Dopo Duetto di Alessandro Certini/Virgilio Sieni (2011) e Calore di Enzo Cosimi (2012), la terza tappa del Progetto RIC.CI – Recostruction Italian Contemporary Choreography Anni 80/90, ideato e diretto da Marinella Guatterini con l’assistenza di Myriam Dolce, la scorsa primavera ha visto rinascere al Teatro Sanzio di Urbino La Boule de Neige, titolo firmato da Fabrizio Monteverde nel 1985 per la propria compagnia ed ora ‘affidato’ al Junior BallettO di ToscanA, diretto da Cristina Bozzolini.

La scelta di ‘passare il testimone’ – azione peculiare, questa, tenuta in alta considerazione nel Progetto RIC.CI– caduta sul Junior BallettO di ToscanA non appare di certo casuale, legandosi al percorso artistico dello stesso Monteverde.
Classe 1958, Fabrizio Monteverde intraprende la propria carriera artistica nel 1976 dapprima in ambito registico come assistente di Muzzi Loffredo per poi formarsi presso il Centro Professionale di Danza Contemporanea di Roma con Elsa Piperno e Joseph Fontano e crescere nella compagnia dei due artisti insieme a Francesca Antonini e Marco Brega.
Trasferitosi nel 1984 a Parigi per un periodo di perfezionamento e rientrato a Roma l’anno seguente, Monteverde decide di costituire insieme a Antonini, Brega e all’attrice Patrizia Piccinini la Compagnia Baltica, realtà di cui è direttore sino al suo scioglimento nel 1992.
Dopo il “dinamico e muscolare” Bagni Acerbi, coincidente con il debutto della compagnia, Monteverde si ispira al testo letterario di Jean Cocteau Les Enfants terribles (1929) per La Boule de Neige, titolo questo che consolida il suo nome tra la rosa dei nuovi coreografi italiani.
Nel 1988 è poi Era Eterna su musiche di Schubert per il Balletto di Toscana ad inaugurare la proficua collaborazione con la compagnia fondata e diretta da Cristina Bozzolini (nata nel 1985 e attiva sino al 2000, n.d.r.) di cui la Junoir, impegnata in questo riallestimento, dal 2005 ne è l’erede diretta.

MaggioDanza, Scala, Arena di Verona, Opera di Roma, Regio di Torino, San Carlo di Napoli e Aterballetto sono le principali realtà che dagli anni Novanta sino ad oggi hanno commissionato nuovi lavori a Monteverde, intenzionato dopo la fine di Baltica a contunuare in maniera autonoma il proprio percorso artistico.
Autore anche delle coreografie del film Palma d’Oro a Cannes La Luna Incantata (1991) di Vittorio Nevano con Alessandra Ferri, Monteverde si evidenzia sin dagli esordi come il più ‘teatrale’ dei coreografi della sua generazione.
La propensione a lavorare su musiche originali composte ad hoc e l’esigenza di confrontarsi su differenti livelli con testi letterari di importanti autori- tra cui Savinio, Ionesco, Wilde, Calvino solo per citarne alcuni- unite all’esperienza registica, maturata sia nel teatro di prosa sia in quello d’opera, sono i tratti distintivi del ‘fare artistico’ di Monteverde già presenti in La Boule de Neige.

L’ispirazione al testo di Cocteau non si traduce in maniera didascalica ma bensì attraverso la sapiente creazione di atmosfere cangianti che proiettano lo spettatore nella chambre di rue Montmatre in cui si consuma il rapporto ambiguo tra i due fratelli Paul (Mirko De Campi- ruolo in principio interpretato dallo stesso Monteverde, n.d.r.) e Elisabeth (Claudia Manto), a cui si unisco Gérard (Luca Cesa) e Agathe (Alessandra Berti). Le suggestioni della pellicola realizzata da Jean-Pierre Melville su commissione dello stesso Cocteau nel 1950 si amalgamano all’esperienza bohémien vissuta in prima persona a Parigi dallo stesso Monteverde, amplificate dalla musica originale da Pierluigi Castellano e dalle arie del barocco Orfeo di Antonio Sartorio.
Con sequenze allucinatorie dove la neve è chiamata ad essere metafora della droga, in chiaro riferimento alla situazione che vide la stesura del testo da parte di Cocteau, La Boule de Neige si sviluppa in una partitura di movimento, ricca di tours, andamenti speculari e incastri tra coppie, su cui vengono innestati nei continui vortici delle braccia gesti simbolici adoperati come spie per la progressione di un possibile intreccio evocato e mai illustrato.

Il raffinato gioco di luci, firmato da Carlo Cerri, ad indicare il tempo che passa e la ‘densità spaziale’ della chambre è frutto del restyling voluto dallo stesso Monteverde per questa ripresa, così come i costumi resi più morbidi da Gianni Serra.
Come la palla di neve ,lanciata dal fugace Dargelos, che colpisce il petto di Paul causandone la fine e il suicidio della sorella Elizabeth, La Boulge de Neige, in scena al Teatro Comunale di Ferrara lo scorso 10 dicembre, in maniera soffice insidia nella mente dello spettatore spingendolo a curiosare su questi giochi d’adolescenza in cui il confine tra leggiadria e atrocità è sempre sfumato.
Sito web:http://www.teatrocomunaleferrara.it/
Dettagli
La Boule de Neige (1985/2013)
liberamente tratto da Les Enfants terribles di Jean Cocteau
regia e coreografia Fabrizio Monteverde
musiche scritte e dirette da Pierluigi Castellano
testi di Francesco Antinucci
musica registrata e mixata da Paolo Modugno e Massimo Terracini (1985)
costumi Gianni Serra
creazione luci Carlo Cerri
produzione 1985
Spaziozero/Compagnia Baltica
produzione del riallestimento 2013
Junior BallettO di ToscanA
10 dicembre 2013, Teatro Comunale di Ferrara
Progetto RIC.CI Date Tour 2014
Calore
coreografia di Enzo Cosimi 1982/2012
dal 16 al 19 gennaio Milano- Teatro dell’Arte
12 febbraio Teramo- Teatro Comunale
14 febbraio Piacenza- Teatro Giocovita
La Boule de Neige
coreografia Fabrizio Monteverde 1985/2013
18 gennaio Mestre (VE)- Teatro Toniolo
24 gennaio Teramo- Teatro Comunale
9 febbraio Gioia del Colle (BA)- Teatro Rossini
4 e 5 marzo Firenze- Teatro di Rifredi
14 marzo Reggio Emilia- Fonderia Aterballetto
Terramara
coreografia di Michele Abbondanza 1991/2013
25 gennaio Vicenza- Teatro Comunale
28 febbraio Verona- Teatro Camploy
13 maggio Firenze- Fabbrica Europa
15 maggio Fano- Teatro della Fortuna