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Le stanze che si trovano a sinistra nel primo piano sono state date in uso alla Fondazione PGR (per grazia ricevuta) che ha allestito, dal 6 dicembre all’11 aprile 2014, la prima mostra dedicata agli ex voto ambientati nelle camere da letto e riguardanti gli ammalati. Il letto è reso importante spesso da un baldacchino e sui piedi dell’ammalato ci può essere una coperta rossa che con il suo colore vivace dà la sensazione dell’allegria che l’apparizione, di solito sovrastante il letto, porterà in quell’ambiente.
Tutti sono una rappresentazione della preghiera devota che il postulante ha fatto oltre al ringraziamento a Dio che ha ascoltato l’orante: il tutto è espresso con un’arte che racconta l’accaduto con semplicità. Le tecniche usate per fare questi quadretti sono moltissime dall’olio su tela o su carta o legno alla ceramica, dal vetro alla lastra d’argento al gesso.

Il modo di affidarsi a Dio è espresso in maniera diversa anche secondo la regione dove è stato dipinto l’ex voto, non sapevo che, oltre a personaggi diventati famosi per l’intensità con la quale dipingevano questi pezzi, anche pittori famosi (per esempio il Ceruti) sono stati incaricati di svolgere questo compito.
Secondo me queste opere hanno dentro una poesia che commuove e devo dire che i gruppi nei quali sono stati raccolti i vari ex voto sono curiosi perché prendono in considerazione molti aspetti della vita: il tema marinaro (la prossima mostra), gli incendi, gli eventi militari, le calamità naturali, i crolli, gli incidenti sul lavoro etc: basta aspettare che man mano vengano esposti.
Ora già che si è qui vale la pena, per conoscere di più la città, fare una scappatina a Palazzo Morando (via S. Andrea 6) dove sono esposte le fotografie della “Milano tra le due guerre” una scoperta impensabile della città dei Navigli, delle lavandaie, dei venditori ambulanti, del verziere e grazie alle fotografie di Arnaldo Chierichetti si vede una città che sembra esistita secoli fa.

Girando tra quelle sale (dura sino al 13 febbraio) ci si rende conto di come e quanto la vita sia cambiata nel giro di pochi decenni, sicuramente c’era molto da fare, macerie da togliere, tante persone che lavoravano sodo ma c’erano anche tante prospettive di migliorare le proprie condizioni di vita. C’è molto da pensare!
Tornando indietro magari percorrendo via Montenapo(leone) raggiungiamo il Museo Poldi Pezzoli, risultato di un collezionismo davvero speciale, dove si trova la prima parte della mostra “Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi” l’altra interpretazione della “camera” considerata il luogo dove sistemare il meraviglioso che si riesce a riunire.

Il termine nasce in epoca tardorinascimentale per denominare i musei privati dove erano raccolte le meraviglie artistiche, scientifiche e naturali che si potevano rintracciare nella realtà del momento raccontando, così, i rapporti inevitabili che sono sempre esistiti tra loro.
La mostra rimane aperta sino al 2 marzo e occupa anche una parte delle meravigliose Gallerie d’Italia e le curatrici Lavinia Galli, conservatore del Museo Poldi Pezzoli, e Martina Mazzotta, curatore della Fondazione Antonio Mazzotta, sono riuscite a sistemare diverse situazioni e momenti della storia dell’arte, del collezionismo, della scienza e della filosofia dando un approccio multi-disciplinare di ampio respiro in un continuo dialogo.

Le Wunderkammer sono state appannaggio prima di scienziati e regnanti italiani, poi si sono aggiunti principi austriaci, tedeschi e boemi a raccogliere testimonianze insolite dell’arte, della scienza e della natura e questo fenomeno si ripresenta periodicamente anche nel XX e XXI secolo soprattutto come espressione delle avanguardie artistiche.
Gli oggetti collezionati sono sempre insoliti e spesso riguardano elementi vegetali, minerali o animali inclassificabili dalla forma insolita come i coralli o i pesci palla ed è interessante vedere come venivano montati e incastonati dai più famosi orefici del momento per renderli ancora più preziosi.
Non resta che ammirare pezzo dopo pezzo guardando anche il video realizzato da TVN Media Group, gli eloquenti pannelli didattici e le schede presenti nel catalogo, edito da Skira|Edizioni Gabriele Mazzotta.

Già che si è qui si può vedere per capire come anche il gioco abbia aspetti impensati la mostra “Homo ludens. Quando l’arte incontra il gioco” curata da Francesco Tedeschi che intende valorizzare l’aspetto ludico dell’arte contemporanea con pezzi di Baj, Depero, Max Ernst, Nespolo, Paola Pezzi e altri ancora.
Non posso dimenticare la particolare esposizione che si trova nella Galleria Vittorio Emanuele dentro l’Urban Center sulla trasformazione avvenuta nel 1863 (150 anni fa) di piazza Duomo: fino a quell’anno la piazza era più piccola della piazzetta di Palazzo Reale perché aveva dentro palazzi con alberi e terrazzi e solo con la delibera del Consiglio Comunale di Milano viene deciso il suo ingrandimento e la creazione di via Vittorio Emanuele.

Poiché i pezzi esposti che raccontano questa trasformazione appartengono ai collezionisti privati che raccolgono le vicende di Milano e c’è sempre presente uno di loro in sala vale la pena intrattenersi con lui per capire tutte le trasformazioni avvenute e comprare il catalogo con le piantine e i disegni fedelmente riportati.
Carne al fuoco ne ho messa fin troppa quindi non mi resta che augurare a chi mi legge un 2014 proficuo in tutti i sensi e carico di splendide novità.