Sgavi fiscali per chi leggeLa doppia “anima” mi impone di iniziare il nuovo anno segnalando gli sgravi fiscali per chi acquista libri.
Infatti, lo scorso 13 dicembre, il Consiglio dei ministri ha approvato il piano “Destinazione Italia”, un decreto legge contenente anche misure per favorire la diffusione della lettura e consentire, a ogni contribuente, di avvalersi della detrazione fiscale – pari al diciannove per cento delle spese sostenute nell’anno solare – per l’acquisto di libri purché con codice ISBN.
Il tetto massimo è di duemila euro, di cui mille per libri scolastici e universitari, e mille per tutte le altre pubblicazioni.
Al riguardo, il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, Massimo Bray, ha sottolineato “Questa iniziativa ha un importante valore storico e simbolico che insieme al Piano della lettura si inserisce in un progetto strategico di diffusione dei libri, fondamentale per la formazione dei cittadini e per il rilancio della cultura”.
La validità è per il triennio 2014-2016 e si avrà diritto alla detrazione solo in presenza di “idonea documentazione fiscale”, ma senza specificare se sia sufficiente il semplice scontrino fiscale.
Di certo, tale orientamento, porterà benefici non solo per i lettori, ma anche a tutta la filiera.
In attesa di una Circolare esplicativa del Ministero successiva alla conversione del decreto in legge, dopo aver perso il conto del numero delle norme via via corrette, e sempre in favore dell’erario, mi viene istintivo pensare come, in fase attuativa, “idonea documentazione fiscale” potrebbe ritenere il semplice scontrino fiscale in “scontrino parlante” (cioè contenente l’identificazione del libro e il codice fiscale dell’acquirente come già accade per i farmaci), applicata una franchigia (tipo quella per le spese mediche e veterinarie).
Il Ministero dovrà anche chiarire se vi sarà analogia fra l’acquisto dei libri e le spese di istruzione così da non vanificare il risparmio fiscale per gli acquisti dei giovani a carico dei genitori.
Comunque sia, un grande plauso a questa scelta in un’Italia dove la lettura interessa solo il quarantasei per cento dei cittadini sopra i sei anni (cioè non arriviamo neppure a uno su due) e, addirittura, crolla al tre per cento la percentuale di chi, esclusi i bambini, legge più di sette libri l’anno.
E se l‘ebook ha raggiunto nel 2013 il sei per cento del mercato, seppur penalizzato dall’aliquota Iva corrente (22%), mentre il cartaceo assolve la ridotta (4%), è probabile ipotizzare come, anche i più tecnologici, ogni tanto, torneranno al sano e vecchio piacere del volume sul comodino o in borsa oppure la mezz’ora in libreria alla scoperta della seconda o la quarta di copertina.
A tutti… buona lettura!



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Ringrazio l’Agenzia delle Entrate di Firenze 
per il sempre costruttivo scambio di pareri