La voce gonfia di emozione di Bill Viola nel giorno della donazione ufficiale del suo autoritratto alla Galleria degli Uffizi, rinfresca alla memoria la grandiosità di un luogo spesso divenuto meta feticcio, anziché luogo preposto alla scoperta. L’espressione di tale umanità e umiltà, doti sempre meno associabili a chi beneficia di una grande notorietà, è valsa inoltre ad accentuare la serietà di una ricerca artistica dedicata alla video arte nella quale Bill Viola, uno degli esponenti internazionali più importanti, fu precursore fin dagli anni Settanta.
Bill Viola, Self Portrait, Submerged, 2013
Quando il direttore Antonio Natali mi ha invitato a contribuire con un autoritratto al Corridoio Vasariano della Galleria degli Uffizi sono stato travolto da una grande emozione. L’accostamento di un mio ritratto a quello dei più importanti maestri dell’arte di ogni tempo, molti dei quali hanno ispirato il mio lavoro, è sicuramente un’esperienza che mi ha reso più umile” afferma Bill Viola, specificando che “come video artista ho capito che dobbiamo guardare più a fondo nelle nostre menti, perché non è la tecnologia la cosa più importante, ma tutto dipende dalle intenzioni che stanno dietro a chi la usa, può essere pericolosa o portare benefici.”

Al grido de “il cuore prima di tutto” all’artista americano non sfugge come, in un periodo nel quale le immagini stanno esplodendo, sia opportuno dare agli artisti di oggi la possibilità di creare opere che ci portino verso il futuro.
Bill Viola, Self Portrait, Submerged, 2013
Self Portrait, Submerged
, il video di Bill Viola targato 2013, è la prima immagine animata che entra a far parte della collezione permanente degli Uffizi.
L’artista americano, da quarant’anni sulla scena della video arte, ci porta finalmente il silenzio. Per dieci minuti e mezzo l’unico rumore che avvolge l’osservatore è quello dell’acqua nella quale l’artista si è immerso completamente. Alle sue spalle si scorge nitidamente il ciottolato del fiume, ma non vi sono movimenti sul corpo dell’artista se non quelli dovuti al naturale spostamento dell’acqua; i suoi occhi non si aprono e nessun respiro diviene il protagonista di qualche fotogramma. La nitidezza estrema dell’immagine non ci permette di perdere alcun particolare, che sia una bolla d’aria o l’impercettibile movimento dell’ornamento rosso della collana buddista, unico elemento cromatico dissidente che salta immancabilmente agli occhi.

Nell’intento di Bill Viola questo lavoro “rappresenta il mio mondo interiore, il luogo da cui la mia arte prende vita”, mentre secondo Kira Perov, moglie dell’artista nonché executive director dello studio di Bill Viola e sua collaboratrice da oltre trent’anni, “i suoi occhi sono chiusi e lui sembra essere completamente rilassato, in pace. Solo le increspature dell’acqua animano i suoi movimenti, mentre il suono dell’acqua corrente permea lo spazio come sogni che filtrano attraverso il suo ambiente.” Il video, infine, inizia e conclude con un fermo immagine per ripetere simbolicamente l’immobilità che caratterizza il ciclo dell’esistenza umana, il suo inizio e la sua fine.

Pensando al proprio autoritratto, Bill Viola non ha potuto che creare un altro tassello per la serie Water Portraits dedicata, come una parte consistente dell’arte di Viola, allo studio dell’elemento acqua scelto per contraddistingue il cambiamento, il passaggio del tempo, diventando infine elemento simbolico della nascita e della rinascita.
Bill Viola, Self Portrait, Submerged, 2013
Da oggi l’autoritratto di Bill Viola occuperà il posto che gli spetta all’interno del Corridoio Vasariano recentemente risistemato, accostandosi alle tele di tanti maestri del passato e ad altri contemporanei che donarono una loro opera a partire dal 1981 quando, l’allora direttore Luciano Berti, invitò gli artisti internazionali più celebri ad omaggiare il Museo del proprio autoritratto.
Non piacerebbe tuttavia a Bill Viola sentire parlare di passato, in quanto da sua stessa dichiarazione l’arte è tutta contemporanea, e tale è stata percepita sin da quando, ventitreenne, giunse a Firenze per lavorare in uno dei primi studi di video arte in Europa, il celebre studio Art/Tapes/22 di Maria Gloria Bicocchi.
L’arte, continua ancora Viola, è “timeless, universal and eternal” dandoci un generoso ammonimento su come i nostri beni artistici non debbano essere percepiti come il fardello di una eredità difficile, ma possano essere utilizzati come un ponte di stimoli per le nuove generazioni di artisti.

 


Titolo evento

BILL VIOLA. Self portrait-Submerged


Dettagli

Bill Viola, Self Portrait, Submerged, 2013 Color High-Definition video on plasma display mounted vertically on wall; stereo sound 121.2 x 72.4 x 9 cm (47.75 x 28.5 x 3.5 in) Photo: Kira Perov