Ultimi giorni allo Staedel Museum di Francoforte per l‘importante mostra dedicata ad Albrecht Dürer che chiudera’ i battenti il prossimo due febbraio. L’esposizione rende omaggio al maggiore artista del rinascimento tedesco con piu` di 280 opere, fra cui circa 200 opere dello stesso Dürer, con prestiti dalle piu’ importanti collezioni del mondo. La mostra è ospitata su due piani del museo e si snoda attraverso quattordici sezioni tematiche. Accanto a quelle di Dürer sono esposte opere di predecessori e contemporanei, che ne collocano la traiettoria artistica nel contesto della sua epoca e contribuiscono a illustrare la sua opera di disegnatore, creatore di xilografie e incisioni, teorico dell’arte e umanista.
Dürer nacque nel 1471 a Norimberga, da una famiglia di orefici di origini ungheresi. La città della Franconia era all’epoca fra le più ricche e popolose della Germania e vi prosperava un’intensa vita culturale e artistica. In questo ambiente Dürer crebbe e si formò, muovendo poi i primi passi di un percorso che lo portò presto a padroneggiare il ventaglio delle tecniche artistiche disponibili all’epoca e a migliorlarle. L’opera del Dürer si staglia maestosa nel panorama artistico europeo del cinquecento e il maestro di Norimberga e’ spesso visto come un trait d’union fra diverse regioni europee, anche in virtù dei suoi viaggi in Italia e nei Paesi Bassi.

Una nutrita esposizione di stampe mette in dovuto risalto l’importanza che questa tecnica ebbe per l’artista, tecnica che lo accompagnerà per tutta la vita. È infatti grazie alla stampe che l’arte di Dürer si diffuse e venne apprezzata in Europa. La produzione di stampe gli assicurò inoltre un sostanzioso flusso di reddito; il successo fu tale che l‘artista decise di fondare un laboratorio e arruolò dei commessi per vendere le sue produzioni al di là dei confini cittadini. En passant, è curioso menzionare che Dürer introdusse perfino una sorta di suo copyright di cui si trova esempio in mostra.
Spicca nell’esposizione la grande edizione illustrata dell’Apocalisse di San Giovanni, una serie di xilografie realizzate dal Dürer negli ultimissimi anni del quindicesimo secolo. In ogni pagina del libro, apparso in edizione tedesca e latina, la precisione del dettaglio si unisce a un robusto impianto d’insieme. Fra le illustrazioni del libro si può ricordare la celebre tavola con i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse.

Il visitatore può apprezzare un cospicuo numero di incisioni, fra cui alcune delle opere più famose del Dürer La presenza in mostra di un esempio di lastra metallica usata nella produzione aiuta inoltre a comprendere il procedimento tecnico adoperato. L’enigmatica “Melancolia I” (1514) è forse la più famosa incisione del maestro di Norimberga. Immagine allegorica piena di simboli, che è stata ed è tuttora oggetto di innumerevoli interpretazioni. Assieme a “Melancolia I” la mostra propone altre due incisioni considerate i capolavori del Dürer e spesso associate come facenti parte di una serie: “Il cavaliere, la morte e il diavolo” (1513) e “San Girolamo nella cella” (1514).

Lungo tutta la traiettoria della sua multiforme carriera Dürer dedicò particolare attenzione al ritratto, diventando uno dei maggiori interpreti del genere. L’esposizione ne propone diversi , abbracciando un arco temporale che va dal “Ritratto della madre”(1490), un dipinto a olio su tavola e uno dei primi capolavori del Dürer, al Ritratto di uno sconosciuto” (1521)
La mostra non espone invece i suoi famosi autoritratti che si trovano in altre musei (come il celebre “Autoritratto con pelliccia” (1500) conservato alla Alte Pinakothek di Monaco), ma le fattezze dell’artista si possono comunque osservare nel celebre “Due musici” (1503-04) in prestito dal Wallraf-Richartz Museum di Colonia. In questa grande pala, in origine facente parte dell’altare Jabach, sono ritratti un flautista e un tamburino, quest’ultimo con il volto dell’artista.

La riunificazione temporanea dei pannelli dell’Altare Heller (c. 1507-1509) e’ un altro dei punti alti della mostra. Il dipinto a olio su tavola realizzato dal Dürer insieme a al Grünewald (c. 1480-1528) su commissione del ricco mercante Jacob Heller era destinato in origine alla chiesa del convento domenicano di Francoforte. I singoli pezzi sono dispersi oggigiorno fra la Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe, lo Historisches Museum Frankfurt e lo Städel medesimo e sono riuniti in questa occasione.
Impossibile in ogni caso menzionare tutte le opere esposte in mostra ma si può ricordare che fra le numerose tele di contemporanei del Dürer è di particolare interesse per il visitatore italiano il “Ritratto di Luca Pacioli” (c. 1500) attribuito a Jacopo de’ Barbari, in prestito dal Museo di Capodimonte. Dürer forse incontrò lo stesso Pacioli nel suo secondo viaggio in Italia in cui cercò fra le altre cose di approfondire gli studi di prospettiva.
Curate ed esaurienti le didascalie e i pannelli in inglese e tedesco e il bel catalogo di circa 400 pagine edito da Prestel Verlag, anch‘esso in duplice versione Inglese e Tedesca.
Titolo evento
Dürer Data fine:02 February, 2014 Sito web:http://www.staedelmuseum.de/sm/