento di potere e lucro.
“Le nuvole” affrontano affrontano un tema attualissimo, il senso e l’importanza del dibattuto culturale all’interno di una società in crisi” e Gigi Dall’Aglio, tra i soci fondatori della Compagnia del Collettivo di Parma, divenuta Teatro Stabile di Parma nel 1983, in seguito Fondazione Teatro Due nel 2001, spiega: “Strepsiade e con lui suo figlio Filippide fanno parte di quella categoria di persone che hanno l’arroganza della propria ignoranza, che si sentono in diritto di proclamare senza alcuna vergogna che la cultura serve solo a soddisfare i propri bisogni, monetari s’intende. Le nuvole dunque è uno spettacolo che smaschera chi ha questo atteggiamento, che sfocia spesso nella violenza. Il tormentone di Strepsiade è: se con la cultura uno paga i debiti, allora viva la cultura! Ma verrà smentito…”
Particolare locandina de 'Le nuvole' di Aristofane al Teatro 2 di Parma
Il pubblico scoprirà l’attenta riflessione, anche ironica, sulle armi di persuasione di massa, sulla forza che le parole acquistano quando volte a fini non meritevoli. L’’Ensemble, infatti, mette in scena un percorso “on the road” verso una verità mutevole e soggettiva.
In scena un carrozzone di comici, che catturerà il pubblico in un gioco meta-teatrale dove ogni personaggio, per essere vero, è falso. Del resto si è nel luogo della menzogna necessaria, della falsità per eccellenza, il teatro, in cui la verità diviene più vera del vero.
La scena è lo specchio della platea; gli attori sono lo specchio del pubblico, cantano i guitti dal palco, e ancora una volta la città è interpellata, invitata a riflettere su cosa sia questa strana cosa chiamata pensiero, chiamata desiderio…


Data inizio:08 February, 2014 Data fine:12 February, 2014 Sito web:http://www.teatrodue.org/


Dettagli

Le nuvole di Aristofane

interpretato e diretto da:

  • Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Luca Nucera, Tania Rocchetta, Marcello Vazzoler
  • musiche Alessandro Nidi
  • costumi Emanuela Dall’Aglio
  • produzione Fondazione Teatro Due
  • direttore di scena Chantal Viola
  • direzione allestimenti Teatro Due Mario Fontanini
  • macchinisti Maurizio Mangia, Davide Cappellato, Giovanni Mutti, Simona Bardiani (scenografo-decoratore)
  • capo elettricista Luca Bronzo
  • elettricisti Davide Sardella, Gabriele Lattanzi
  • fonica Andrea Romanini
  • sartoria Teatro Due Simone Jael Hofer Chiara Teggi, Antonella Caleffi

Prima nazionale sabato 8 febbraio 2014, ore 21.00

repliche
domenica 9 febbraio 2014, ore 16.00
martedì 11 e mercoledì  12 febbraio 2014, ore 21.00