Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino
incontrerai ogni giorno milioni di maschere
e pochissimi volti.

(Luigi Pirandello)

Già dalla sua nascita nel 1986 il Musée Dapper ha contribuito in maniera considerevole alla conoscenza e alla diffusione delle arti africane, grazie all’allestimento di numerose esposizioni  all’interno delle sue mura, diventando così uno dei principali endroits parigini dove ammirare i capolavori dell’Africa artistica.
Questa volta l’occasione è davvero singolare e merita sicuramente una piccola sosta: la nuova esposizione in corso, Initiés. Bassin du Congo, riunisce opere legate alle pratiche iniziatiche dell’immensa regione che costituisce il bacino del Congo. Opere di varia natura che rivelano come e perché certi rituali di queste zone dell’Africa sub sahariana siano legati a una grande diversità di oggetti: maschere, statuette, insegne, costumi, strumenti musicali provenienti per la maggior parte dal Musée royal de l’Afrique centrale di Tervuren (Belgio), nonché dallo stesso Musée Dapper e da collezioni europee pubbliche e private. Questa opportunità, più unica che rara, permette di presentare e offrire al pubblico molti oggetti di valore che non lasciano quasi mai le loro collocazioni abituali.
Locandina della mostra 1
Ma entriamo più nel dettaglio…

Le iniziazioni costituiscono delle tappe determinanti nella vita degli esseri umani, scandiscono la loro esistenza senza la possibilità di guardarsi indietro e implicano una trasformazione che può dirsi definitiva. In Africa, di solito, sono organizzate, o per meglio dire imposte, dalle società che le considerano dei passaggi obbligati per accedere a una posizione particolare. I riti di iniziazione più diffusi e qui presi in considerazione sono di due tipi: il primo riguarda la formazione che prepara gli adolescenti alla vita adulta e che si traduce in circoncisione per i maschi e in escissione per le femmine. L’altro è quello che accompagna la nascita o la morte di un individuo, o un qualsiasi altro cambiamento di ruolo o di status sociale. Chiunque riesca a resistere al dolore e a vincere la paura della morte ha la possibilità di avere accesso a nuovi tipi di conoscenza e entra a far parte di un  circolo di “eletti” legati da un rapporto indistruttibile e profondissimo. Indispensabili non solamente alla formazione di individui adulti, questi riti di passaggio erano considerati anche come una messa a morte simbolica, seguita dalla rinascita di un essere nuovo e conforme ai bisogni della società. Essere iniziati in Africa significa dunque aver seguito per un lungo periodo e in condizioni impegnative e spossanti, un insegnamento specifico riservato a certe categorie di individui.
Metoko nkanu 2
A prescindere dal tipo di iniziazione, i diversi popoli del bacino del Congo hanno realizzato tutta una serie di strumenti e utensili per conferire maggiore credibilità a questi momenti transitori. L’esposizione in corso al Musée Dapper permette proprio di rivisitare quelle che furono le angoscianti e anche dolorose pratiche dell’iniziazione grazie alle opere qui esposte, che rappresentavano per quelle antiche tribù degli elementi di fondamentale importanza per contribuire a lasciare una traccia indelebile sul corpo e nello spirito dei “poveri” prescelti. La cultura materiale che accompagna questi episodi decisivi varia da una popolazione all’altra e da un’iniziazione all’altra, ma succede ugualmente che gli stessi oggetti siano implicati, con ruoli differenti, in funzione del contesto d’iniziazione. Tali artefatti erano dunque utilizzati come oggetti scenografici posizionati ad arricchire il tempo e il luogo in cui si svolgevano le cerimonie che scandivano i diversi momenti del processo iniziatico: il percussionista nkanu, per esempio, apparteneva a un insieme di sculture e di pannelli figurativi che ornavano lo spazio celebrativo ed evocava l’operazione che dovevano subire i novizi.
Romuald hazoume miss dakar 3
In particolar modo le maschere sono da considerare, in questo senso, l’oggetto per eccellenza utilizzato in quasi tutti i rituali: esse inquietano, insegnano, proteggono, infliggono prove, svelano segreti e partecipano attivamente alla ricerca dell’identità. E quelle di Romuald Hazoumé si inseriscono perfettamente all’interno di quei processi che prevedono grandi trasformazioni, generando così sorpresa e vari interrogativi. Le sue opere sono il risultato di un processo iniziatico che ha condotto lo stesso artista a interrogarsi sul proprio ruolo e a esplorare nuovi percorsi di riflessione sulla moderna società del consumismo. Le maschere di Hazoumé evocano, certo, le iniziazioni africane, ma costituiscono, allo stesso tempo, una metafora per portare alla luce le contraddizioni del mondo occidentale. La parte contemporanea della mostra è interamente dedicata a questo artista del Benin: attraverso le sue celebri creazioni il visitatore ha la possibilità di immergersi ancora più profondamente in questa atmosfera coinvolgente in cui le maschere rappresentano l’elemento sempre presente. Le popolazioni che creano e utilizzano questi strumenti, i quali svolgono diversi compiti nel corso delle iniziazioni, hanno la tendenza a caricarli dell’energia di un corpo umano per animarli. Tra le sale del museo le maschere sono, tuttavia, trasformate dall’artista in metafore visive: per Hazoumé, infatti, esse non costituiscono solamente uno strumento di critica, ma rappresentano anche delle personalità a lui vicine e che lo hanno particolarmente colpito.
Statua nkishi congo 4
Al giorno d’oggi tali pratiche sono sempre più rare in quanto si sono estinte progressivamente con l’avvento dell’età moderna: in seguito alla conquista dell’indipendenza nel 1960 il paese è in preda a incessanti conflitti che poco a poco hanno intaccato la stabilità della vita politica, religiosa e sociale; senza contare la precedente epoca coloniale del tutto destrutturante per le istituzioni locali. Tuttavia, là dove i riti iniziatici esistono ancora, si è registrata un’evoluzione e un adattamento parallelo di tali pratiche alle esigenze della vita contemporanea. L’approccio dell’artista Romuald Hazoumé è contrassegnato, infatti, dalla sua esperienza di iniziato: le sue opere chiamano in causa provocazione e derisione, costituiscono gli utensili di una critica acerba dell’Occidente e indagano il divenire delle società del continente africano.
Romuald hazoume miss dakar le vaudou 5
L’esposizione è accompagnata da un catalogo molto curato, riccamente illustrato e accompagnato da una serie di saggi critici per i quali l’apporto di specialisti dell’arte africana è stato fondamentale. Un’ottima alternativa per chi non ha la possibilità di visitare di persona le sale del museo parigino: gli appassionati si perderanno, infatti, tra le sue pagine, conquistati dalle fotografie e dalle riproduzioni presenti che mostrano un’Africa non convenzionale, un paese in lotta con se stesso, una terra meravigliosa e inquietante, ma che esercita sul mondo occidentale un’attrazione alla quale è difficile resistere!


Titolo evento

Initiés. Bassin du Congo Data fine:06 July, 2014 Sito web:http://www.dapper.fr/