L’artista e designer Bruno Munari affermava che gli oggetti prodotti dalla natura sono come pezzi di design: la buccia di un’arancia è l’imballaggio che ricopre gli spicchi, contenitori a loro volta ricoperti da una leggera pellicola che ne avvolge il succo. Ogni spicchio contiene “un piccolo omaggio che la produzione offre al consumatore nel caso che questi volesse avere una produzione personale di questi oggetti”¹, cioè il seme. Magari nessuno penserà di piantarlo, ma il principio stesso dell’offerta in quanto tale stabilisce un rapporto di fiducia tra il produttore e il consumatore.

Nel 1998 Emilio Isgrò, l’artista delle cancellature concettuali, ha amplificato il gesto altruista della natura donando un seme d’arancia alla popolazione di Barcellona Pozzo di Gotto, come simbolo di riscatto dal degrado civile e sociale. Il seme è l’archetipo di un frutto quasi perfetto per la consonanza tra la forma e la funzione, tanto da divenire un modello per il designer. Ma è anche l’emblema inconfondibile di una terra che spreme agrumi dal tempo della dominazione araba. Di quegli agrumi Barcellona Pozzo di Gotto è centro nodale di produzione e vendita, nonostante in passato le sue bucce odorose e dai colori squillanti siano state intorbidite dal sangue delle vittime della mafia.
Per Isgrò il seme d’arancia è «il seme dell’arte, il seme della vita, il seme di quel che vuoi, che contiene già di per sè la teoria di ciò che è o potrà diventare» e con lui diventa una scultura alta più di 6 metri. A distanza di 15 anni dalla sua realizzazione la Fondazione di Comunità di Messina vuole ricorrere a interventi di restauro che eliminino dalla scultura le scritte vandaliche e rimedino alle azioni deleterie degli agenti atmosferici. Si sceglie di svolgere l’operazione tramite laboratori aperti e incontri che rinsaldino la consapevolezza del valore etico di un’opera d’arte pubblica, autentico seme-germoglio di riflessioni ed esperienze condivise.

Il Seme ingrandito 10.000 volte è custodito su un ponteggio nella piazza antistante la vecchia stazione ferroviaria, da dove partivano carichi di essenze di agrumi per il nord Italia. Qui si sta svolgendo un laboratorio creativo (aperto sino al 21 marzo) comprendente esperienze ludiche e didattiche oltre che assemblee rivolte alla cittadinanza. Il Cantiere prevede infatti che il restauro dell’opera sia un percorso visibile e partecipato, le cui fasi possano essere seguite da chiunque in ogni momento. Nasce uno spazio inedito, che promuove l’arte contemporanea e collega a essa fruttuose esperienze sociali.

Al primo piano della vecchia stazione si svolge la mostra “Emilio e altri siciliani” di Ferdinando Scianna, primo evento del progetto “Passaggi di testimone”. Il “fotografo fotografo”, come Scianna ama definirsi per sottolineare il suo amore viscerale per l’arte fotografica, è nato a Bagheria nel 1943 e per cinquant’anni ha percorso il mondo in lungo e in largo occupandosi di reportage come di moda perché per lui la fotografia incontra e racconta, senza preclusione alcuna. Il racconto di Scianna non è esclusivamente mera esposizione della sua visione del mondo ma specchio del mondo e concreta possibilità di incrocio con l’altro e con l’altrui pensiero. Così nascono i ritratti della gente comune ma anche di grandi letterati siciliani come Vincenzo Consolo, Sebastiano Addamo, Ignazio Buttitta, l’amico Leonardo Sciascia (che lo definì un “fotografo nato”) e lo stesso Emilio Isgrò, cui è dedicato un ampio nucleo di immagini. Si tratta dei talenti della sua terra, dei semi che una volta coltivati hanno prodotti i rigogli e i frutti della cultura. Ne consegue dunque una mostra di amicizia e stima, ma anche del talento isolano, ove cultura alta e cultura popolare a malapena, consapevolmente, si distinguono.
Data fine:09 March, 2014
Dettagli
¹ Bruno Munari, Arte come mestiere, Editori Laterza, 7ª ed. Bari 2007
Luogo: Piazza vecchia stazione ferroviaria
Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
Titoli eventi:
– Restauro del Seme d’Arancia
Piazza e piano terra/Laboratorio didattico
Fino al 21 marzo 2014
– Mostra : Ferdinando Scianna – “Emilio e altri siciliani”
Sale primo piano/ Progetto “Passaggi di testimone”
Fino al 9 marzo 2014
Orario:
lunedì – sabato, mattina: ore 10-13 / pomeriggio: ore 16-19
domenica, mattina: ore 10-12 / 16 – 18