Davanti a un dipinto su tela di Orazio Gentileschi pulito per i prossimi mille anni, che in alcuni punti mostra dei ritocchi di restauro andati nel tempo opacizzandosi…
(Bruno Zanardi)

Bruo zanardi un patrimonio artistico senzaAlla Fondazione Corriere della Sera è in programma per giovedì prossimo la presentazione di “Un patrimonio artistico senza. Ragioni, problemi, soluzioni” l’ultimo libro di Bruno Zanardi sul disastro del nostro patrimonio artistico, caos e gravi ritardi che fanno soccombere tutela, conservazione e restauro. Casi concreti,  in alcuni casi anche sconcertanti, accaduti negli ultimi quindici anni.
Fra i più noti restauratori italiani, Zanardi ha lavorato su alcune delle maggiori espressioni della nostra civiltà figurativa: dai rilievi dell’Ara Pacis e della Colonna Traiana, ai mosaici paleocristiani e di Jacopo Torriti nella nella Basilica di Santa Maria Maggiore, agli affreschi e i mosaici del Sancta Sanctorum al Laterano di Roma, dagli affreschi della Basilica di Assisi, ai rilievi della facciata del Duomo di Orvieto.
Fondatore nel 2001 deil  primo corso di laurea per la formazione dei restauratori presso l’Università di Urbino in cui è docente di Teoria e tecnica del restauro, l’autore scrive in modo asciutto, a volte duro, altre ironico, ma sempre estremamente qualificato, oltre che testimone diretto, quando evidenzia scoraggianti esempi di restauri sbagliati, la perdurante crisi formativa del settore o la cementificazione sconsiderata.
Non mancano i casi positivi a dimostrazione della linfa vitale per un futuro del nostro patrimonio storico e artistico.
Lontano dalle grida e dai toni spettacolari oggi tanto freququenti, il volume edito da Skira, è tutt’altro che una critica tout court, piuttosto un dolorosso appello di  chi ha quasi mezzo secolo di esperienza e competenza per segnalare, e suggerire, possibili soluzioni.  
La lettura scorre fluida nonostante il rigore scientifico della trattazione che non è mai generica, ma sempre circostanziata come a pagina 43: “Si dice però che, all’Aquila, proprio il cordolo in cemento abbia salvato la facciata della chiesa di San Bernardino dal terremoto del 2009.”
“A me invece risulta che la principale causa del crollo del castello dell’Aquila, sede della soprintendenza dell’Abruzzo, siano stati gli annosi lavori di restauro decisi direttamente dal soprintendente, consolidandone le mura con il cemento.”
“Un soprintendente che con un intervento di restauro sbagliato fa crollare a terra la sede della sua soprintendenza. Non male davvero.”

 

 

 



Dettagli

Bruno Zanardi  
Un patrimonio artistico senza.
Ragioni, problemi, soluzioni

pagg. 168
Skira