– di Fabio Giuliani – 

“Se sapessi raccontare una storia con le parole non avrei bisogno di trascinarmi dietro una macchina fotografica”
Così un giorno ebbe ad esprimersi Lewis Hine, insegnante di sociologia della Columbia University e fotografo della National Child Labor Commitee, nato a Oshkosh nel 1874 nelle campagne dello Stato del Wisconsin. Tramite l’inseparabile suo apparecchio ha contribuito a testimoniare la storia, lo sviluppo di una nazione e la geografia umana che l’ha edificata, andando a scandagliare gli aspetti più diversi; per questoHine è considerato da critici e studiosi in materia come il “padre” della fotografia sociale.
Hine1
Le sue immagini divennero gli strumenti coi quali l’America moderna promosse le riforme sociali del lavoro. Nel 1932, venne pubblicato il suo primo volume dal titolo “Men at Work” (Uomini al Lavoro) che ebbe subito un successo straordinario, Egli stesso definiva le sue immagini delle ‘foto-interpretazioni’ e le pubblicava come dei documenti umani. Morì nel 1940.
2hine
Il CMC – Centro Culturale di Milano ha iniziato da sette anni un percorso di approfondimento del linguaggio fotografico applicato a tematiche universali e, come proposta espositiva compresa nella terza trilogia sull’argomento “L’uomo e il fare”, dedica ora il suo spazio proprio a Lewis Hine. Vediamo qui 60 stampe originali provenienti dalla collezione di Walter Rosenblum, allievo prediletto del fotografo e a sua volta protagonista di spicco della stagione della “Photo League” americana.
3hine
Il percorso espositivo si sviluppa in vari capitoli.

  • “ELLIS ISLAND”
    Il punto di approdo per gli emigranti in cerca di lavoro (la sterminata Library of Congress di Washington, tra i suoi 150 milioni di pezzi che documentano la vita dell’America, conserva anche centinaia di foto di Hine in gran parte dedicate proprio all’immigrazione italiana ai primi del Novecento).
  • “QUARTIERI POPOLARI”
    La vita di miseria e il lavoro a domicilio con i suoi “laboratori del sudore”:
  • “CHILD LABOUR”
    Una documentazione indimenticabile del lavoro minorile in varie contee degli Stati Uniti: la filatrice di nove anni in un cotonificio del Nord Carolina, la raccolta del cotone nei campi eseguita da bambini di cinque anni, un altro che scava in una miniera di carbone del West Virginia, i giovanissimi strilloni a mezzanotte sul ponte di Brooklyn, anche sotto la neve.
  • “CLASSE OPERAIA”
     Fra officine metallurgiche e fornaci.  
  • “EMPIRE STATE BUILDING”
    A New York nel 1931, si completa la sua costruzione, di cui Hine fu il fotografo ufficiale immortalando gli operai sospesi ad altezze vertiginose collocato in un uno speciale cesto costruito per lui e correndo gli stessi rischi a cui erano sottoposti gli addetti stessi.

Lo scopo di Hine non fu però mai quello di scandalizzare con le sue fotografie, ma sempre solo quello di documentare aspetti della realtà per permetterne lo studio. In effetti la sua produzione è lo specchio della “prima modernittà urbana”, base di un laboratorio cosmopolita progressista che aveva tra gli scopi principali la definizione, in politica come in architettura, la progettazione della città completamente nuova.
4hine
La mostra è accompagnata dal Libro Catalogo pubblicato, come i prececenti, da Admira Edizioni con i saggi di Mario Calabresi e Nicolò Leotta, mentre in uno spazio attiguo alla sala espositiva si può assistere alla proiezione a ciclo continuo del film “America and Lewis Hine” (60 minuti) di Nina Rosenblum e   Daniel Allentuck della Dedalus Production.
5hine
Questa iniziativa, curata da Enrica Viganò e ideata da Camillo Fornasieri (Direttore del CMC), fa parte del progetto “Autunno Americano” del Comune di Milano e si svolge con la partecipazione e il Patrocinio di Regione Lombardia, del Consolato Americano di Milano, della American Chamber of Commerce in Italy e di IES Abroad, che realizza con i suoi studenti universitari americani nel capoluogo lombardo le visite guidate in lingua inglese.


Data fine:02 February, 2014