Dopo un anno in cui vi ho parlato di libri, convegni, conferenze, mostre varie concluderò con l’invito a riscoprire un bel museo nel cuore di Firenze.
Mi riferisco al museo archeologico di piazza Santissima Annunziata e ai suoi due piani di reperti etruschi, egiziani e di varie zone d’Italia.
Potrete ammirare le splendide statue in bronzo della Chimera e dell’Arringatore e altri oggetti (vasi, crateri, elmi e molto ancora) frutto di ricerche e scavi archeologici.
Proprio sul collo di uno di questi splendidi vasi è raffigurata una amazzonomachia. E a proposito di amazzoni vi segnalo che il museo ospita in questo periodo anche due mostre: la prima dal titolo “Kaulonia, la città dell’amazzone Clete. Gli scavi dell’Università degli Studi di Firenze a Monasterace Marina” (al secondo piano) e la seconda dal titolo “Cortona. L’alba dei Principi Etruschi” (al piano terreno).
Per finire l’anno andrò dunque a vedere se i nostri archivi contengono il termine amazzone?

Ho provato ma nessuna risposta: mi sarei meravigliato del contrario ma quanto al termine “scavo”, di sicuro in tema con il museo che ho visitato (peraltro da solo e questo è un peccato perché il museo è davvero strepitoso), i nostri archivi restituiscono sei documenti, uno dei quali è un frammento del Codice penale della Repubblica di San Marino del 1865.
Uno degli articoli, in tema di contravvenzioni di second’ ordine punibili colla multa da lire cinque a cinquanta prevede una cinquantina di fattispecie molto varie e curiose. Tra le quali appunto quella che vietava di “intraprendere uno scavo di pietre, o di terra, o di minerali senza legittima autorizzazione e senza osservare tutte le cautele e condizioni imposte nell’autorizzazione medesima” oppure di “tralasciare di mettere il lume ed i necessarii ripari durante la notte a materiali o ad altri simili ingombri, che si siano lasciati, o agli scavi che si fossero fatti nelle strade pubbliche o nelle pubbliche piazze”. Ma era sanzionato anche esercitare abusivamente alcune professioni (Lo esercitare senza legittima autorizzazione le funzioni di medico, o di chirurgo, o di flebotomo, o di speziale, o di levatrice oppure Lo esercitare senza licenza il mestiere di beccajo, o di oste, o di bettoliero, o di cantiniere, o di caffettiere, o di venditore di liquori al minuto, e qualunque altro mestiere senza patente o autorizzazione). Vi erano poi sanzioni per chi si fosse avventurato a scalare le mura della Città di giorno o di notte oppure per chi non riusciva a tenere in modo da rendere inoffensive le bestie, che hanno il vizio di mordere, o di cozzare, o di calciare e anche per chi non aveva di meglio da fare che far esplodere una mina senza legittimo permesso.
Non abbiate poi l’idea di innalzare globi aereostatici senza legittima autorizzazione.
Naturalmente era punito anche chi volesse “sotterrare un cadavere umano prima che scorra il periodo di tempo, durante il quale le leggi od i regolamenti interdicono il sotterramento”.
Vi era poi una disposizione che sanzionava chi osasse “aprire a richiesta altrui serrature di qualunque specie prima d’ assicurarsi, che il richiedente abbia legittimo diritto a ciò fare”.
Naturalmente, nonostante siamo ormai prossimi al Capodanno vi erano divieti anche per chi avesse in animo di “incendiare fuochi di artifizio senza legittima autorizzazione” oppure volesse provocare una “esplosione di mortaletti o simili macchine, anche in occasione di pubbliche feste, fatta senza legittima autorizzazione”.
Come avrete apprezzato in questi mesi i testi giuridici sono spesso curiosi così come sono curiose e spero interessanti le parole che compongono questi testi. Ad esempio nel testo che abbiamo appena visto vi era il divieto di insevire (cioè seviziare, incrudelire) brutalmente e pubblicamente contro le proprie bestie. Ma nello stesso articolo si sanzionava anche “il tagliare la cima del monte o il dizzoccare le ripe”.
Ora, il senso di questo divieto è più o meno intuibile ma “dizzoccare” è un termine del quale non sono riuscito a trovare il significato su alcun dizionario.
Ora per chi volesse aiutarmi a risolvere il mistero l’indirizzo è sempre lo stesso: romano@ittig.cnr.it.
Buon 2014.