La seconda avventura del ciclo della “Quete de l’oiseau du temps”, qui potete ritrovare l’analisi del primo tomo, si apre con l’incontro tra i tre eroi reduci dell’avventura precedente e la loro committente, la strega Mara. Ritroviamo Bragon che pende dalle sue labbra mentre il passato si ripresenta con la figura di Bodias, principe della Marca dei Mille Verdi e vecchio amante di Mara, nonché rivale di Bragon. L’incontro dei due ravviva i vecchi dissapori, ma questa volta sono costretti a riunirsi per salvare il loro mondo. Il ritorno del passato nel presente del tempo narrato avviene tramite la trasposizione della relazione tra i personaggi. Se prima Bragon e Bodias s’affrontavano per Couvertureamore di Mara, ora si ritrovano a confrontarsi per Pélisse, possibile figlia dei due, nonché ritrasposizione della loro giovane amata Mara del passato. – Pélisse: Mère! Arrête-le!! Il se bat encore pour toi! Mara: Non, Pelisse! Ce n’est pas ce que tu crois… il se bat désormais pour toi!

La seconda avventura s’avvia in un nuovo ambiente, completamente diverso dalla marca di Thâ, la soleggiata e deserta marca delle labbra di sabbia.  E subito una nuova minaccia s’affaccia tra le sabbie delle nuove lande, esaltando nuovamente la fantasia creatrice degli autori. Stiamo parlando della “Mort Rampante” introdotta dalla voce fuoricampo, portatrice d’imminenti terrori.

La narrazione gioca a questo punto su due livelli temporali che coincidono a due viaggi paralleli. Da una parte i Jaisir che tornano nella loro tana, dopo essere stati attaccati dalla Mort Rampante, conducono Burlog, vecchio allievo di Bragon ed ora nemico, nella cittadella Numur, sede del tempio dell’oblio. Dall’altra i nostri eroi giungono nella marca di Numur attraverso il fiume, ancora una volta sfruttando l’ennesimo mezzo di trasporto animale.
Le-tendre-sergePoco prima dell’arrivo di Bragon e della compagnia si stagliano le trame nascoste e gli obbiettivi contrastanti delle fazioni avverse. Il capo dei Jaisir, Fjel, da una parte teme l’intraprendenza di Mara e le sue azioni, che nel tomo precedente l’hanno condotta alla conquista della conca di Ramor. Fjel decide d’accogliere l’insperato aiuto di Bulrog ordendo una trappola che scatta all’arrivo di Pélisse e degli altri. A questo punto la vera e propria azione di questa quête può avere inizio: i nostri eroi entrano nel tempio dell’oblio.

Questo episodio è caratterizzato da una drammatizzazione dello scontro tra bene e male che si complica e si colma di sfumature. I nemici cominciano ad essere più complessi, non sono rappresentanti d’un oscuro potere malvagio. Essi hanno trame e mire personali, ma anche affetti e timori. Il personaggio di Bulrog è quello che tra i nemici assume più spessore. Non solo egli è portatore di una sottotraccia che deve ancora essere sviluppata, quella dello scontro tra antico maestro e giovane allievo, ma le sue azioni passano letteralmente alla collaborazione con gli eroi. Egli stesso sembra mostrare rimpianto per ciò che ha innescato.

L’altro tema fondamentale è quello della memoria. Esso viene rappresentato attraverso la più grande minaccia del ricordo: l’oblio. Tale aspetto ha concreta manifestazione nel tempio, meta ultima della quête, e con le creature al suo interno, che minacciano continuamente le menti degli eroi. Il tema della memoria che svanisce ritrova una seconda declinazione con i deliri apparentemente insensati del principe dei Mille Verdi. Egli ha più volte visioni della sua terra bruciata, sul procinto dell’estinzione, forse inevitabilmente perduta. Sfortunatamente questo destino si rivelerà più reale che delirante. Infine la figura di Pélisse si rivela ancora una volta centrale nella risoluzione dello stallo. L’esuberante giovinezza che domina il personaggio, trova sbocchi concreti e risolutori nei momenti di maggior necessità. Le sue azioni saranno determinanti al successo della quête.
Regis loisel
Dal punto di vista stilistico è ancora una volta interessante osservare la cura nella creazione del paesaggio e del contesto fisico che avvolge l’avventura. La terra delle paludi, all’inizio dell’episodio, è dominata da tonalità fosche dove il grigio del cielo si rispecchia a malapena nel verde fango della palude.

Tutti gli esseri sembrano dominati dalla deformità leggera che accompagna il mondo di Akbar. I tratti marcati ma precisi di Loisel danno vita a forme non regolari, spesso abnormi. Questi tratti possono essere riscontrati in molte rappresentazioni. I primi esseri che presentano tali difformità sono senza ombra di dubbio gli animali. In questo episodio la creazione arzigogolata delle creature antropomorfiche viene esaltata costantemente. Il popolo dei Jaisir ne è un esempio lampante. Sebbene gli eroi che appartengono alla sfera del bene, quella che cerca di salvare Akbar, siano palesemente umani, possiamo facilmente individuare in essi, caratteristiche che li accomunano alla distorsione generale del mondo fisico di Akbar. Il personaggio dal nome sconosciuto, che aiuta Pélisse e Bragon, ne è un esempio. La forma tozza ed oblunga del suo elmo/maschera è lungi dall’essere verosimile. Le proporzioni dei volti e dei corpi degli stessi personaggi fluttuano entro certe misure. Oggetto particolare di questi cambiamenti è ad esempio il volto di Pélisse, rappresentano sotto diversi angoli e pose e mai irrigidito in fisse proporzioni.  Sono queste caratteristiche del tratto di Loisel che accentuano il grottesco di questo mondo fantastico, un fantasy gotico carico d’epica ed ironia che articola episodio dopo episodio una trama più serrata e tematicamente più profonda.



Dettagli

Éditeur Dargaud
Collection Hors Collection Dargaud
Série La Quête de l’Oiseau du Temps
Titre Temple de l’oubli (Le)
Tome 2
EAN 9782205047998
Storia Le Tendre Serge
Disegni Loisel
Pubblicazione 1998-10-01
Formato 240×320
Numero pagine 47