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La museo MAN di Nuoro è allestita “La Galassia di Arp” curata da Rudy Chiappini e Lorenzo Giustiin collaborazione con la Città di Locarno che ricostruisce la complessa rete di rapporti di Jean/Hans Arp (Strasburgo, 16 settembre 1886 – Basilea, 7 giugno 1966) con alcuni tra i maggiori protagonisti dell’avanguardia europea.
Arp hurlou
Nato a Strasburgo da madre alsaziana e padre tedesco, Arp usò per tutta la vita due nomi: quello tedesco (Hans) e quello francese (Jean). Noto per il contributo giovanile ai movimenti del Dadaismo – di cui fu tra i fondatori a Zurigo e a Colonia – e del Surrealismo, Arp deve la sua fama all’elaborazione di un linguaggio astratto originale, di matrice organica e naturale, rivolto all’individuazione di un principio creativo e primigenio della forma. Un’attitudine che l’artista sviluppò nel corso degli anni Trenta, con la partecipazione ai movimenti astrattisti Cercle et Carré e Abstraction-Création, e successivamente, nella maniera caratteristica che lo ha reso noto in tutto il mondo occidentale, tra l’immediato dopoguerra e la metà degli anni Sessanta.
Arp nadir
Il percorso espositivo – formato da opere provenienti in massima parte dalla collezione della Città di Locarno, ma anche dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dalle collezioni di Intesa Sanpaolo e da altre raccolte private – presenta un’importante serie di sculture, bassorilievi, arazzi, carte e riunendo alcune tra le più celebri sculture di Arp – Hurlou, Pas encore de titre, Feuille-miroir e Torse-amphore – realizzate tra l’inizio degli anni Cinquanta e la metà dei Sessanta, rappresentative della sua singolare attitudine alla creazione di forme organiche, insieme a dodici straordinari rilievi, realizzati da Arp nel periodo della piena maturità creativa, due arazzi e una serie di collage e découpage di grandi dimensioni.
Arp tete
I lavori dell’artista franco-svizzeo sono affiancati da quelli di autori del primo e secondo Novecento che hanno condiviso, non solo amicizia, ma anche una parte del loro percorso creativo. Tra questi Paul Klee, uno dei più noti artisti del XX secolo, sperimentatore delle possibilità espressive della linea come elemento figurativo indipendente; Max Ernst, esponente di punta del Surrealismo, autore di immagini in cui figurazione e astrazione convivono; Alexander Calder, autore dei famosi “mobiles”, sculture astratte sospese, mosse dalle correnti d’aria, influenzate dal linguaggio di Arp.
Calder mobile
In mostra anche opere di Theo Van Doesburg, in rappresentanza della corrente neoplastica, Sonia Delaunay, pittrice ucraina, moglie di Robert Delaunay, che affiancò il marito nella ricerca pittorica del simultaneismo, Alberto Magnelli, che tra il 1939 e il 1944, in stretto contatto con i coniugi Arp e Delaunay, sperimentò nuove forme espressive in linea con le ricerche del gruppo Abstraction-Création, e ancora Meret Oppenheim, pittrice e scultrice svizzera, autrice di sorprendenti oggetti di ispirazione surrealista, e Victor Vasarely, pittore e grafico, di origine ungherese, prima in contatto con il gruppo Abstraction-Création e quindi fondatore del movimento “optical”.
Arthur segal
La collezione della Città di Locarno, nata nel 1965 per una donazione dei coniugi Jean e Marguerite Arp, contava originariamente sei sculture e venti rilievi oltre a un cospicuo numero di opere di altri artisti che di Jean e Marguerite erano stati amici: Sophie Taeuber, prima moglie dell’artista, Theo Van Doesburg, Marcel Janco, Wilfredo Arcay, Alexander Calder, Richard Mortensen, Antoin Poncet, Lajos Kassak, Günther Fruhtrunk, Arthur Segal e Vitor Vasarely.
Francais picabia
Successivamente al primo nucleo di opere,  se ne sono aggiunte successivamente altre che hanno contribuito a definire il profilo attuale della collezione, che, pur essendosi costituita in maniera spontanea, senza un preciso piano di sviluppo, bel tempo ha assunto la fisionomia definita e sviluppata principalmente nel campo dell’astrazione permettendo di vedere rappresentata una parte importante della storia dell’avanguardia europea.
Junger garden
Accompagna la mostra un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale con una presentazione di Lorenzo Giusti, direttore del Museo MAN.


Data fine:16 February, 2014 Sito web:http://www.museoman.it/


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