Tutto passa e tutto rimane / però il nostro è passare, / passare facendo cammini / cammini sopra il mare.” Così si chiude l’incipit della poesia di Antonio Machado che dà il titolo al nuovo graphic novel di Paco Roca, I solchi del destino, edito in Italia da Tunué.

Grigi cieli incupiscono stanche anime. Migliaia di persone ammassate nel porto di Alicante. E’ il 28 marzo 1939. Qui comincia il dramma storico e finisce la guerra civile spagnola. S’accalcano gli ultimi esuli repubblicani in cerca d’un passaggio per fuggire ai franchisti. Pochi si salveranno, molti periranno.
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E’ l’evento fondatore che segna l’inizio della ricerca storica dell’autore ma soprattutto del suo tentativo di voler dar voce e nuova rappresentazione ad una storia dimenticata dalla Storia. Stiamo parlando del ruolo da protagonisti dimenticati che gli esuli spagnoli repubblicani ebbero nella seconda guerra mondiale. La compagnia “Nueve” facente parte dell’esercito della Francia Libera, fu la prima compagnia alleata che entrò a Parigi inaurandone la liberazione, dopo essersi distinta in Africa e sempre in Francia nelle azioni seguite allo sbarco alleato.
Creando il proprio alter ego letterario, Roca, imbastisce una doppia trama: quella del presente e quella del passato. Attraverso questa binaria opposizione s’esplicano i maggiori gangli narrativi del romanzo.
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Nel fumetto ritroviamo Paco nel tempo presente, in un paesino francese, sulle tracce di un vecchio combattente spagnolo, Miguel Ruiz.
Le conversazioni tra i due e l’evolversi della loro relazione, costituiranno la cornice del passato.
Progressivamente, giorno per giorno, emergono i ricordi vivissimi di Miguel, componente della Nueve, e di tutte le peripezie e le battaglie attraverso mezza Europa tra il 39’ ed il 44’.
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Il rapporto tra cornice e racconto è articolato sotto diversi punti di vista. Innanzi tutto vi è un’inversione della rappresentazione dei due tempi sul piano visivo. Il passato, il ricordo, che poiché lontano dovrebbe assumere caratteri più fumosi, viene rappresentato attraverso i colori che ne esaltano la sua forza viva, concreta, che continua ad avere effetti sul presente. Quest’ultimo invece è in bianco e nero, animato da ombre grigie. Anche la forma delle vignette, più squadrata e definita per il passato e con i bordi arrotondati e morbidi per la cornice, è emblematica di questo aspetto.
Attraverso questo tipo di rappresentazione, l’autore pone l’accento sull’influenza degli eventi passati sul presente ed allo stesso tempo risalta la pratica della ricerca storica. Roca ha passato cinque anni a documentarsi sulle vicende dei protagonisti che sono personaggi storici realmente esistiti. Le maggiori fonti d’informazione sono da una parte il libro di Evelyn Mesquida sulla Nueve e la liberazione di Parigi, ed il lavoro dello storico Robert S. Coale specializzatosi nel ruolo delle Brigate Internazionali in Spagna e degli esuli repubblicani.
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Un interessante raffronto può essere sviluppato con il fumetto capolavoro Maus di Art Spiegelman. Entrambi affrontano le radici di drammi storici attraverso il linguaggio del fumetto mettendo in scena il racconto del passato ed il racconto della ricerca storica. In Maus l’autore rappresenta se stesso e le sue conversazioni con l’anziano padre, reduce dai campi di sterminio nazisti.
La relazione tra i componenti di ciascuna coppia s’esplica attraverso tre principali attributi. Da una parte abbiamo Roca e Spiegelman: giovani, autori dell’opera e storici poiché mettono in atto una vera e propria demarche storica. Dall’altra risiedono Miguel e Vladek vecchi, protagonisti del racconto ed allo stesso tempo fonti principali della ricerca storica stessa.
Le storie sono ovviamente diverse ma la struttura ed il modo d’affrontarle è simile perché risponde ad uno stesso sentire: il fumetto si presenta come mezzo efficace per dare un’ulteriore visione del passato e del modo in cui quest’ultimo viene indagato.
I solchi del destino 5
L’incredibile storia, sconosciuta ai più, del contributo spagnolo repubblicano alla seconda guerra mondiale trova in quest’opera una rappresentazione magistrale. Roca riesce a trovare le traccia della Storia perché, come diceva Machado, egli ripercorre i cammini di quegli uomini, solchi marcati del loro passare sul terreno del passato.