Il litigare è una costante della vita umana: tra madre e figlia, tra sorelle, tra moglie e marito, tra amiche.
Senza il litigio, senza gli screzi, senza il confronto, anche più aspro, gli scenari non muterebbero: tutto resterebbe sempre uguale ed i problemi, che ciascuno di noi ha con se stesso, con chi gli vuole bene ed in generale con le persone con le quali viene in contatto, non troverebbero una vera soluzione.
Bisogna che tutto sia dibattuto. Eraclito riteneva che il medesimo principio fosse valido anche per il Cosmo.
Per il filosofo efesino l’Universo, che ha origine dal fuoco, è retto da un ciclo perenne, che produce il carattere fondamentale del mondo, cioè l’Eterno divenire. Ogni cosa,

infatti, continuamente diviene e nella realtà umana e terrena non esiste qualcosa che rimanga immobile ed identico a se stesso: nel grande fiume in cui tutti viviamo l’acqua non è mai la stessa, così come anche noi non siamo mai gli stessi quando entriamo nel medesimo fiume.
A volte i nostri sensi grossolani non si accorgono del continuo divenire: questo viene colto soltanto quando più eventi nuovi si accumulano, mentre di fatto le cose cambiano attimo per attimo sotto i nostri occhi.
A volte i nostri sensi percepiscono il cambiamento, ma siamo noi a non volerlo cogliere: inganniamo solo noi stessi e non accettiamo il confronto, anche duro, con gli altri. Rifuggiamo il contrasto. Per quanto si ci possa sforzare di evitarlo compiamo una operazione vana se non dannosa.
L’Eterno divenire e quindi il mondo è, infatti, frutto di un contrasto: una cosa, una persona diviene quando non è più ciò che era e non è ancora ciò che sarà, quando è ed al tempo stesso non è.
Per questo il contrasto è il “Padre ed il Re di tutte le cose”: dal contrasto deriva il divenire, è il contrasto a dominare ogni aspetto nell’Universo e nella nostra vita, ogni mutamento nella realtà può essere riportato al contrasto tra essere e non essere (caldo / non caldo, sano / non sano…).
In una simile accezione il compito della ragione è quello di capire il divenire anche quando sfugge alla sensibilità e di scoprire, nel perenne processo del mutamento, l’ordine razionale che deriva dalla razionalità del fuoco primordiale, che ha dato origine alle tre sostanze (gassose, liquide e solide) e quindi al Cosmo.
Accettare il divenire delle cose, il cambiamento, proprio ed altrui, così come quello di tutto ciò che ci circonda, adeguarsi alla razionalità insita nel divenire e così contribuire a mantenere l’ordine e l’armonia di noi stessi, di chi amiamo e dell’intero Universo, questo è il compito dell’uomo.
Solo nel contrasto, nel confronto, nella dialettica, nel litigio riposa la via per la crescita individuale, per la costruzione dell’individuo.
Quindi… confrontiamoci, discutiamo, litighiamo, accettiamo le idee altrui, non restiamo ancorati al nostro modo di vedere e di percepire il mondo (il cambiamento è anche accettare la visione del mondo chi si ha accanto)… poi però facciamo la pace…